con gianni piacentino alla fondazione prada la proporzione aurea diventa dinamica

Abbiamo visitato in anteprima la nuova mostra della Fondazione Prada curata da Germano Celant e dedicata a Gianni Piacentino.

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nov 5 2015, 9:40am

In questi giorni in cui l'arte si riscopre torinese, a Milano viene inaugurata una mostra che trova le sue radici proprio nel capoluogo del Piemonte. Dal 7 novembre e fino al 10 gennaio 2016, la Fondazione Prada ospiterà una personale dedicata a Gianni Piacentino portando al centro del complesso architettonico di Largo Isarco più di 90 lavori dell'artista nato a Torino nel 1945.

Alla costante ricerca di un punto di incontro tra Pop art e Minimal art, Gianni Piacentino ha trovato il suo equilibrio riscoprendo il mondo della velocità e l'estetica industriale di tutti quegli oggetti che, dalla macchina all'aereo, fanno parte della cultura popolare. "È in questo clima storico di oscillazione tra arte e design, tra artigianato e industria, tra utile e inutile, tra unicità e serie, che si colloca il contributo di Piacentino" e nell'ammirare i due piani di esposizione non potremmo essere più d'accordo con le parole di Germano Celant, curatore della mostra antologica.
"Al centro del mio lavoro c'è sempre la rilevanza del controllo tecnico e matematico. Non mi lascio sedurre dal rimosso e dalle pulsioni", afferma lo stesso artista. La devozione alla disciplina è totalizzante e la pulizia di forme, cromie e materiali è assolutamente tangibile. Muoversi tra il suo "COOL ORANGE RED POLE" in legno verniciato con sottofondo in poliestere, il suo "Ex 3D" in acrilico su tela, i suoi "LIGHT BLU-GRAY GROUND BAR WITH QUARTER CURVES" in smalto nitro-acrilico su legno e il suo "WRIGHT BROTHERS G.P. (IX)" in acrilico, vernice perla, pittura sintetica argento su tela, diventa un viaggio nella storia dell'arte fatto alla velocità della luce.

Al piano terra del Podium, contenente i lavori realizzati dai primi anni Settanta fino al 2015, e al piano superiore dedicato agli esordi dell'artista tra il 1965 e il 1968, sembrano riecheggiare le parole di Marinetti del Manifesto Futurista del 1909, che acquistano una valenza nuova: "La magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia." 
Gianni Piacentino però riesce a unire proprio quel tipo assoluto di bellezza "perfetta" e di proporzione armonica al dinamismo futurista. E così la "magnificenza del mondo" si arricchisce di una contemporanea lettura della sezione aurea di umanistica memoria e la "Divina proporzione" di Luca Pacioli acquista un nuovo e rapido significato.

fondazioneprada.org

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Foto Delfino Sisto Legnani su cortese concessione della Fondazione Prada