Immagini su gentile concessione di 

Garbage Core

Garbage Core, il brand-non-brand che eleva il riciclo ad arte da indossare

"Le idee mi vengono dai vestiti usati che trovo. Li associo tra di loro, li scucio o smonto, li appoggio sul mio corpo per cercare di creare nuove forme e capire cosa mi piacerebbe che diventassero."

di Giorgia Imbrenda
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30 luglio 2020, 4:00am

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Garbage Core

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Giuditta Tanzi, conosciuta per il suo brand, Garbage Core, che ha fondato nel 2019. Ogni abito di Garbage Core è unico, realizzato a mano e sostenibile, perché creato a partire da tessuti riciclati che Giuditta trova nei mercatini, negli armadi della sua famiglia o negli scatoloni che le inviano i sostenitori del progetto.

Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label

Ciao Giuditta! Sei la fondatrice di Garbage Core, quindi la prima domanda sorge spontanea: come spiegheresti cos’è Garbage Core a chi ancora non lo conosce?
Garbage Core è un progetto di sperimentazione ed espressione attraverso i tessuti. Mi piace pensare che sia libero da definizioni precise, perché voglio avere la libertà di farlo mutare se ne sentirò l’esigenza. Non lo definirei un brand, ma per farlo comprendere meglio posso dire che è un progetto in cui i vestiti usati vengono utilizzati per la creazione di pezzi di abbigliamento unici e fatti a mano, che parla quindi di espressione creativa, ma anche di sostenibilità.

Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label

Parlaci del tuo processo creativo. Come assembli tutti i tuoi pezzi?
Non seguo un metodo preciso. Il mio processo creativo è variabile, perché influenzato di volta in volta dal materiale che utilizzo, i colori, le idee che ho in quel momento, le cose che ho visto in quel periodo, gli errori che faccio e anche le emozioni che provo. Il design nasce spesso proprio dai vestiti usati che trovo, li associo tra di loro , li scucio o smonto, li appoggio sul mio corpo per cercare di creare nuove forme e capire cosa mi piacerebbe che diventassero—a volte uso cartamodelli, altre volte la tecnica del moulage. Mi piace farmi guidare dall’istinto e dalla mia sensibilità.
 
Uno dei tratti caratteristici di Garbage Core è l’unicità di ogni capo, che viene data anche dai difetti di manifattura, dalle cose che non ci dovrebbero essere, e invece ci sono. Ma cos’è per te l’imperfezione?
Definirei l’imperfezione una caratteristica che racconta la storia di chi la indossa.

Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label

Come definiresti il tuo brand usando solamente tre parole?
Wearable art - espressivo  - sostenibile
 
Parlando di sostenibilità, in che modo credi che un brand possa ridurre il suo impatto ambientale?
Uno dei principali motivi per cui molti brand hanno un’impatto negativo sull’ambiente è il fatto che la loro filiera è troppo complessa, così come il fatto che ci sia la tendenza a sovraprodurre. In questo momento storico, le persone vanno educate ad una nuova coscienza: dovremmo tutti avere consapevolezza di ciò che stiamo comprando, informandoci su dove e da chi viene prodotto uno specifico pezzo di abbigliamento.

Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label

Cosa pensi dell’approccio delle aziende italiane sul tema del riciclo?
Credo che siamo ancora all’inizio del cambiamento e che molte aziende stiano a metà tra il comprendere veramente cosa sia la sostenibilità e seguire un modello sostenibile come se fosse un “trend”.

C’è un personaggio, reale o inventato, del presente o del passato, che credi rappresenti i codici estetici del tuo brand? 
Mi sento molto rappresentata dai quadri surrealisti di Leonor Fini, sopratutto l’opera Ilaria.

Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label

Come hai sviluppato la comunicazione del tuo brand? Credi che i social media siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
I social media sono stati essenziali nel mio percorso fino ad ora, mi hanno messo in contatto con tante realtà interessanti, anche geograficamente lontane geograficamente da me, e permettono al mio progetto di crescere in termini di visibilità. Nonostante questo non ho un piano preciso nella comunicazione, nel senso che non seguo le regole del social media marketing. Uso Instagram come una piattaforma espressiva, e nella comunicazione mi piace unire la mia quotidianità a quello che creo.

Dove vedi Garbage Core tra 5 anni?
In uno studio più grande, luminosissimo, in cui tante persone creano insieme, non più solo vestiti!

Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label
Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label
Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label
Intervista al brand italiano sostenibile Garbage Core per la rubrica Rebel Label

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