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sotto il sole di roma sfila l’alta moda di valentino

La collezione Haute Couture autunno/inverno 16 di Valentino è un tributo alla capitale italiana.

di i-D Staff
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10 luglio 2015, 3:40pm

I "Mirabilia Urbis Romae" erano delle antiche guide di viaggio del XII secolo usate dai pellegrini in visita alla Capitale. Che Valentino con l'evento Mirabilia Romae si riconfermi ancora oggi uno dei marchi guida nel labirinto della moda contemporanea l'ha dimostrato con l'acclamata sfilata Haute Couture autunno/inverno 16 che si è tenuta ieri nel cuore di Roma.

Con Piazza Mignanelli e i suoi palazzi come cornice, lo show ha visto sfilare lussuosi vestiti di velluto nero d'ispirazione classica, sandali alla schiava, drappeggi e accessori color oro ispirati al "Satyricon" - una celebrazione del passato glorioso della città - ma anche look d'ispirazione barocca, trasparenze, e alcuni immancabili abiti rosso vivo, impronta inconfondibile della maison.

"Questo è il palcoscenico per una collezione con un'aurea di mistero solenne, magico" hanno commentato i direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, "profonda, decadente e toccante".

Decadente, come la Roma rappresentata da Sorrentino in La Grande Bellezza, e certamente maestosa, come la musica che ha accompagnato l'intera sfilata, la collezione ha conquistato subito il pubblico che ha tributato una standing ovation. Ad applaudire c'erano moltissime star come Gwyneth Paltrow, Tilda Swinton e Mika.

Non solo un inno all'alta moda, ma anche ai temi che "hanno sempre caratterizzato le nostre collezioni, la romanità e couture come cultura" hanno spiegato inoltre i due creativi, e al genio italiano: "Chi nasce a Roma vive nell'arte, in una bellezza diffusa che dà per scontata. Noi finora siamo sempre stati ospiti di Parigi, sfilare qui invece è fortemente simbolico."

Come cita la scritta sotto un'immagine sul profilo Instagram di @maisonvalentino "Tutte le strade portano a Roma, almeno una volta nella vita". Valentino, ritornandoci, le ha regalato un nuovo evento storico da ricordare.

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto