Artwork di Giusy Amoroso

Tra i cyborg mitologici e il pantheon alieno di Giusy Amoroso

Questa digital artist ridefinisce il concetto di anatomia umana, annullando i confini del reale e plasmando organi e corpi alla sua creatività.

di Carolina Davalli
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15 giugno 2020, 11:11am

Artwork di Giusy Amoroso

Negli ultimi tempi, ci siamo addentrati nella fitta coltre di pratiche artistiche che vengono riunite sotto il nome di digital art, interfacciandoci con un universo in espansione, eclettico e variegato. Universo popolato da talenti che stanno ridefinendo la realtà per come la conosciamo, arrivando a piegare i confini tra possibile e impossibile proprio grazie alle loro opere.

E se questo momento storico ci ha insegnato qualcosa, è che la percezione che abbiamo del reale può essere modificata all'infinito. È lecito dunque poter esasperare i limiti del quotidiano, arrivando a creare nuove galassie fittizie, eppure totalmente credibili.

La digital artist italiana Giusy Amoroso fa proprio questo: attraverso un'estetica poliedrica e multiforme, sta reimmaginando l'anatomia umana, ma anche la natura in senso lato e le creature che vi abitano.

Il suo immaginario si districa tra i mondi più surreali e fantastici, popolati da creature quasi mitologiche, in cui si fondono gli elementi fisici e corporei più tradizionali alle anatomie più mostruose.

A metà tra il grottesco di Jon Rafman e personaggi kawaii, tra figure sottomarine e ambientazioni costitute da metalli fusi vivi, Giusy ci dimostra che la natura, per come la conosciamo, può essere stravolta e plasmata a volere e a piacere.

La pelle, l’anatomia umana, le cartilagini, mucose e organi sono forse i luoghi in cui Giusy meglio dimostra la sua capacità di reinterpretare le texture prettamente umane, trasformandoci in mutanti cyborg alieni con una propria storia genetica ancora a noi sconosciuta.

Qui abbiamo fatto qualche domanda a Giusy, per saperne di più sulla sua pratica ed estetica.

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Ciao Giusy! Com’è che sei entrata nel mondo della digital art? È sempre stato il tuo sogno o ti ci sei trovata per caso?
Ciao ฅ/ᐠ. ̫ .ᐟ\ฅ Mai lontanamente avrei pensato di fare questo! Ho studiato Design del Prodotto, ma durante il mio percorso accademico fatto di regole e nozioni noiose sono stata attratta dalla creazione digitale dei prodotti che progettavo, e iniziai a concettualizzare direttamente in 3D piuttosto che disegnare su carta, rompendo la tradizione della ‘’classica’’ progettazione.

Quello che più mi attraeva e che tutt'ora mi attrae è che si può creare qualsiasi cosa, forme così complesse e incredibili. Scenari impensabili ma reali in qualche modo. Potevo finalmente tramutare le mie fantasie in forme e colori e per me era ed è un qualcosa di meraviglioso. E così quella che era nata come passione è diventata poi anche il mio lavoro. COMBO! E comunque da piccola volevo fare la ballerina, la musicista, la psicologa, la tatuatrice...LOL

Guidaci nel tuo processo creativo, dal momento di ideazione fino alla realizzazione finale di un progetto. Quali sono i passaggi di cui non puoi fare a meno?
Mi piacerebbe guidarvi, ma forse vi deluderò perché non c’è alcun processo creativo dietro le mie creazioni. Il processo creativo non ha regole per me. Ogni progetto è unico, e la modalità di creazione dipende da vari fattori quali possono essere per esempio concept e/o stati d’animo.

Come definiresti la tua estetica? C’è qualcuno che l’ha descritta in un modo che non ti saresti mai aspettata?
Una volta in un'intervista qualcuno mi chiese se faccio riferimento al ‘fetish’ perché utilizzo superfici lucide, metalliche, lattice. E sono rimasta abbastanza basita ma anche divertita dal fatto che qualcuno avesse avuto questa impressione dai miei lavori. ^ↀᴥↀ^ Vedo la mia estetica come una separazione di ciò che è reale dalla realtà. Una relazione tra ciò che è reale e virtuale, che divide il reale dalla realtà.

In effetti, la tecnologia digitale promette trasformazioni reali in campi percettivi, cognitivi, comunicativi ed estetici. Dopotutto, l'arte contemporanea si trova spesso ad esplorare nuovi territori, nuove "realtà" e confini. Nella mia visione, questo sta entrando spontaneamente in qualcosa di simile a quegli ideali che Kant una volta poneva al centro della sua speculazione estetica: il raggiungimento del sublime.

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Da dove prendi ispirazione per i tuoi progetti? Ci sono delle teorie/idee del mondo dell’arte a cui fai continuo riferimento?
Ho sempre avuto un rapporto speciale con la natura e le forme organiche, che mi hanno sempre ispirato e continuano a farlo tuttora. Le astrazioni organiche viste nel mio lavoro, come fluidi, creature ‘mitologiche’ così come le hai definite ma con una proiezione nel futuro o magari in un mondo parallelo al nostro, piante aliene, e forme curve morbide, sono in netto contrasto con i materiali che utilizzo, e li trasformo per creare una fusione della mia mente e la mia percezione della realtà. Ciò che chiamo reale, per me, non è altro che una sinergia che ho con la realtà stessa. Le forme sono vita della natura così come lo sono per qualsiasi forma d’arte. (^=◕ᴥ◕=^)

Qual è la difficoltà più grande da superare nel lavoro che fai?
Sicuramente i clienti rompiscatole :D Quando si parla di progetti su commissione, cambia tutto. Ti ritrovi a dover produrre in tempi assurdi, e questo è motivo di stress costante per molti artisti. Il mercato inoltre ci impone di produrre e migliorare sempre di più ma la creatività ha bisogno dei propri spazi, ha bisogno di momenti di calma. E a volte può essere difficile capire quando la necessità di fare arte proviene effettivamente da un bisogno espressivo.

