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cosa abbiamo visto a pitti uomo 89

Vi raccontiamo la natura fluida del tempo e della moda appena presentata a Firenze nel contesto caleidoscopico di Pitti Uomo Generation(s)

di Alessio de Navasques
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18 gennaio 2016, 7:05pm

Juun J. A/I 16 - Foto Andrea Buccella

"L'invisibilità mi sembra il requisito primario dell'eleganza; perché l'eleganza finisce se si fa notare " diceva l'artista e cineasta Jean Cocteau.

Proprio questa massima potrebbe esprimere quello che sarà la tendenza per la prossima stagione della moda uomo. La fiera Pitti Immagine Uomo rimane ancora uno dei massimi momenti di vanità maschile, dove codici e stili del guardaroba vengono esasperati da dandy alla ricerca dello scatto di streetstyle, ma la direzione sembra andare verso un senso di sobrietà e qualità. Non si può dire che ci sia uno stile dominante, ma come ci suggerisce il tema portante della fiera "Generation(s)", sono generazioni e cifre stilistiche diverse che si compenetrano in un globale superamento di confini. 

La vocazione artigianale e sartoriale dell'esposizione rimane molto forte, ma prendono sempre più spazio streetwear e readytowear. Le aree dedicate all'artigianato contemporaneo si moltiplicano con il progetto Make, che si amplia al piano inferiore del padiglione centrale con ben 43 makers e le loro storie. La sartoria di Madrid, Sastreria 91 rielabora la cappa spagnola, celebre quella che indossava Pablo Picasso, proponendo un totale look che prevede anche accessori speciali come papillon in piume di pavone. La storica fiera fiorentina alla sua ottantanovesima edizione sembra così non conoscere crisi e rafforza la sua immagine con tante iniziative tra sfilate, eventi e performance a sostegno delle nuove generazioni della moda. The Latest Fashion BuzzThe International Woolmark Prize, il premio dedicato alla maglieria arrivato per la prima volta a Firenze nella sezione menswear, sono solo alcuni dei progetti proposti. 

Entusiasmo, nuova linfa creativa e un approccio libero allo stile per il progetto Generation Africa, nato in collaborazione con Ethical Fashion Initiative iniziativa di punta dell'organizzazione delle Nazioni Unite ITC International Trade Center. I designer africani AKJP, Ikiré Jones, Lukhanyo Mdinigi x Nicholas Coutts e U.Mi-1 hanno presentato negli spazi della vecchia dogana le loro nuove collezioni maschili: soluzioni colorate e piene di inventive per il guardaroba di una globetrotter, che vive ogni giorno un melting pot culturale. 

Ikiré Jones autunno/inverno 16 per Generation Africa

Ha lavorato invece sull'idea di dissolvenza, spennellata e sfumatura il giovane designer Vittorio Branchizio, vincitore dell'ultima edizione di Who's on Next? Uomo, con una interessante palette che vira dall'inchiostro all'indaco fino al prugna e al mattone. 

Vittorio Branchizio Autunno/Inverno 16

Primo Menswear Guest di Pitti ad arrivare dalla Corea, Juun J. ha presentato negli spazi industrali delle Stazione Leopolda i suoi cavalieri urbani, arrivati da un futuro post atomico. Visi angelici e corpi senza sesso, omaggio forse al Duca Bianco, portano con fierezza lunghi cappotti come mantelli e giacconi in pelle, evoluzione di quelli da motociclista in versione over, tra influenze military e cosmopolitismo parigino. Uno dei colori dominanti della collezione è il "nudo", che nelle forme spaziali e futuristiche di stivali e cappotti come corazze, trasmette un'idea organica e di vita in contrasto con la forza del nero assoluto e del blu notte. 

Juun J. autunno/inverno 16

Sempre dal futuro arrivano anche le proposte di White Mountaneering per Adidas Originals, che ha realizzato un progetto speciale per Firenze con una straordinaria scenografia di neon in movimento. 

White Mountaneering per Adidas Originals

La fiera fiorentina ha anche la forza di lasciare esprimere un creativo come  Marco De Vincenzo in totale libertà creativa. In collaborazione con l'artista Patrizio Travagli è nata così l'istallazione In-Lusionem che ha trasformato il Teatro Niccolini in una grande caleidoscopio. Abiti, specchi e sfumature si ripetevano all'infinito creando un'illusione ottica, perfetta espressione dell'idea di scomposizione geometrica del colore, cifra stilistica del designer romano.  

L'istallazione In-Lusionem di Marco De Vincenzo in collaborazione con Patrizio Travagli

pittimmagine.com

Crediti


Testo Alessio de'Navasques
Foto Andrea Buccella