Tyler Mitchell, Untitled, (Hijab Couture), New York, 2019

"The New Black Vanguard": 15 fotografi di colore che stanno riscrivendo le regole dell'industria

Grazie a Gucci, il giornalista e curatore Antwaun Sargent presenta in Italia il suo primo libro, un racconto visuale e saggistico su chi sta costruendo un nuovo fashion system. Ne abbiamo parlato con lui direttamente.

di Gloria Maria Cappelletti e Amanda Margiaria
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13 gennaio 2020, 9:22am

Tyler Mitchell, Untitled, (Hijab Couture), New York, 2019

The New Black Vanguard: Photography Between Art and Fashion è il primo libro del giornalista, critico d’arte e curatore americano Antwaun Sargent, che da un decennio usa la sua voce per raccontare le storie degli artisti che stanno ribaltando le regole del sistema. Ora, grazie a Gucci, Antwaun ha avuto la possibilità di portare il suo volume in Italia e farlo conoscere anche al pubblico del nostro paese. Oggi, lunedì 13 gennaio, nello store Gucci di Via Montenapoleone, a Milano, sarà presente l’autore per un firmacopie e incontro con i lettori. O meglio, con gli appassionati di fotografia, arte, moda e tutto quello che rientra nel ribollente calderone della fashion photography.

Intervista Antwaun Sargent
Dana Scruggs, Nyadhour, Elevated, Death Valley, California, 2019, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Dana Scruggs

Il libro The New Black Vanguard (edito da Aperture e ad oggi oggetto di una mostra itinerante) è infatti di difficile definizione, perché a cavallo tra pubblicazione fotografica, raccolta di interviste e insieme di saggi. A fare da fil rouge sono i nomi dei 15 fotografi di colore contemporanei selezionati dall’autore, tutte figure che negli ultimi anni hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo di nuovi paradigmi estetici, portando a significativi cambiamenti all’interno del sistema moda.

Intervista Antwaun Sargent
Stephen Tayo, Lagos, Nigeria, 2019, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Stephen Tayo

In occasione dell’arrivo di Antwaun a Milano, lo abbiamo incontrato per approfondire le tematiche trattate in The New Black Vanguard, dall’evoluzione della fashion industry all’importanza del costruire comunità e connessioni, passando per il coinvolgimento dei brand nel processo di rinnovamento del sistema e ripercorrendo alcune tappe essenziali della fotografia contemporanea. Una conversazione a tre, più che un’intervista, perché come ci ha detto Antwaun stesso: “Sono le conversazioni l’essenza della collaborazione. Il botta e risposta, l’alternarsi di domanda e risposta che fa sorgere in me, in te e in chi ci ascolta (o legge, a seconda dei casi) la voglia di riflettere.”

Intervista Antwaun Sargent
Stephen Tayo, Lagos, Nigeria, 2019, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Campbell Addy

Partiamo dal nome del tuo libro, The New Black Vanguard . Tre parole che esprimono un concetto estremamente ampio e sfaccettato. Chi è la nuova avanguardia nera, quindi?
Volevo che fin dall’inizio, fin dal titolo stesso, fosse chiaro che non esisterebbe un futuro senza un passato. A volte ci dimentichiamo del contributo essenziale di chi è venuto prima di noi, di quegli artisti che hanno aperto la strada alle nuove generazioni. Prendiamo ad esempio Ruth Ossai, una delle fotografe che ho selezionato: nel suo lavoro si percepisce chiaramente l’influenza della ritrattistica degli anni ‘70 nell’africa postcoloniale di cui Malick Sidibé e Sanlé Sory sono gli esponenti forse più noti. Ecco, Volevamo essere sicuri che questi fotografi fossero implicitamente parte della della conversazione.

L’espressione “New Black Vanguard” non è tuttavia circoscritta esclusivamente ai 15 fotografi che ho selezionato per il mio libro. Quello a cui faccio riferimento è piuttosto un movimento internazionale che lavorano al confine tra arte e moda, unendo i due campi per dare vita a nuovi significati. Si tratta di un fenomeno generazionale: oggi fotografi, stylist, artisti e designer stanno dando vita a nuove narrative, insieme. Sì, si tratta di fotografia, ma anche delle comunità che le persone dietro quelle fotografie hanno messo in piedi per far sì che fosse possibile raccontare nuovi tipi di storie.

