Fotografie di Dino Frittoli 

ISABELLA1985, il brand emergente dove streetwear e artigianalità si incontrano

"Everybody Goes to Hell" è il memento mori che accompagna tutti i personaggi dell'ultima campagna del brand. E noi non siamo esclusi.

di Giorgia Imbrenda
|
01 luglio 2021, 3:02pm

Fotografie di Dino Frittoli 

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di ISABELLA1985, il marchio italiano di stampo streetwear nato dalla mente del creativo Michele Lamanna.

Fondendo un immaginario legato alle radici della propria famiglia a una comunicazione irriverente e contemporanea, ISABELLA1985 si inserisce nel panorama street per stravolgerlo e aggiornarlo dall’interno. La sua moda è per tutti e non si rifà a nessuno stereotipo di moda legata a generi specifici, è democratica, esattamente come la morte. Lo dimostra il lapidario slogan della sua ultima campagna, "Everybody Goes to Hell". Ma noi, in quell’inferno di ISABELLA1985, non vediamo l’ora di finirci dentro.

Incuriosite dal progetto di moda di Michele, lo abbiamo intervistato per saperne di più sulla filosofia e l’etica dietro al suo progetto.

Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli

Ciao Michele! Raccontaci di te, della tua formazione e di come sei diventato uno stilista.
Sono nato in una piccola e solare provincia del Sud Italia e a 13 anni mi sono trasferito a Milano per lavorare come modello per un brand di moda—mi aveva reclutato una talent scout nelle spiagge della Puglia. Ora vivo a Milano da 14 anni. Ho studiato computer grafica e poi ho fatto un’esperienza a Londra come Vfx artist. Tornato a Milano, lavoravo a progetti tra moda e architettura di giorno, mentre di notte facevo il door selector al Pink is Punk, una serata organizzata da Marcelo Burlon.

Non mi considero uno stilista, ma so progettare abiti perché fin da piccolo ho frequentato l’azienda di famiglia, che produce abbigliamento per bambini. Lì, con le modelliste e le ricamatrici, ho imparato a progettare quello che mi piaceva. Nella mia vita ho avuto la fortuna di aver maturato diverse esperienze in ambiti distinti, che richiedevano strumenti completamente differenti, così ho deciso allora di fare un progetto che potesse racchiudere tutte queste esperienze e darmi la possibilità di sfogare la mia creatività creando abiti casual e sportivi di altissima qualità. Mi piace il profumo di un vestito quando sa di qualità.

Come definiresti in tre parole il tuo progetto?
Oscuro, contemporaneo, esclusivo.

Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli

Il tuo marchio si chiama ISABELLA1985. Mi spieghi cosa c’è dietro a questo nome?
Volevo dare al brand un nome che non fosse legato a un periodo storico specifico o a un prodotto streetwear o fashion, ma che ne racchiudesse la vera essenza: l’ambiguità tra bene e male, il desiderio di sovvertire la percezione del linguaggio tra bene ed male. Ho scelto il nome di mia nonna, la persona che più mi ha amato, senza compromessi e senza limiti, e la mia data di nascita. Per me, queste due cose rappresentano il bene e il male, la luce e l’oscurità, il colore asfalto e il colore cocco.

Parlaci del tuo ultimo lavoro che hai realizzato in Puglia, a Putignano. Cosa ti ha ispirato e quali sono le reference dietro al progetto?
L’ispirazione dietro lo shooting è legata al mondo del cinema, il linguaggio che mi viene più spontaneo da usare. Mi piace ricercare modelli dall’aspetto comune e simpatico, dei tipi umani, invece che modelli professionisti. Nel casting ci sono persone comuni e le foto vogliono risultare spontanee. Volevo trasmettere il senso di una normalità calma, attraversata da un filo di tensione. David Lynch riprendeva scene molto comuni, condite però di una dilatazione temporale che donava alla ripresa una tensione fuori luogo, un dettaglio angosciante per lo spettatore. Quello che voglio suggerire io è che il male è presente in ogni luogo, dove c’è luce c’è per forza anche ombra.

Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli

Qual è l’unicità di ISABELLA1985? Quell’elemento che lo differenzia da tutti gli altri brand presenti oggi sul mercato?
L’elemento che differenzia ISABELLA1985 dagli altri brand è la qualità e una tipologia di confezione del prodotto che ormai è andata perdersi nell’industria globale. C’è il colore e l’utilizzo del tinto in capo, che sono altri elementi caratterizzanti. Non tutti i clienti finali sanno che tingere un capo comporta una precisione maniacale nella confezione—se il capo non è progettato con una massima cura, nel momento in cui verrà tinto e successivamente lavato con stonewash si rischia di far saltare cuciture, cerniere e bottoni.

ISABELLA1985 è un prodotto pensato e lavorato con materie prime di qualità, che mantiene una sua semplicità, una classicità e una pulizia lontano dai prodotti streetwear sul mercato. Sicuramente il linguaggio che utilizzo è estremamente personale. Ho voluto essere estremamente personale per allontanarmi il più possibile dalla comunicazione e rappresentazione di altri brand.

Quanto conta oggi la sartorialità e l’aspetto artigianale di un prodotto?
Nel mondo di oggi gli abiti non mancano: abbiamo valanghe di vestiti da tutte le parti e la velocità con cui il business brucia le tappe per poter creare nuovi prodotti e quindi nuova domanda è altissima. Io credo che creare un prodotto artigianale di alta sartorialità sia il vero lusso, perché quell’abito ha un valore che va oltre il “fashion moment” e può essere utilizzato negli anni e nei decenni avvenire. Più invecchierà e più sarà bello—capi di alta sartorialità e artigianali sono capi che utilizzeremo per sempre.

Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli

Parlando di sostenibilità: perché è importante e in che modo si può ridurre l’impatto ambientale di un brand?
La sostenibilità è importante in ogni settore, e anche la moda deve fare la sua parte e in fretta, impegnandosi a ridurre a zero la propria impronta. È cruciale anche che la moda non utilizzi più nella produzione materiali di origine animale di nessun tipo. Tante grandi aziende stanno adottando una produzione più sostenibile, che parte dalla ricerca delle materie prime alla produzione, ma credo che siamo ancora ben lontani dall’obiettivo. Credo che ognuno di noi debba impegnarsi per avere uno stile di vita più green, sostenendo al tempo stesso le politiche a favore della tutela della Natura.

Il tuo brand è unisex e genderfluid, qual è il concept dietro a queste scelte?
Non credo ci siano vestiti più adatti a una donna piuttosto che a un uomo, o viceversa. Queste “divise” assegnate in base al genere iniziano a non coincidere più con il mondo di oggi, e io cerco invece di parlare alla contemporaneità.

Credi che i social media, soprattutto Instagram, siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
Credo che i social siano indispensabili per mostrare la propria idea, ma ci deve essere sempre un contenuto dietro. Sono strumenti che permettono alle persone di esprimere se stesse, con dei limiti che però si fanno sentire. Una mostra d’arte ha meno limiti di rappresentazione rispetto ai social media, e questo per me è un problema.

Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li porteresti?
Sceglierei Marcelo Burlon, se ha la luna giusta, perché è il mio migliore amico. Poi mi piacerebbe andare a cena con Alessandro Michele, perché ha stravolto completamente la visione della moda maschile e sarebbe interessante parlare con lui. E poi Donatella, per essere pazzesche insieme.

Cosa c’è nel futuro del brand? E dove ti vedi tra 5 anni?
Nel futuro del brand c’è tantissimo lavoro senza sosta, per costruire qualcosa di qualità partendo dal nulla ci vuole una dedizione totale. Tra 5 anni vorrei vedere ISABELLA1985 attirare a sé sempre più persone che apprezzano e amano questo tipo di prodotti, e non mi dispiacerebbe avere anche un partner che mi aiuti nell’amministrazione e mi lasci più tempo per la direzione artistica.

Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli
Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli
Intervista Rebel Label a ISABELLA1985 di Michele Lamanna
Fotografia di Dino Frittoli

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografie di Dino Frittoli
Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa ISABELLA1985

Leggi anche:

Tagged:
Fotografia
Moda
giovani emergenti
designer emergenti
ISABELLA1985