Fotografia di Madison Voelkel e Hanna Tveite 

Le migliori collezioni della New York Fashion Week A/W 22

Da Maryam Nassir Zadeh a Kim Shui, ecco i brand che hanno dato inizio al Fashion Month con stile—letteralmente.

Fotografia di Madison Voelkel e Hanna Tveite 

Ed eccoci qui. Il Fashion Month è iniziato e a ufficializzarlo è stata la frizzante stagione A/W 22 della città che non dorme mai, della Grande Mela, insomma… di New York City. Le sfilate IRL della scorsa stagione, le prime dopo fin troppo tempo, hanno fatto da propulsore per una nuova elettrizzante ondata di progetti, le collezioni che hanno alimentato il fitto programma della New York Fashion Week—e che, a posteriori, possiamo dire che non ci ha deluso.

Brand pilastri della città come Proenza Schouler, Coach e Eckhaus Latta hanno sfilato al fianco di nomi emergenti come Elena Velez e Saint Sintra, le cui collezioni di debutto la scorsa stagione li hanno proiettati direttamente nella mappa della moda internazionale. Altrove, ci sono le collezioni di Maisie Wilen, Maryam Nassir Zadeh e Puppets and Puppets, solo per citarne alcuni. È tanta roba, lo sappiamo, ma la buona notizia è che troverai tutto ciò che devi sapere sulle collezioni più emozionanti della stagione A/W 22, comprese le recensioni e le immagini delle sfilate, proprio qui. Fashionistas, allacciate le cinture, perché abbiamo appena iniziato!

Peter Do

Peter Do ne ha abbastanza del passato. Un atteggiamento che potrebbe sembrare una brusca inversione di rotta rispetto alla vibe di cui era intrisa la sfilata S/S 22 dell’omonimo brand—che ci ha offerto una panoramica sull’ascesa che l’ha portato a diventare uno dei giovani fiori all'occhiello della New York Fashion Week, oltre che sui ricordi nostalgici dei rituali familiari di preparazione del Pho. Per l'A/W 22, dunque, gli occhi dello stilista sono rivolti verso il futuro. "La scorsa stagione, per me, è stato un punto di arrivo," ha detto Peter in un'anteprima prima della sfilata. "Con questa collezione, però, sto pensando al futuro. Non sto guardando indietro.”

Intitolata Foundation, la collezione serve essenzialmente come manifesto di partenza, ribadendo la potenza dei codici del brand che hanno fatto guadagnare al marchio una delle fanbase più accanite nel mondo della moda di oggi. Presentata alla Genesis House di fronte a una serie di schermi giganti di tinte alla Rothko, il set della sfilata ha segnato un notevole allontanamento dal romanticismo cinematografico dello svettante skyline di Manhattan che ha fatto da sfondo alla sfilata della scorsa stagione. “Ricorda molto Blade Runner,” riflette Peter.

Quella vibe tech e neo-noir ha permeato gli abiti stessi. A sostituire i ricami sfumati e i cristalli posizionati a mano della scorsa stagione c'erano linee grafiche dure, camicie croccanti senza colletto, boleri di pelle tipo armatura, una sartoria squadrata e grossi cinturoni legati in vita. "Questa stagione ha presentato davvero l’idea di donna firmata Peter Do,” ha detto il designer. “C'è una forte consapevolezza, un punto di vista singolare". MS

peter do completo bianco e nero con stivali di pelle nera new york fashion week 2022
Fotografia Greg Kessler
peter do giaccone e stivali di pelle new york fashion week 2022
Fotografia Greg Kessler
peter do vestitio nero lungo tipo chemisier maniche di pelle e cintura new york fashion week 2022
Fotografia Greg Kessler
peter do giacca nera con pelo e pantaloni eleganti new york fashion week 2022
Fotografia Greg Kessler
peter do new york fashion week 2022
Fotografia Greg Kessler

Maryam Nassir Zadeh

Maryam Nassir Zadeh ha mostrato la sua collezione A/W 22 al Clemente Theatre nel Lower East Side, a solo un isolato dal negozio monomarca in Norfolk Street—che aveva già trasformato in una passerella serpeggiante la scorsa stagione. Questa volta, il pubblico sedeva sulle gradinate del teatro mentre le modelle entravano dal palco, creando un'atmosfera elevata per la collezione "raffinata ed elegante" della stilista iraniana-americana. "Volevo realizzare una collezione di un'eleganza piena di sentimento, infondendo una specie di spirito all'interno dei capi,” ha spiegato Maryam nel backstage. "Amo i vestiti e colleziono vestiti, e credo fermamente che ogni capo abbia una sua energia.”