Penso che molti di noi si sentissero così in errore con noi stessi quando ci è stato chiesto di creare qualcosa di straordinario, ma non eravamo in vena di fare cose straordinarie. Sembra che siamo così impegnati a correre sempre più velocemente che abbiamo dimenticato dove vogliamo davvero andare e da dove proveniamo.

E dell’essere una giovane artista digitale donna nel mondo d’oggi?
Sinceramente nessuna!ヽ(=^・ω・^=)丿

In che mondo vorresti che si espandesse l’arte digitale? Ci sono dei settori in cui non viene ancora presa sul serio/considerata come alternativa?
Io penso che ci siamo. Il dominio digitale espande le capacità dell'arte e l'arte digitale crea inoltre nuove relazioni tra le persone. È perfetto. La tecnologia digitale consente dettagli così complessi e soprattutto libertà di cambiamento. Prima che le persone iniziassero ad accettare la tecnologia digitale, l'informazione e l'espressione artistica dovevano essere presentate in una forma fisica. L'espressione creativa è esistita attraverso supporti statici per la maggior parte della storia umana, spesso usando oggetti fisici come tela e pittura. L'avvento della tecnologia digitale consente all'espressione umana di liberarsi da questi vincoli fisici, consentendole di esistere autonomamente e di evolversi liberamente.

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La pandemia da coronavirus ha cambiato l’approccio verso il tuo lavoro? Sono nati dei progetti/collaborazioni con professionisti di altri settori che hanno dovuto trasportarsi nell’ambiente digital?
In realtà per me non è cambiato un gran che a livello lavorativo se non per il fatto che sto lavorando molto di più e questo perché non è più possibile per esempio organizzare eventi musicali, o girare film, organizzare shooting ecc… Posso citare dei progetti ai quali ho lavorato ultimamente dopo lo scoppio del Covid-19.

Uno di questi è lo stream del musicista Dixon, presentato da Transmoderna sulla Boiler Room ufficiale. Ho diretto questo progetto con Aaron Jablonski e oltre alla direzione artistica mi sono occupata della creazione di tutte le creature mistiche subacquee. E’ stata una sfida, poiché abbiamo dovuto creare un intero set in Digitale in pochissimo tempo, ma sono estremamente soddisfatta del risultato!

Un altro progetto interessante al quale ho lavorato come Supervisore CGI , è il video musicale di 645 AR diretto dai fantastici BRTHR. Hanno saputo creare un concept davvero unico e divertente, e il personaggio chiave del video, la creaturina rosa dal nome FLEXO-19, che io ho creato in 3D e poi animato, non è altro che la rappresentazione del virus in maniera giocosa, e il protagonista del video 645AR combatte contro Flexo e il tutto accompagnato da visuals estremamente psichedelici! Con BRTHR sto collaborando ad un nuovo progetto per Facebook Technologies per il Pride, che uscirà a breve, mi piace molto lavorare con loro, sono dei geni!

E poi c’è il progetto personale ‘Pandemone’, un progetto realizzato con mio fratello gemello Gino Tremila. Insieme abbiamo deciso di dare una forma e un volto al virus, realizzando degli artworks, un filtro instagram e Tipografia del titolo del progetto. E’ stato bello poter sentirsi connessi seppur lontani, esprimendo artisticamente le nostre emozioni circa quello che stava e sta accadendo.

Vedo che fai tante collaborazioni con vari artisti...
Le collaborazioni mi permettono di entrare a contatto con tantissimi professionisti ed artisti e questa cosa è fondamentale non solo per una crescita professionale data dal confronto e la condivisione di tecniche ma soprattutto nascono tante amicizie e rapporti speciali che a loro volta sono fonte di ispirazione.

Inoltre da qui nascono quelli che chiamo i ‘Dream Team’, ci sono persone con le quali sono entrata così in sintonia che quando ho bisogno di formare una squadra, so che di loro mi posso fidare e il lavoro è piacevole e con risultati sempre eccezionali, e voglio citare Aaron Jablonski, Sam Aldridge, Gino Tremila e Conceptual.♥

Pensi che ci sia ancora poca chiarezza nell’ambito della digital art? Che la gente non sappia ancora in fondo di che si tratta?
Vorrei organizzare dei workshop per i nostri adorati nonnini! (✿ ♥‿♥) Mi piacerebbe tanto mostrargli come lavoro nei software e quale è il workflow per arrivare al prodotto finale.

Sogni per il futuro?
Dopo tante esperienze vissute, vorrei ritirarmi in un posto isolato, nel verde. Vivere una vita serena, meditativa e circondata dalla bellezza della natura. (✿☯‿☯✿)

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Crediti


Intervista di Carolina Davalli
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