Il meglio dello street style uomo dei '00 è nella rivista giapponese TUNE

Dopo la digitalizzazione di STREET, Shoichi Aoki ha reso accessibile anche l'archivio di TUNE, la rivista spin-off di street style maschile.

di Ryan White
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11 gennaio 2021, 10:15am

La scorsa estate, Shoichi Aoki, il fondatore e editor di STREET magazine, ha digitalizzato 100 numeri della rivista STREET sul suo sito, dando così accesso ad uno degli archivi di street style meglio forniti del globo.

“Al tempo, avevo notato che c’erano pochissimi fotografi che si preoccupavano di documentare lo street style,” ci ha raccontato Shoichi, parlando delle origini del suo magazine. “Non conoscevo ancora Bill Cunningham, ma sapevo che la moda street di Londra e Parigi era un fenomeno davvero unico.”

Così, dopo il successo del suo primo archivio online, Shoichi ha deciso di digitalizzare anche TUNE, lo spin-off di STREET magazine che si è occupato di documentare la moda street maschile di Harajuku tra il 2004 e il 2015.

"Per poco più di 10 anni, la moda maschile di Harajuku è stata davvero bizzarra e creativa," afferma Shoichi. "Così abbiamo iniziato a stampare TUNE, per documentare quella scena."

TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone

La moda maschile di Tokyo aveva già vissuto molte ere, prima che arrivasse TUNE. "Gli anni ‘80 erano totalmente incentrati sul boom del DC," afferma Shoichi. Il 'DC' (ossia l’acronimo di 'designer' e 'character') è considerato "il primo trend di moda ad originare direttamente dal Giappone, invece di essere una diluizione di mode oltreoceano implementate nel Paese.” Chi seguiva il trend era la cosiddetta ‘Shinjinrui Generation’, ossia l’equivalente della Generazione X, quelli che insomma cercavano di distaccarsi dai boomer giapponesi, il cui stile aveva dominato per tutta la seconda metà degli anni ‘70.

"Alla fine degli anni ‘90, le cose hanno iniziato a sedimentarsi, e i brand di Londra come Vivienne Westwood e Christopher Nemeth sono entrati nel mirino della moda giapponese," afferma. È in questo momento che nascono le mode di Harajuku, che sono poi diventate la spina dorsale della rivista FRUiTS–forse il magazine più famoso di Shiochi, attivo dal 1997 al 2007. "Fino ad allora, gli uomini e le donne seguivano più o meno le stesse mode, gli stessi trend. Poi, attorno al 1997, la moda maschile di Harajuku è diventata sinonimo con Urahara-kei."

TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone

Urahara-kei significa moda che nasce da Urahara, un quartiere periferico di Harajuku. "'-kei' non ha una traduzione letterale, ma in questo contesto il significato si aggira attorno al termine stile.” La moda Urahara-kei potrebbe essere definita a grandi linee come "T-shirt con personaggi e loghi stampati…felpe casual americane con logotipi ricamati, giacche in nylon e capi in denim molto spesso," così viene descritta dal blog Just a Little Japanese. "Era fortemente influenzata dalla cultura reggae, dall’hip hop, e dallo stile skate." Marchi famosamente associati allo stile Urahara-kei sono Neighbourhood, Undercover e A Bathing Ape.

"Alcuni dei brand Urahara-kei sono nati attorno al 1990, ma sono diventati famosi e popolari solamente a metà degli anni ‘90,” afferma Shiochi. “È stato molto interessante vedere come le cose si siano evolute in quei cinque anni, ma alla fine il risultato è quello che tutti i ragazzi di Harajuku indossavano ed erano ossessionati con la moda Urahara-kei. Tutti!"

TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone

Ed è solamente quando lo stile Urahara-kei ha iniziato a scemare, più precisamente nel 2003, che ha fatto breccia nella cultura visuale giapponese TUNE. "TUNE è stata la prima rivista a documentare il nuovo stile,” afferma, “che ha avuto inizio, secondo me, esattamente da Cannabis, un negozio su Cat Street, Tokyo. Era l’esatto opposto della moda Urahara-kei–uno stile originava dagli esperti di moda." Guardando queste immagini, vedrete capi di designer esclusivi mixati con brand street, in una modalità che da allora è diventata il vero e proprio sinonimo di Tokyo.

"Quella scena ha poi iniziato a smettere di esistere, e nel 2015 la rivista TUNE non è più stata attiva. Sono passati cinque anni da allora, e ora come ora non è ancora nata nessuna moda talmente rilevante da espandersi in tutta la cultura giapponese," conclude Shoichi. Con 128 numeri, che documentano 10 anni di moda, l’archivio digitale è composto da 10,752 pagine di street stile. Ed ora è disponibile per l’acquisto in volumi da 10.

L’eBook digitale di TUNE copre tutto lo spettro della pubblicazione (No.001 - No.128) e ammonta a 10,752 pagine. 10 per $35.00 o $450.00 per l’intera serie, può essere scaricato direttamente dall’e-shop.

TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone
TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone
TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone
TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone
TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone
TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone
TUNE magazine, l'archivio di street stile maschile di Tokyo, Giappone

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Crediti

Tutte le immagini courtesy di Shoichi Aoki

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