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il pensiero positivo di arthur arbesser

Abbiamo incontrato il designer ospite di Fondazione Pitti Discovery per parlare della sua nuova collezione primavera / estate 2016

di Gloria Maria Cappelletti
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17 giugno 2015, 11:40am

Facciamo insieme un ripasso veloce. La storia di Pitti ebbe inizio nel Febbraio del 1951 con la prima sfilata di moda italiana che si tenne a Firenze nella cornice della maestosa Villa Torrigiani. Da allora Pitti è sinonimo di anteprime moda e innovazione, manifestazione fieristica di livello internazionale che promuove le eccellenze del settore tanto quanto i giovani talenti. Tra i molti designer che hanno fatto la storia di Pitti scriviamo ora anche il nome di Arthur Arbesser, che, ospitato da Pitti Immagine, presenta la sua collezione PE16 alla Stazione Leopolda.

Raccontaci qualcosa della collezione che abbiamo visto sfilare oggi a Pitti.

La collezione è molto "colorful" come il tema "Color" di questa edizione di Pitti. Grafiche fortissime ispirate da ceramiche e mobili dei tardi anni '70/ inizio '80. E per la prima volta, in onore di Pitti ovviamente, anche qualche look da uomo!

Ci sono dei colori/tessuti particolari che ti hanno ispirato?

Mi hanno ispirato sopratutto le grafiche delle ceramiche: quelle di Bitossi, la meravigliosa azienda di ceramiche di Montelupo, vicino a Firenze. Nel loro archivio ho trovato tanti colori e grafiche che hanno formato questa collezione. Altri elementi che mi hanno ispirato sono stati alcuni mobili di Sottsass, le superfici e le loro combinazioni di materiali. Anche in questa collezione quindi ci saranno tanti tessuti inaspettati: tecnici ma anche molto classici.

C'è un pezzo particolare che meglio rappresenta la collezione?

Il pezzo che credo rappresenti meglio la collezione è un parka over, unisex, con una stampa forte e molto grafica.

Come immagini la donna che lo vestirà?

Una donna che sa portare un parka over!! Che vuol dire una ragazza di 18 anni o una signora di 75. In ogni caso una donna con umorismo e carattere.

Abiti a Milano gia' da qualche anno, che cosa ti ispira di questa città?

Ho imparato tanto sul design a Milano e continua ad essere un mondo che mi ispira moltissimo. Adoro i palazzi Milanesi del periodo di Gio Ponti, i suoi mobili e i pavimenti, tutta la geometria e precisione di questo mondo che adoro. Ma l'ispirazione più grande sono di sicuro i miei amici fantastici che ho accumulato in questi 10 anni trascorsi a Milano.

Puoi raccontarci il tuo rapporto con la moda in poche parole?

È il mio pensiero costante che guida le mie giornate. Fin da quando ero piccolo la moda ha rappresentato il mio interesse più vivo ed è ciò che mi ha portato fin qui. Semplicemente è ciò che mi riesce meglio!

C'e' qualcosa nel tuo lavoro che non sopporti?

Per ora è ancora pura passione e una cosa bellissima ...

Come pensi dovrebbero essere sostenuti i giovani designer indipendenti come te?

Credo che la difficoltà più grande per la maggior parte dei giovani designer, siano i soldi.

Perciò un sopporto finanziario intelligente secondo me è il vero aiuto, idealmente con un'idea di coaching. Un supporto a cui è possibile chiedere consigli e accompagni i primi anni di lavoro. Riuscire già a creare un link tra industria, aziende, tessutai ecc... sarebbe bellissimo. Da questo punto di vista, ora con una "nuova" Camera della Moda a Milano ritengo ci potranno essere più possibilità per giovani designer che decideranno di operare in Italia.

"Una cosa per essere bellissima non deve essere bella." Ha detto Rei KawakuboCos'è per te la bellezza?

Bellezza per me è naturalezza.

Karl Lagerfeld ha detto che "Viviamo in un mondo oscuro e romantico e abbastanza tragico." Sei d'accordo?

Abbastanza ... anche se io di persona sono molto positivo e felice. Tuttavia, se ti guardi in giro non è un pensiero sbagliato, anche se di "romanticismo" non ne vedo così tanto. Credo comunque che ancora più sbagliato sia avere una "attitude" negativa verso la vita perché di certo non porterà felicità.

Crediti


Testo Gloria Maria Cappelletti
Foto Tassili Calatroni
Foto di Suzy Menkes Alessio Costantino

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