Durante la pandemia, e ancora oggi, la designer si è ritrovata a gravitare attorno a design basic—"sono queste le cose che vorresti trovare sempre nel tuo armadio"—e spera di creare un guardaroba senza tempo che possa essere rivisitato ancora e ancora. Lavorando quasi esclusivamente con una palette di colori neutri, a parte alcuni riflessi calcolati di rosso, royal blue e sottobosco, Maryam ha riproposto sagome pulite delle stagioni precedenti infondendole di un tocco "punk rock". Questo lo si vede nei dettagli: top tagliati, colletti appuntiti e ampie stratificazioni di abbigliamento maschile e femminile ispirati ai film tedeschi della New Wave, alle sfumature di trucco—come l'ombretto blu anni '80 visto su Paloma Elsesser—e alle iconiche fotografie di moda. Come con ogni sua collezione, MNZ è riuscita a fissare un luogo nel tempo, uno stato d'animo, una sensazione, ma mai un momento fugace. ND

una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel
una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel
una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel
una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel
una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel
una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel
una modella cammina per la sfilata maryam nassir zadeh aw22 alla new york fashion week
Fotografie Madison Voelkel

Coach

Quando scegli di mostrare la tua collezione il giorno di San Valentino, sai già che verrà osservata con uno sguardo pieno di romanticismo. Una cosa che non è dispiaciuta affatto a Stuart Vevers di Coach, che ha presentato la sua collezione A/W 22 per il brand di pelletteria americano al Pier 36 del Lower East Side di New York City. Piuttosto che affrontare il tema amoroso alla lettera—il confine tra dolce e stucchevole è, dopo tutto, labile—il direttore creativo britannico ha rinunciato a tappeti di petali di rosa optando per una prospettiva più sottile e diversificata. L’elemento che ha incarnato questa scelta è stata l’ambientazione della sfilata—una riproduzione di "una città da qualche parte in America", si legge nelle note dello spettacolo, "dove è sempre l’alba", evocando immagini di una periferia incontaminata alla Stranger Things—così come il fatto che ai partecipanti da remoto sono state consegnate delle apple pie prima della sfilata.

Sebbene gli abiti che hanno sfilato in passerella non riecheggiassero direttamente il romanticismo cinematografico che ha colorato il contesto in cui erano immersi, erano comunque intrisi di un fascino d'altri tempi, quasi come fossero abiti senza tempo che superassero generazioni e periodi storici. Pezzi come cappotti in shearling squadrati—indossati con cordoncini color malva e lime dal taglio ampio—e un macintosh in pelle riciclata color cioccolato trasudavano una forte nostalgia anni '70, mentre i due pezzi di gilet e pantaloni in pelle conferivano un tocco vivace alla Mapplethorpe alla ricerca di Stuart. Altrove, c'erano look dal sapore grunge anni '90: t-shirt oversize con una grafiche in stile graffiti abbinate a grossi girocolli, abiti con colletto alla Peter-Pan, gonne a portafoglio pesanti e cappotti in pelle stampati con motivi scozzese e pied de poule color acido.

Piuttosto che sdolcinata o stucchevole, la collezione emanava l’energia di una donna cool e contemporanea, una figura iconoclasta che unisce con nonchalance pezzi spesso oppressi da associazioni storiche immutabili, conferendo loro un nuovo significato per le nuove generazioni. SM

una modella sfila per la collezione Coach aw22 alla new york fashion week
Fotografie courtesy di Coach
una modella sfila per la collezione Coach aw22 alla new york fashion week
Fotografie courtesy di Coach
una modella sfila per la collezione Coach aw22 alla new york fashion week
Fotografie courtesy di Coach
una modella sfila per la collezione Coach aw22 alla new york fashion week
Fotografie courtesy di Coach
una modella sfila per la collezione Coach aw22 alla new york fashion week
Fotografie courtesy di Coach

