La rinascita di Bottega Veneta passa per un lusso tanto estremo quanto silenzioso

Daniel Lee, grazie di esistere.

di Felix Petty
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24 febbraio 2020, 10:09am

In questo momento Daniel Lee è circondato da una forte aura di mistero, forse molto più di qualsiasi altro designer in circolazione. È stato il primo a vincere quattro premi all'edizione dei Fashion Awards del 2019. E sempre lui è riuscito a far crescere economicamente il marchio Bottega, a forza di creare design amati da influencer, critica e pubblico.

Nel giro di poco, Lee è passato dall'essere una figura quasi del tutto sconosciuta, uno che viveva dietro le quinte della fashion industry, al diventare la più osannata, amata e lodata celebrità del momento in questo settore. Fino ad ora, ogni collezione — e specialmente gli accessori — sono andati praticamente sold out. Ci sono liste d'attesa così lunghe che molti degli oggetti non fanno nemmeno in tempo ad arrivare nei negozi.

sfilata bottega veneta a/w 20

E quindi ha un certo peso dire che questa è stata la sua miglior collezione. La più coesa e coerente, la più chic e la più indossabile. Era decisa e cosciente, sicura. Più contenuta nelle forme e nelle silhouette, più raffinata nella palette colori, e totalmente basata sulle qualità artigianali, di texture, di forme e movimento. Il tutto ha creato una densa aura di silenzioso lusso.

Posta in mezzo a una serie di scatole bianche, sulle quali erano proiettati immagini di un palazzo romano classico, una serie di alcove contenevano statue e piante e paesaggi scenici, come fosse un miraggio di un mondo passato e che sarebbe andato a svanire una volta ancora al termine della sfilata. In parte simbolico, in parte un gesto attento verso la sostenibilità, Daniel ha spiegato: “Stavo pensando a come la moda può trasportarti in una dimensione altra, e di come possiamo trasformare questo spazio anonimo e neutrale in qualcosa di assolutamente affascinante. Questo era uno dei punti focali, e poi volevo creare una scenografia che non lasciasse nessun residuo o traccia a fine sfilata. Stiamo cercando di ridurre il nostro impatto ambientale."

sfilata bottega veneta a/w 20

E all'idea di trasporto viene dato un senso anche molto letterale: l'idea di movimento. La parte iniziale della sfilata era definita da look molto attillati e stretti, una palette di marroni color cioccolato, nero, un flash di verde fluo sui colletti e i polsini. Poi sono arrivate le frange -- su vestiti di fodera, sulle gonne indossate sotto a vestiti in maglia, così da creare un'esplosione ad ogni passo. “Questa volta ci siamo molto concentrati sull'idea di movimento -- volevamo creare qualcosa che sembrasse dinamico, come le frange e le silhouette più allungate," ha confermato Daniel Lee. “Così abbiamo lavorato su tutti i nostri tessuti storici ed iconici perché fossero più elastici, così che anche i look più sartoriali potessero oscillare tra la moda formale e quella più casual. Tutto è incentrato sulla creazione di oggetti che ti possano far sentire molto elegante, ma allo stesso tempo estremamente comodo.”

Le prime stagioni del regno di Daniel sono state definite quasi da un'avversione verso l'eleganza, verso il comfort, o forse sono stati il terreno per dare delle sue nuove ed instabili interpretazioni a questi due concetti – si guardi l'iconico Intrecciato di Bottega portato all'estremo, per esempio -- e tutto questo ha creato oggetti indimenticabili. Ma in questo caso, ha riportato l'Intrecciato alla sua forma originale, per giocare ancora una volta con l'heritage di Bottega (ha detto, backstage, che questa stagione ha passato la maggior parte del suo tempo nell'archivio). “Pensavamo alla morbidezza -- e le prime borse di Bottega erano amatissime perché morbide e sensuali, quando tutto il resto era rigido e rigoroso."

sfilata bottega veneta a/w 20

E anche Daniel, imprevedibilmente, ha trovato il suo successo — facendosi strada al momento giusto, come reazione allo streetwear, ad una logomania del lusso, alle infinite collaborazioni senza senso. Con Bottega lui sta tracciando un nuovo percorso, qualcosa che sembra davvero puro , molto lussuoso e cosciente di sé.

L'inizio e la fine della sfilata non erano, in fondo, nulla di speciale. Una semplice giacca di lana, un colletto marrone indossato sopra, una felpa a collo alto, un paio di pantaloni neri leggermente a zampa; un parca incerato, pantaloni colo crema, zoccoli verde lime. Daniel può trasformare i capi più semplici in incubatori delle idee più emozionanti.

sfilata bottega veneta a/w 20
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Crediti


Fotografia di Mitchell Sams

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