Con la S/S 22, Maria Grazia Chiuri ha dato inizio a un nuovo capitolo Dior

Ispirata all'estetica Mod, la nuova collezione Dior si è distaccata completamente dallo stile tipico della designer romana, stupendoci con una serie di look dai toni vivaci e dalle silhouette lineari.

di Osman Ahmed
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30 settembre 2021, 10:30am

Dimentica quello che sai, o che addirittura pensi, del Dior firmato Maria Grazia Chiuri. L’ultima sfilata della direttrice creativa romana si è distaccata radicalmente dagli abiti plissettati ed eterei e dalle morbide "Bar Jacket" grazie a cui si è fatta un nome da quando è entrata a far parte della maison ben cinque anni fa. I look della prossima stagione, infatti, sono corti, vivaci e— oserei dire—erotici. Benvenuti nel nuovo e coraggioso mondo post-Covid della moda parigina, dove i feromoni fluttuano nell'aria e la sensualità la fa da padrona!

dior ss22 rtw cropped black skirt suit

Immagina la scena: un gruppo di redattori è seduto nel camerino di Maria Grazia prima della sfilata e si discute di orli. Sì, sembra ridicolo, ma poi, di nuovo, gli orli sono una cosa essenziale da Dior. Dopotutto, rimane sempre la maison che ha deciso di abbassare gli orli in un momento storico decisamente particolare, realizzando il “New Look” esattamente nel Dopoguerra parigino. Ora, Maria Grazia sta tornando ad accorciare questo elemento fondante dell’heritage Dior, seguendo uno spirito più giovanile. "Rappresenta la rivoluzione e lo spirito audace della giovinezza. Mi sento molto legata alle idee rivoluzionarie delle nuove generazioni, in questo momento", ha affermato all'anteprima stampa. “Quando lavoravo per il signor Valentino, lui diceva che le minigonne erano solo per le donne giovani. Io non sono d'accordo: le indosserei anche io, e sono facili da portare. Chiunque può indossarle, purché non faccia freddo,” ha concluso ridendo.

dior ss22 rtw orange suit

La teoria dell'Hemline Index afferma che gli orli delle gonne si allungano o accorciano seguendo il mercato azionario. Corte nei prosperosi anni '20 e '60, e lunghe nei bui anni '30, esattamente come è successo anche nelle recessioni degli anni '90. Ma che significato ha una teoria simile, ora? Forse ha meno a che fare con l'economia e più con un senso di ribellione e coraggio. Al giorno d'oggi, chiunque può indossare una minigonna: ragazzi, ragazze, vecchi, giovani, grandi, piccoli. E c'è qualcosa di liberatorio nel mettere a nudo le gambe e nel camminare con ottimismo verso il futuro.

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Inoltre, queste non sono delle semplici minigonne. Nel backstage della sfilata sono stato fermato da un modello con una fascia in vernice e una microgonna decorata con strisce grafiche e un motivo leopardato che presentava la firma Toile de Jouy. Per completare il look, sfacciati stivali go-go in vernice con dettagli fluo. È stato un vero momento WTF—non è esattamente quello che ci si aspetta da Maria Grazia, che nelle ultime collezioni ha essenzialmente attinto dalle influenze estetiche anni '50, e non di certo dagli Swinging Sixties. Così facendo, la designer ha ribadito l'idea che questa stagione è totalmente all'insegna del rinnovamento, almeno tra i designer più audaci.

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Forse la donna da ringraziare è Anna Paparatti, l'artista romana che MGC ha invitato a progettare il set della sfilata nei Jardin des Tuileries. Negli anni '60, Anna aveva subito il fascino dell’estetica mod-pop, la cui influenza risuonava in questa collezione, zeppa di gonne e cappotti a trapezio dalle linee pulite e senza ornamenti. Ora, all’alba dei suoi 70 anni, il lavoro di Paparatti sta subendo un revival—dipinti che esplorano la potenza del divertimento frivolo come balsamo per un mondo serioso, un concetto che ha colpito profondamente Maria Grazia.

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Un’altra influenza importante è stata il lavoro di Marc Bohan, direttore artistico di Dior tra il 1958 e il 1989 ed eroe poco celebrato nei libri di storia della moda. Bohan è stato probabilmente il primo stilista della maison a rompere la tradizione secolare del "New Look", introducendo una silhouette più pulita, ordinata e più giovane, soprannominata "Slim Look"—ispirata ai look di sua figlia allora adolescente.

dior ss22 rtw leopard toile do juoy look

Snellire le sagome e togliere i fronzoli sembra una pratica appropriata oggi, motivo per cui le proporzioni striminzite hanno avuto un tale risveglio in tutto lo spettro della moda. Questa volta, i tessuti erano più tecnici, i cappotti mod-pop fluo sono infatti stati realizzati con miscele di seta e nylon riciclato che danno l’impressione del taffetà, le mini borse da palestra sono state realizzate in pelle goffrata (anziché trapuntata), gli stivali elastici e le Mary Janes, invece, con suole di sneaker. Sportivo? Sì. Sportswear? Non proprio. Una manciata di look in stile boxe mostravano uno spirito da combattente giocoso, ispirato dal nuovo volto della maison, il pugile britannico-somalo Ramla Ali. Grafica, brillante e divertente: senza dubbio questa sarà considerata una delle migliori collezioni di Maria Grazia ad oggi.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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