Intervista Antwaun Sargent
Quil Lemons, New York , 2017, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Quil Lemons

L’obiettivo del libro è quindi quello di dare potere e spazio alle persone di colore che lavorano dietro l’obiettivo nel mondo della moda contemporanea?
Dietro un’immagine c’è il lavoro di un team, una comunità in cui ognuno offre il proprio contributo. Non si tratta solo di fotografi, ma di tutte le parti coinvolte nella creazione dell’immagine. È per questo motivo che nei crediti trovi non solo il fotografo, ma anche stylist, designer, modelli e così via. Daniel Obasi, ad esempio, è un regista di talento, ma spesso si occupa di styling e ha un'agenzia di casting. È per questo che ho voluto menzionarlo nel mio libro, per il suo lavoro multidisciplinare e interconnesso.

Negli anni ‘80 e ‘90 questo processo corale non esisteva, ma oggi che si sta facendo sempre più spazio nel mondo della moda è essenziale parlarne, lasciarne una testimonianza scritta. Dobbiamo allontanarci definitivamente da quella dinamica vecchio stampo per cui una persona dettava le regole, decideva ciò che era bello (e meritava quindi di essere fotografato) e ciò che era brutto (e andava quindi dimenticato). Nel 2020, fortunatamente, ci stiamo accorgendo che non tutto deve necessariamente piacerci, ma è importante che esista comunque, perché la rappresentazione di altre culture, estetiche e immaginari è essenziale nella costruzione di nuove narrative.

Intervista Antwaun Sargent
Tyler Mitchell, Untitled (Twins II), New York, 2017, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) ©Tyler Mitchell

Ogni avanguardia è un movimento di reazione a un mondo ormai datato. Contro cosa sta combattendo l’avanguardia a cui tu fai riferimento?
L’industria della moda ha sempre cercato di tagliare fuori chi non rientrava negli standard. È sempre stato un sistema chiuso, discriminatorio e respingente. C’erano canoni asfissianti, ma oggi celebriamo quelle diversità che un tempo venivano escluse a priori dalla conversazione. Oggi nel front row di Gucci ci sono persone di tutte le etnie, così come in passerella e dietro le quinte, perché i paradigmi di un tempo stanno cambiando.

Le persone oggi sentono il bisogno di un’industria più inclusiva e per rispondere a questo bisogno stanno dando vita alle loro mostre, libri, magazine e fanzine. Ecco, io ho cercato di illustrare un cambiamento, raccontando come le nuove generazioni si approcciano all’arte e alla moda, unendole e creando uno storytelling sul mondo che vogliono.

Intervista Antwaun Sargent
Micaiah Carter, Sheani , 2018, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Micaiah Carter

Si tratta di un libro che offre una prospettiva intersezionale: la metà dei fotografi selezionati sono donne, e tutti variano per paesi d’origine, storie personali, età, orientamento sessuale.
La moda è un mondo spiccatamente femminile, eppure quando si analizza il processo di image making è impossibile non notare che il ruolo di protagonisti è sempre affidato agli uomini. Uomini bianchi, caucasici. Ho voluto dare spazio a voci diverse, perché quando dai una macchina fotografica a una donna, a una persona di colore o gay, gli stai dando la possibilità di raccontare una storia diversa da quella che ci viene propinata da decenni. Le loro immagini riflettono il loro vissuto, quindi sono per forza di cose estranee allo standard.

Anche i brand, e Gucci in primis, stanno dando il loro contributo in questo senso: si aprono a nuove collaborazioni con artisti e fotografi di talento, ma non perfettamente in linea con la prospettiva standard del sistema. Se hai una piattaforma, usarla per raccontare storie contemporanee è la cosa migliore che tu possa fare.

Intervista Antwaun Sargent
Jamal Nxedlana, Johannesburg , 2019, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) @ Jamal Nxedlana

Parlando di Gucci, com’è iniziata invece l’unione di forze tra te e il brand?
Ho lavorato con Gucci più volte negli ultimi anni, tra podcast, immagini e altri progetti. Abbiamo imparato a conoscerci a vicenda in modo molto naturale, con il passare del tempo. Alcuni membri del team newyorkese [Antwaun vive stabilmente a New York, NdA] sono stati all’apertura della mostra di The New Black Vanguard, ad esempio.

