Ecco perché il cibo nei film dello Studio Ghibli è sempre così invitante

Dì la verità, anche tu hai sognato di poter assaggiare la colazione de "Il Castello Errante di Howl" o quel delizioso latte e miele di Ponyo.

di Roisin Lanigan
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19 aprile 2021, 9:54am

Il mondo di Studio Ghibli è un luogo magico e incantato, e nulla lo dimostra più dei cibi presenti nei loro film. Piatti deliziosi e cibi prelibati sono infatti un tratto fondamentale della casa di produzione giapponese, i quali si sono fatti strada non solo in ogni singolo film dello studio, ma anche al Ghibli Museum, dove, nel 2017 si sono conquistati anche una mostra monotematica (inutile accennare la loro comparsa su pagine dedicate in alcuni account ASMR-friendly di TikTok). Ma cos’è che rende questi bento, onigiri e uova al burro immaginari così incredibilmente appetitosi e speciali? Bè, lo studio ha appena reso noto il motivo per cui il cibo è da sempre così importante nelle proprie produzioni, e perché appare (a tutti) così dannatamente gustoso.

Durante un recente sondaggio su Twitter—in cui gli utenti hanno potuto chiedere qualunque cosa al produttore Toshio Suzuki—era solo questione di tempo prima che ci si interrogasse sul ruolo del cibo all’interno delle produzioni. In questa occasione, è stato rivelato che ogni singolo piatto o cibo che si aggiudica una comparsa all’interno di un film—dai ramen ai bento, dalla colazione de Il castello errante di Howl al latte e miele di Ponyo—è direttamente ispirato ai pasti deliziosi creati direttamente da Hayao Miyazaki in persona. Chi l’avrebbe mai detto!

Ma venendo alla domanda più importante, cioè: “Perché tutti i cibi che appaiono nei film di Studio Ghibli fanno venire (sempre e comunque) l’acquolina?” Toshio ha risposto, semplicemente: “Perché sono tutti cibi che Miyazaki ha realmente cucinato.” Improvvisamente, siamo ancora più affamati di quelle meravigliose leccornie dei classici Ghibli come La città incantata e Kiki - Consegne a domicilio.

Il cibo è sempre stato un elemento centrale del magico mondo di Studio Ghibli, al punto che la mostra del 2017 (il cui titolo è stato tradotto in Delicious! Animating Memorable Meals!) era totalmente incentrata sul modo in cui i pasti sono stati utilizzati dalla casa di produzione come escamotage narrativi per esprimere emozioni come gioia, felicità e condivisione.

“Cibo ancora caldo, che sembra tenero e appetitoso, il cui sapore si trasferisce direttamente sui volti di chi lo assaggia—le scene in cui è presente sono sempre affascinanti e attraenti,” campeggia sul sito della mostra. “Non c’è bisogno di alcun dialogo per esprimere godimento e gioia.” E noi siamo perfettamente d’accordo.

Se ci si pensa seriamente, ha solo senso che i piatti dei film Ghibli provengano direttamente dalla cucina di Hayao. I film di Studio Ghibli sono dichiaratamente frutto di un amore spassionato, lo stesso che si trasferisce da chi cucina un pasto prelibato con cura e attenzione—in questo caso, una persona che ci tiene a fare qualsiasi cosa per bene e con intenzione—a chi invece si trova a gustarlo. Insomma, quando finirà la pandemia, cena a casa Miyazaki?

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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