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la playlist di virgil abloh per il "black history month" è una figata

Ci sono i maestri del jazz, ma anche i Fugees e Fela Kuti.

di Benedetta Pini
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22 febbraio 2019, 9:51am

Fotografia di Rosario Rex di Salvo

Febbraio negli Stati Uniti (e non solo) vuol dire Black History Month, ricorrenza annuale che celebra la storia, gli eventi e le persone della comunità afro-americana di tutto il mondo. Istituita nel 1976 in America, si è poi diffusa in altri paesi, diventando un simbolo di coesione, identità e solidarietà capace di valicare i confini geografici. Ma ha anche suscitato alcune polemiche nel corso degli anni, come l’aspra critica di Morgan Freeman, che nel 2005 si è schierato contro l’iniziativa, dichiarando: "Non voglio un mese della storia dei neri. La storia dei neri è la storia americana."

Per Virgil Abloh, invece, il Black History Month è un momento che va celebrato e sfruttato a favore della diversity nel mondo artistico. Così, quando ha ricevuto l’invito di Apple Music a creare una playlist che lo rappresentasse, ha scelto di chiamarla Firsts e piazzarci alcuni dei migliori artisti di colore nella storia della musica.

In totale, 23 tracce che vanno dal jazz di Miles Davis e John Coltrane al funk/rock degli War, dal pioniere dell’afrobeat Fela Kuti ai rapper Common e Mos Def e all’hip-hop dei Roots e dei Fugees: il cuore pulsante della black music in una sola playlist.

"This music is the soundtrack to my personal February," ha commentato Virgil Abloh stesso. Ora resta solo da capire se sia la colonna sonora giusta anche per il nostro, di febbraio.

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Ha chiuso da poco in Osservatorio Prada una mostra dedicata all'editoria black del secolo scorso. Le immagini esposte, però, vale la pena guardarle comunque, anche solo per capire meglio da dove arrivano buona parte dei riferimenti culturali dei designer di oggi:

Crediti


Testo di Benedetta Pini
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo