Alessandro Iovino

La vita quotidiana dei giovani dentro al riformatorio di Cape Town

“Volevo rappresentare i cambiamenti portati nel paese dalle ultime generazioni, oltre ad affrontare l’onnipresente segregazione tra ogni strato tangibile della società sudafricana.”

di Ryan White
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25 marzo 2021, 10:45am

Alessandro Iovino

Il fotografo Alessandro Iovino svolge la maggior parte del suo lavoro tra il Sud Africa e la sua terra d’origine, l’Italia. Ha viaggiato praticamente in tutto il mondo, spostandosi tra Stati Uniti, Cina e Norvegia, riuscendo a trovare in ogni viaggio, orizzonte, comunità una storia da raccontare. Il suo progetto più recente, Chrysalis Academy, fotografa la realtà all’interno delle mura dell’omonimo riformatorio giovanile incastonato tra le montagne di Cape Town.

Nato a Parma, che come tutta l’Emilia-Romagna è rinomata soprattutto per la sua cucina, ci racconta che durante la sua crescita "tutto ruotava intorno al cibo.” Il padre di Alessandro era infatti il proprietario di un’azienda che si occupava di vendere vetri vuoti a industrie dell’alimentare. "Mia madre lavorava per lui, ma quando avevo cinque anni si sono lasciati e si è spostata in città, dove ha avviato un’azienda identica, che col tempo è diventata più grande di quella di mio padre.” Alessandro si è laureato in economia, ma qualche anno dopo è finito a fare il fotografo. “La verità è che scelsi economia per non deludere mia madre,” ammette. "Finche un giorno mi sono chiesto perché portassi sempre con me una macchina fotografica, e quella domanda mi ha cambiato la vita.”

Un ragazzo della Chrysalis Academy addormentato, fotografia di Alessandro Iovino

Così, nel 2014, Alessandro si è iscritto a un corso breve di fotografia a Londra, orientandosi inizialmente verso lo scatto in studio. "Ho pensato che fosse la scelta più saggia, ma ancora una volta avevo torto.” Alla fine del corso, ha iniziato a cercare storie da raccontare, ispirandosi ai documentaristi più celebri come "James Nachtwey, Don McCullin, Robert Capa.

Alla fine, questa sua ricerca l’ha portato fin nel quartier generale di Cesura a Pianello Valtidone, un collettivo italiano fondato e supportato dal fotografo di Magnum Alex Majoli. Da quell’incontro, avvenuto ormai dieci anni fa, di cose ne sono cambiate, e Alessandro ha sviluppato un portfolio che dimostra quanto il pantheon di artisti di Cesura gli abbia permesso di crescere ed evolversi come fotografo. Ma questo non l’ha mai fatto sentire realizzato per davvero, e per moltissimo tempo non si è sentito appagato dal suo posto all’interno del mondo della fotografia. “Mi tormentavo sulla ricerca di foto che mi interessassero, e non riuscivo a darmi pace,” confessa. “Per me era parecchio frustrante non essere capace di capire cosa mi appassionasse. Non sopportavo la mancanza di coerenza tra le mie storie.”

Un bambino appeso al filo del bucato, fotografia di Alessandro Iovino

Mentre combatteva contro questo sentimento di crisi e disillusione, Alessandro è andato a Cape Town, e lì ha capito che “raccontare delle storie soltanto per rispondere alle richieste delle riviste o per aumentare il mio ego non mi soddisfaceva, volevo un cambiamento nella mia vita,” dice. Una volta lì, ha iniziato a indagare e immortalare la complessità della gioventù sudafricana, in particolare gli uomini: “Volevo rappresentare i cambiamenti portati nel paese dalle ultime generazioni,” ci racconta, “oltre ad affrontare l’onnipresente segregazione tra ogni strato tangibile della società sudafricana.”

Questa curiosità ha guidato Alessandro verso Chrysalis Academy—un istituto che si definisce un “riformatorio”, dal governo sudafricano ai piedi della Montagna della Tavola a sud di Cape Town—, dove i ragazzi del luogo possono trovare il sostegno necessario a sviluppare le proprie potenzialità. L’istituto insegna “resilienza, comprensione e implemento delle proprie skill” a giovani adulti con storie difficili alle spalle—almeno secondo quanto scritto nel sito della Chrysalis Academy.

Una coppia che si bacia appassionatamente in macchina, fotografia di Alessandro Iovino

“Ho dovuto aspettare un anno prima di ottenere il permesso per scattare foto al suo interno,” dice Alessandro. “Ma ne è assolutamente valsa la pena.” Prima che il progetto venisse interrotto dalla pandemia, Alessandro ha passato due mesi all’interno dell’istituto, svegliandosi alle 4:30 della mattina con i cadetti e per seguire la loro routine quotidiana.

Le fotografie restituiscono un’immagine dell’accademia suggestiva e ampiamente romanticizzata. Il contrasto tra l’estenuante sforzo fisico (e psicologico) insito nell’istituto e la bellezza dello sfondo naturale in cui è inserito, su cui si stagliano quelle brillanti uniformi blu bagnate dal sole, crea un’atmosfera a tratti di stasi irreale. Immagini che dimostrano anche l’abilità di Alessandro di cogliere non solo l’accademia ma anche il legame con il contesto locale: “Non mi faccio mai troppe domande su come rappresentare l’ambiente in cui scatto,” afferma Alessandro a proposito di se e come assumere una posizione: “Credo che per me sia meglio essere onesto e mostrare ai miei soggetti chi sono davvero.”

Un ragazzo fuma con delle donne più anziane, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town, fotografia di Alessandro Iovino
Chrysalis Academy Cape Town fotografia di Alessandro Iovino

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Crediti

Fotografie di Alessandro Iovino

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