SalentoDeathValley di Gabriele Albergo: fotografie della Puglia dark che non ti aspetti

Puglia = sole, mare e relax? Forse perché non conosci ancora gli scatti di SalentoDeathValley.

di Laura Ghigliazza
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29 ottobre 2020, 10:49am

Può la Puglia—meta di vacanze spensierate, sinonimo di sole e mare, regione rigogliosa e pregna di tradizioni—essere vista con uno sguardo insolito, magari ironico e perfino inquietante? Il fotografo leccese Gabriele Albergo, aka SalentoDeathValley, tramite la sua pratica scava in profondità nella sua terra, pulendola da quella patina di leggerezza che spesso le viene attribuita, per liberarne gli strati più crudi e dark.

Non a caso, il suo progetto su Instagram annuncia una dichiarazione d’intenti tanto lapidaria quanto intrigante: SalentoDeathValley è “Un diario oscuro della luminosissima penisola più amata dagli italiani.” Dimenticate dunque le lucine tra gli ulivi delle dolci serate estive e quel blu quasi elettrico del mare a fare da sfondo a decine di calici di spritz. Gabriele, ispirato dal cinema neorealista, ci trasporta in un’atmosfera grottesca e ambigua, immortalando le vecchie usanze, i costumi e gli squilibri che animano la regione.

SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo

Salento Death Valley è il nome che hai scelto per il tuo progetto visivo. Raccontaci il perché.
Il nome è nato per caso quando ho iniziato a denominare le foto che postavo su Instagram con il titolo Salento Death Valley 1, 2, 3, ecc. Poi mi è piaciuto sempre di più, e ho deciso che descriveva perfettamente il mio approccio. Salento Death Valley è infatti un insieme delle mie reference: viene dal cinema statunitense dei fratelli Coen e di David Lynch, con quelle atmosfere scure e dissacranti che spesso ritrovo anche qui; viene dal mio passato a suonare punk hardcore in giro; viene dall’attitudine della mia famiglia.

Questo nome esprime la necessità di distaccarsi dall’estetica sognante e incantata con cui si tende oggi a rappresentare il territorio pugliese, per ritornare a un approccio diretto e più onesto. Fino a pochi decenni fa, il Salento a malapena esisteva sulle mappe, ma comunque vi accadevano delle cose. Ecco, io mi interesso a come quelle cose esistono ancora e resistono in questa nuova versione del luogo.

SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo

Che legame hai con la tua terra?
Da sempre conflittuale, classico amore e odio. Innamorato perdutamente del paesaggio e dell’aspetto naturale, per certi versi ancora primitivo e arcaico e in contrasto continuo con le dinamiche sociali. Sussistono ancora situazioni di difficoltà, di malaffare e di gestione sbagliata delle risorse.

Quali sono le caratteristiche che secondo te rendono il Salento uno scenario così affascinante?
Consiglio spesso di venire qui in inverno o in primavera, per poter esperire a pieno il suo fascino ma anche le sue contraddizioni. Lontano dalle masserie luxury o dagli eventi dell’estate, esiste un mondo ancora legato a riti arcaici pagano-religiosi, personaggi da film nei bar dell’entroterra, prezzi super popolari e infinite altre cose.

SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo

Ho letto che anche tuo padre è un fotografo e da piccolo giravi nel suo studio. 
Cosa ti ha spinto ad avere la stessa passione?
Ho iniziato a frequentare lo studio di mio padre da piccolissimo, lui era un ottimo fotografo, molto attento alla tecnica, si occupava di sviluppo e stampa, dal bianco e nero alla diapositiva, passando per matrimonio e still-life. Sfortunatamente, all’epoca non avevo il minimo interesse per la fotografia, ero in studio con lui ma sempre con la testa da tutt’altra parte, suonavo la chitarra e avevo delle band, era quello il mio mondo. Poi, intorno ai 32 anni, decisi di provare a fare qualche scatto con una compatta di mia sorella, senza sapere veramente perché, e da allora non mi sono più fermato più.

Ti è mai capitato qualcosa di assurdo mentre scattavi?
Solitamente fotografo scene o luoghi non usuali, contesti non proprio da classica fotografia, e quando mi capita di essere “scoperto” dai proprietari o dai soggetti, non è facile far comprendere la situazione. Così, spesso vengo scambiato per un ladro o un maniaco—lo noto da come mi guardano.

SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo

A parte la fotografia, cosa ti ispirano a livello creativo?
Ho suonato per anni la chitarra, ascoltando un mucchio di musica, e credo che molto della mia fotografia venga da quello. E poi, sicuramente, il cinema neorealista italiano.

Stai lavorando a qualcosa di particolare in questo momento?
Sì, a un progetto piuttosto particolare sugli archetipi turistici nel Salento. Una campagna in collaborazione con Masseria Wave.

SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo
SalentoDeathValley di Gabriele Albergo, la Puglia dark che non ti aspetti
Fotografia di Gabriele Albergo

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Crediti

Testo di Laura Ghigliazza
Fotografie di Gabriele Albergo

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