Khaite

Ambientata in un grande capannone industriale sulla Little West 12th Street, la sfilata A/W 22 di Khaite ha avuto inizio con luci meccaniche simili a robot prendere il controllo dello spazio e un minaccioso suono martellante guidarci all’ascolto di "Where Did You Sleep Last Night" dei Nirvana. Anche se questa operazione potrebbe sembrare insolita per il marchio con sede a New York fondato da Catherine Holstein nel 2016 e noto per le sue linee pulite, le silhouette classiche e la morbidezza generale, questa stagione a visto Khaite infondere una sana dose di grinta al suo glam senza tempo. Mica Argañaraz ha dato il via alla collezione con un look in total pelle—una gonna con chiusura a cerniera e una giacca ispirata agli anni '80—e l'influenza di questo decennio ha trovato spazio anche nei blazer oversize con spalle scoperte e negli abiti sartoriali a seguire. "Sfidando le nette distinzioni tra passato e futuro, realtà e illusione, opulenza ed essenzialità, la collezione A/W 22 propone un guardaroba profondamente personale di sfumature estetiche e concettuali, progettato per essere apprezzato e realizzato per i giorni d’oggi," si legge nelle note di sfilata. "Il suo ritmo è di continua accelerazione: il ritmo di una città sveglia, che continua a cercare conforto nella nostalgia.”

È questa nostalgia regna nella maglieria all'uncinetto, nelle sottovesti in paillettes, nelle tuniche scolpite e nelle minigonne floreali con balze arruffate e frange. I look da sera più formali e appariscenti strizzano l’occho a Jerry Hall nello Studio 54, mentre i capi più spigolosi sono progettati pensando alla donna moderna di New York. Cosa potremmo mai volere di più? ND

una modella sfila per la collezione khaite aw22 alla new york fashion week
Fotografie Hanna Tveite
una modella sfila per la collezione khaite aw22 alla new york fashion week
Fotografie Hanna Tveite
una modella sfila per la collezione khaite aw22 alla new york fashion week
Fotografie Hanna Tveite
una modella sfila per la collezione khaite aw22 alla new york fashion week
Fotografie Hanna Tveite
una modella sfila per la collezione khaite aw22 alla new york fashion week
Fotografie Hanna Tveite
una modella sfila per la collezione khaite aw22 alla new york fashion week
Fotografie Hanna Tveite

Kim Shui

Possiamo sempre fare affidamento su Kim Shui per la nostra dose di abiti intrisi di femme-power extravaganza, ritagli e mesh, ma è il tweed ad aver segnato un intrigante punto di svolta per la sua collezione A/W 22, mostrata sulla passerella degli Spring Studios. C'erano gonne e giacche che evocavano l’immaginario Chanel e Hillary Banks del Principe di Bel Air, abbinati perfettamente a occhiali da sole in neon pastello, cappelli flosci bordati di pelliccia e caschetto da Barbie. Nuove proposte sono arrivate sotto forma di un corsetto di tweed ancorato a un bolero corto e con colletto che mostrava civettuole sottoseno. I look sensuali e trasparenti ricamati con draghi di paillettes sono stati indossati con mutande nere, calze alte fino alle cosce e pantaloni di coccodrillo, attirando infine la maggior parte dell'attenzione dal pubblico. Questi erano segnali visivi che la designer attribuisce alla presa in giro della feticizzazione delle donne asiatiche e delle "fantasie occidentali cooptate" dal suo punto di vista, concentrandosi sulla sessualità come canale per l'empowerment e le donne che prendono il controllo delle proprie storie. IN

a model walking the runway at kim shui's aw22 show at new york fashion week
Fotografie David Gannon
a model walking the runway at kim shui's aw22 show at new york fashion week
Fotografie David Gannon
a model walking the runway at kim shui's aw22 show at new york fashion week
Fotografie David Gannon
a model walking the runway at kim shui's aw22 show at new york fashion week
Fotografie David Gannon

Shayne Oliver

Anonymous Club di Shayne Oliver—un'ampia piattaforma per la collaborazione tra creativi e leader culturali—ha lanciato una residenza artistica presso il Griffin Theatre chiamata Headless: The Demonstration, una serie di eventi che hanno accompagnato i primi tre giorni della New York Fashion Week A/W 22. Tra impalcature in acciaio, fumo e schermi video, si è svolta una cerimonia in onore del mentore di Shayne, Andre Walker, con un tributo musicale a Virgil Abloh da parte dell'artista ed ex direttore creativo di HBA Ian Isiah. Poi c’è stata un'anteprima del nuovo brand di Shayne, con modelli drappeggiati in forme appuntite, a volte grottesche, abbinate a scarpe da cartone animato con esagerate punte allungate.