Gucci è un brand che si impegna costantemente nel supportare la diversity, l’impegno che mettono nel far sì che tutte le voci vengano ascoltate e nel lavorare con fotografi dai background più disparati mi ha fatto capire che era il brand perfetto con cui portare avanti questo tipo di conversazione. In molti editoriali presenti nel mio libro ci sono abiti e accessori Gucci che si amalgamano tutti al tipo di immaginario e contesto in cui vengono usati. Gucci, proprio come me, come i fotografi di cui parlo nel libro e i-D stesso, è un attore del sistema moda che lotta per dar vita al mondo che vogliamo. Non solo, per il mondo di cui abbiamo disperatamente bisogno.

Intervista Antwaun Sargent
Arielle Bobb-Willis, Union City, New Jersey , 2018, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) @Arielle Bobb-Willis

Non si tratta solo di combattere il white gaze , ma vecchi stereotipi e schemi.
Beh, storicamente parlando esiste il concetto di white gaze, ed è combattendo questo schema di pensiero che sono nati i lavori dei fotografi di cui parlo. Ma il discorso può essere allargato, perché oggi si tratta di creare spazio per il cambiamento, e dev’essere un movimento condiviso. Lo intendo come un sistema aperto, capace di accogliere la novità.

Le immagini hanno un forte effetto su chi siamo, sull’identità che creiamo per noi stessi e sul modo in cui costruiamo la nostra idea di realtà. Ho scelto di analizzare questo cambiamento di paradigma attraverso la fashion photography perché è il tipo di fotografia più d’impatto e conosciuto. Non dev’essere per forza stata pubblicata da un magazine di moda, ma deve parlare di stile, composizione dell’immagine e abiti, in un certo senso. Perché sono queste le fotografie che tutti vediamo e ricordiamo. Quelle che hanno un impatto più profondo sull’opinione pubblica.

Intervista Antwaun Sargent
Nadine Ijewere, Untitled , 2018, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Nadine Ijewere

Come hai selezionato i fotografi invece?
Alcuni sono amici di lunga data, altri invece sono artisti di cui ho curato una o più mostre, ma altri ancora mi sono stati consigliati da persone di cui mi fido quando si parla di arte e fotografia. Siamo partiti da una lista di circa 150 nomi e di lì è iniziata la scrematura, che si è rivelata tanto complessa quanto stimolante.

Non volevo che diventasse un volume enorme perché per me era essenziale che tutti potessero permettersi di comprarlo, volevo che rimanesse un oggetto di ricerca alla portata di studenti e giovani creativi in generale. Così ho deciso di inserire il lavoro di 15 fotografi in totale, ma i loro nomi non sono che il punto di partenza per raccontare di un movimento molto più ampio e variegato le cui radici affondano nella storia della fotografia black degli ultimi 50, 60 e 70 anni.

Intervista Antwaun Sargent
Renell Medrano, Slick Woods, Brooklyn , 2018, from The New Black Vanguard (Aperture, 2019) © Renell Medrano

E questo ci riporta al tema della comunità, del celebrare il lavoro di team, piuttosto che quello del singolo.
Esattamente. Non ho nessun interesse nel costruire barriere o muri. Voglio imparare, dialogare, instaurare connessioni e collegamenti. Raccontare storie, unire le persone e creare nuovi intrecci narrativi, umani e creativi. In definitiva, il cambiamento a cui stiamo assistendo in questi anni all’interno del sistema della moda sta tutto qui, nell’unione di chi ci lavora.

Dal punto di vista curatoriale, ho lavorato a questo libro con il chiaro intento di offrire una chiave di lettura nuova al pubblico e dimostrare che le istituzioni sanno e possono essere al passo con i tempi, offrendo ad artisti e scrittori la possibilità di raccontare la contemporaneità in modo nuovo, fresco.

The New Black Vanguard è edito da Aperture ed è acquistabile qui.

Intervista Antwaun Sargent
Tyler Mitchell, Untitled, (Hijab Couture), New York, 2019

Crediti

Intervista di Gloriamaria Cappelletti e Amanda Margiaria
Tutte le immagini su gentile concessione di Antwaun Sargent
Un ringraziamento speciale a Gucci

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