Lido Pimienta fotografata da Daniella Murillo

Lido Pimienta è l'unica artista che vogliamo ascoltare in quarantena

Non la conosci? Corri. Subito. A. Rimediare.

di Nick Fulton
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23 aprile 2020, 11:14am

Lido Pimienta fotografata da Daniella Murillo

Quando passano più di cinque anni tra l'ideazione di un album e la sua uscita, i fan naturalmente iniziano a chiedersi perché si sono trovati a dover aspettare così tanto tempo. A volte, come nel caso dell'album di debutto di SZA, CTRL, si presentano dei problemi interni alla major. Altre volte, come ha spiegato Frank Ocean l'anno scorso, la ragione potrebbe essere il fatto che l'artista in questione non ha ancora trovato la formula adatta e più appropriata per concludere l'album. Nel caso della musicista colombiana basata a Toronto Lido Pimienta, il ritardo dell'uscita del suo terzo album, Miss Colombia, è stato causato dal fatto di aver vinto il famigerato premio Canadese del Polaris Music Prize proprio nel 2017.

Pimienta ha iniziato a scrivere Miss Colombia nel 2015 dopo un fatto accaduto al Miss World pageant, che vedeva coinvolto Steve Harvey e la comunità colombiana. Harvey aveva infatti erroneamente premiato la competitor colombiana, invece che assegnare il primo premio alla Miss Filippine, a cui di fatto spettava la vittoria. “Non pensavo che la diaspora colombiana sarebbe stata così dispiaciuta,” commenta Pimienta rispetto la reazione colombiana susseguitasi allo sbaglio di Harvey. “Era davvero troppo, si sono accaniti contro Miss Filippine e la insultavano in ogni modo. È stato davvero vergognoso.” Le sue personali esperienze riguardo l'ineguaglianza e il razzismo, raccolte nel momento in cui ha frequentato la scuola, prevalentemente bianca e biligue, della Lyndon B. Johnson School a Barranquilla e successivamente alimentate dal suo ritorno a casa come membro della diaspora colombiana, sono improvvisamente ritornate a galla in un solo istante. Pimienta ricorda il suo sconcerto, “è questo quello per cui si uniscono i colombiani? Per insultare Miss Filippine e Steve Harvey all'unisono?”

“In quel momento ho iniziato a scrivere l'album,” afferma. “È iniziato come una lettera molto arrabbiata verso la Colombia, per poi diventare una lettera d'amore in cui però è presente una bella dose di cinismo.”

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Photo by Daniella Murillo.

C'è forse un pò di ironia nel fatto che vincere un premio sia stato ciò che ha fatto ritardare l'uscita dell'album Miss Colombia di Pimienta. L'artista stava già lavorando all'album quando ha scoperto che quello precedente, La Papessa, era stato nominato per il Polaris Music Prize. “Consideravo quell'album come il mio modo per superare la rottura con il mio compagno,” racconta di La Papessa, aggiungendo una risata per enfatizzare il suo punto. “Non era nemmeno un album per cui mi ero preparata davvero.”

Ma quando il vincitore dell'anno precedente, Kaytranada, l'ha incoronata vincitrice, è improvvisamente diventata la star del panorama musicale canadese. Per sfruttare al massimo la sua fama del momento, ha accantonato per un attimo Miss Colombia per continuare il tour di La Papessa per un altro anno. “A un certo punto ho chiesto al mio partner di farmi restare incinta, per avere una scusa per smettere di andare in tour,” afferma con la stessa risatina ironica di prima. Infatti è stato dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio nel 2018 che ha avuto modo di pensare a mente lucida a Miss Colombia. E quello è stato il momento in cui ha preso forma il capitolo più recente di Lido Pimienta -- un totale trionfo sia musicale che culturale. “Ho pensato razionalmente che sono riuscita a prendere un premio per aver fatto un album sulla mia relazione, un album di cui di fatto non mi importava più di tanto. Allora ho pensato, perché non fare qualcosa di stupendo, cosciente e puntuale, progettando qualcosa che abbia un profondo significato per me?”

Prima del lancio di Miss Colombia, Lido Pimienta ha raccontato ad i-D come i suoni della Colombia e la sua storia personale hanno dato forma ad uno degli album più rispettati ed amati di quest'anno.

In un'intervista del 2016 con The FADER hai parlato di Miss Colombia e hai detto, “certe volte mi sembra di non essere più colombiana. Ma so che non sono di sicuro nemmeno canadese.” Ora, dopo aver passato un lungo periodo in Colombia per completare questo album, ti senti diversa da quella persona di quattro anni fa?
Mi sento davvero fortunata, perché cambio ed evolvo costantemente. Sono una persona molto cosciente di me stessa, e questo mi permette di sapere cosa accade attorno a me e capire che effetti può avere su di me, posso essere molto realistica rispetto alle situazioni in cui mi pongo. Quando cresci, [specialmente] se sei lontano dalla famiglia che ti ha conosciuto da più giovane, quello che accade è che i ricordi che loro hanno di te diventano la cosa che crea più distanza tra te e loro. Io ero una piccola ragazzina timida e fragile; tutti si ricordano di me come quella piccola bambina che stava sempre a disegnare o a piangere in qualche angolo. Quindi, quando torni a casa per rivedere la tua famiglia e vedono che non sei più fragile, che sei un'adulta con delle opinioni, alcuni di quei membri della famiglia non se lo aspettano e sono sorpresi e sconvolti, perché quella piccola bambina che stringevano forte al petto è una persona diversa ora. Fortunatamente, le persone a cui sono più vicina nella mia famiglia, loro conoscono una versione migliore di me perché non sono più quella fragile bambina. Ma per molti altri membri della mia famiglia e altri colombiani con cui ho interagito, sentono che ho questa energia aggressiva perché non sono sottomessa, e faccio esattamente quello che voglio. In Colombia, le donne sono abituate a preoccuparsi più di come appaiono che di quello che hanno nel cervello. Il governo preferisce avere le donne a casa con i loro figli come trofei, piuttosto che per strada a chiedere eguaglianza.

Vedete come mi sono posta nella cover? Volevo sembrare come una vergine pronta per la prima comunione, ma anche simboleggiare il momento del battesimo, della quinceañera e dello sposarsi-- tutti momenti topici dell'essere una donna perbene, una donna colombiana. Questo è come appare la mia ossessione verso la mia terra. Per dieci anni ho dovuto capire come poter vivere in Canada. Non capivo questo paese, non mi sentivo come se appartenessi a questa nazione. Ma dieci anni dopo sono tipo, oh, c'entro perfettamente qui, sono una persona strana e le persone amano questa cosa. E invece mi trovo a dover convincere i colombiani che sono parte di loro.

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Photo by Daniella Murillo.

Nel video di “Nada,” tu e Li Saumet avete i vostri capelli uniti da un'enorme treccia e alla fine del video lei ti libera tagliando questa treccia e ti trasporta verso il fiume. Puoi spiegarci cosa rappresenta questo rituale?
Nel villaggio in cui sono cresciuta vedevo le donne lavare i loro vestiti nel fiume, e ricordo pensare quanto fossero forti quelle donne. Sbattevano i vestiti per pulirli e poi portavano sulla loro testa i vestiti di tutta la famiglia per dei tratti davvero lunghi verso casa. Questo mi ha colpito molto da piccola, e non l'ho mai dimenticato. La canzone tratta di quel dolore intrinseco [che le donne portano con sé], così quando mia sorella (interpretata nel video da Li Saumet) mi aiuta ad uccidermi, mi lascia allo stesso tempo andare. Anche i capelli sono molto importanti, perché se sei africano o hai sangue africano, i capelli sono una parte davvero importante di te. Così per me e per la mia sorella di sangue, quella era la cosa che ci univa -- io facevo le trecce a lei, e lei le faceva a me. Mia sorella ed io siamo molto diverse, se J-Lo e Kim Kardashian avessero una figlia, quella sarebbe mia sorella. Tutto è perfetto in lei, le unghie in tinta con le scarpe, le scarpe in tinta con la borsa, quella è mia sorella. Quindi quella canzone è anche una lettera d'amore verso mia sorella, perché nonostante il fatto che siamo davvero diverse, sa sempre come prendermi.

Hai registrato alcune canzoni a San Basilio de Palenque, un posto enormemente importante per le persone africane, specialmente i discendenti dei popoli resi schiavi in Sud America. Ma è anche un posto che è stato largamente white washed dalla storia occidentale. Puoi raccontarmi cosa significa quel luogo per te, e come è connesso con la tua storia personale?
Palenque è stata la prima cittadina libera delle Americhe, ma quando si va a visitarla non è subito chiaro. È una cittadina molto povera, non hanno molte risorse e le persone sono spesso lasciate con i loro semplici mezzi. Ma musicalmente, è così ricca che le persone sono riuscite a vivere solamente di quello. Molti musicologi e storici della musica si recano lì per studiare e fare ricerca, ma molte altre persone ci vanno solo per scattare delle foto e poi andarsene. È uno sfruttamento continuo. Hanno bisogno che le persone vadano lì per fare foto ma che anche li prendano per suonare a degli eventi. Quindi, quando ho progettato il video “Eso Que Tu Haces”, ho deciso di prendere il gruppo di danzatori KUMBE. Quando avevo 13 anni ero la cantante di quel gruppo, e so perfettamente che non potrei essere l'artista che sono ora se non avessi cantato con loro in mezzo alla strada. Dico sempre che sono più una performer live che un'artista che registra. La parte di registrazione la sto ancora imparando, è una cosa che puoi imparare online, ma quando si tratta di perfromare, di catturare ed ipnotizzare le persone, quella è una cosa che non si può imparare online. Queste sono cose che mi ha dato Palenque.

Hai incluso una registrazione di una conversazione che hai avuto con Rafael Cassiani Cassiani, un leggendario musicista di Palenque. Puoi spiegarci perché hai voluto che parlasse all'interno del tuo disco?
Quando stavamo registrano [“Quiero Que Me Salves”] aveva il singhiozzo, e quindi ha detto “Per questa canzone mi siederò un secondo." Allora ho detto, bè allora chiacchieriamo un pò, perché volevo catturare la sua voce sul disco in un momento della mia vita in cui lui era davvero un maestro per me. Forse per alcune persone i propri eroi della musica sono dei tipi rock and roll, per me invece è un vecchio signore di Palenque. Molte persone sarebbero tipo, ‘OH, The Beatles, Paul McCartney, AHHHH,’ ma io non posso connettere con i Beatles, ancora oggi non conosco nemmeno una loro canzone (tranne quella di cui Fiona Apple ha fatto una cover). Ma a me interessa Rafael Cassiani Cassiani e il suo lavoro. Come tutti i cantanti e i cantautori del nord est della Colombia, fa davvero una musica bellissima che ha diritto della stessa attenzione e delle stesse risorse, ma non gliela diamo perché non è un rock and roller di una colonia inglese. Spesso penso che cosa sarebbe accaduto se Lido Pimienta non fosse Lido Pimienta. Se fossi stata invece Lido Pepper e se invece di cantare in spagnolo cantassi in inglese. E poi se non cantassi delle robe complicate di cui canto, ma parlassi solo di quell'uomo che non mi risponde ai messaggi. Fa pensare molto, sai? Potrei avere una casa ora.

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