Pat McGrath curato il make-up—un immaginario da fata demone della foresta incantata—e gli accessori ammiccavano alla collaborazione tra Telfar Clemens e Ugg, una "preview della collaborazione con il brand," secondo quanto si legge nel comunicato stampa. Le modelle hanno camminato tra il pubblico in piedi, con una colonna sonora delle canzoni di Shayne e del progetto musicale Wench di Arca, in un crescendo che ha visto come finale una performance dell'artista pop industriale Eartheater. È bello sapere che è tornato uno spirito trasgressivo, fomentato da un gruppo così stretto—e cool—di amici. IN

two models posing backstage at shayne oliver's new york fashion week event
Fotografie courtesy di Shayne Oliver
a model posing backstage at shayne oliver's new york fashion week event
Fotografie courtesy di Shayne Oliver

Maisie Wilen

Maisie Wilen è nota per i suoi abiti colorati e slanciati, spesso realizzati con stampe ipnotiche, illusioni ottiche che collegano la moda a un immaginario radicalmente tecnologico. E se la scorsa stagione ha segnato il debutto ufficiale della stilista di Los Angeles alla settimana della moda di New York, dove ha messo in mostra una gamma di abiti da serata, tute e due pezzi ispirati all'abbigliamento sportivo in The Boom Boom Room, l'A/W 22 ha visto la stilista fare breccia in un nuovo modo progettuale. Maisie ha immerso critici, editor e fan del marchio in un'esperienza olografica unica nel suo genere presso una galleria del Chelsea, dove proiezioni surreali di modelle gigantesche hanno preso vita nello spazio oscuro. Ispirandosi alle bambole della Mattel, la sfilata ha visto performance di balli sconnessi, mentre le figure mostravano zanne e ridevano del pubblico mantenendo un contatto visivo inquietante.

I vestiti stessi denotavano una donna Maisie Wilen un po' più cresciuta, vestita con capispalla oversize e due pezzi di seta. I look saranno pure stati i suoi iconici abiti aderenti ritagliati e calze a rete, ma in questa stagione sono stati accostati a maglie neutre e stampe giocose, creando "un guardaroba fatto tanto per la propria presenza virtuale quanto per la vita reale.” Nel complesso, la presentazione è stata stupefacente e inquietante, rendendo l'universo di Maisie un mondo di cui ogni ragazza vorrebbe sicuramente far parte. ND

Elena Velez

La collezione di Elena Velez, intitolata Year 1: Maidenhood and Its Labors, ha segnato il suo debutto in passerella alla New York Fashion Week. Basandosi sul concetto di una femminilità autentica, la collezione ha tracciato un rigoroso trattato sugli "obblighi della femminilità, dell'industria e dell'afrodisia che esplorano le tensioni conflittuali e simbiotiche della femminilità,” afferma—tensioni che hanno assunto un significato personale negli ultimi anni, essendo l’artista una neomamma, una designer, imprenditrice e una partner, contemporaneamente.

Più parli con Elena, più il suo lavoro appare fortemente autobiografico. Progetta con una forte urgenza di creare, un sentimento che attribuisce alla pressione che sente nel continuare a progettare attraverso quello che è potremmo chiamare il "collasso sociale" della pandemia. "Dopo la scorsa collezione, aveva senso mantenere questa andatura per celebrare l’essenza del marchio,” questa estetica grintosa, industriale e angosciata che proietta su una sartoria dal taglio netto, su abiti meravigliosamente drappeggiati e su look scultorei e aderenti. Pezzi in bilico tra una femminilità leggera, graziosa e giovanile e un’idea potente e monumentale della femminilità.

È una tensione che lei definisce "aggressivamente delicata", e un esempio perfetto di questo ethos è un abito bianco tagliato e cucito insieme così meticolosamente che sembra essere sull'orlo di cadere a pezzi. O forse lo è l'abito in tela militare laminata patchwork cucito al rovescio? JCU

a model posing in elena velez's aw22 collection at new york fashion week
Fotografie courtesy di Elena Velez
a model posing in elena velez's aw22 collection at new york fashion week
Fotografie courtesy di Elena Velez
a model posing in elena velez's aw22 collection at new york fashion week
Fotografie courtesy di Elena Velez
a model posing in elena velez's aw22 collection at new york fashion week
Fotografie courtesy di Elena Velez
a model posing in elena velez's aw22 collection at new york fashion week
Fotografie courtesy di Elena Velez

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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