hypothesis aliena e il sintomo del post umano

La mostra Hypothesis di Philippe Parreno all’HangarBicocca è da guardare con gli occhi di un extraterrestre.

di Gloria Maria Cappelletti
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25 ottobre 2015, 11:45pm

Philippe Parreno, The Crowd, 2015, Video still © Philippe Parreno Courtesy Pilar Corrias, Barbara Gladstone, ed Esther Schipper

Il lavoro di Philippe Parreno è cosi complesso e stratificato che onestamente non sappiamo da che parte iniziare la nostra riflessione sulla sua mostra Hypothesis all'HangarBicocca curata da Andrea Lissoni.

La mostra antologica è concepita come uno spazio ritmato in una sequenza di eventi in cui luci, ombre, proiezioni di immagini, melodie e suoni prendono vita celebrando quella che a noi sembra essere la ragion d'essere di algoritmi post umani, in cui lo spazio e il tempo sono le uniche coordinate con cui siamo capaci di orientarci. Seguiamo in gruppo le lucine ipnotiche e intermittenti delle diciannove Marquees, le sculture in plexiglass che compongono l'installazione Danny the Street (2006-2015), ma c'è qualcosa di più, che non leggiamo nel comunicato stampa, ed e' invece una presenza fondamentale nel sottofondo invisibile dell'opera.

Philippe Parreno, Marquee 13, Foto: © Andrea Rossetti

Philippe Parreno, "Hypothesis", installazione a Fondazione HangarBicocca, Milano, Courtesy dell'Artista; Pilar Corrias Gallery; Gladstone Gallery; Esther Schipper; Foto: ©Andrea Rossetti 

Negli spazi dell'ex stabilimento industriale della Breda abbiamo la possibilità di vivere e riconoscere un sintomo. Come quando viene fame e si sente una fitta allo stomaco. Qui la fitta sta nel riconoscere come sia delirante credere che l'uomo ricopra una posizione privilegiata nell'universo. L'opera esemplare che ci ha fatto scatenare questa fitta è Invisibleboy [Ragazzo Invisibile] (2010-2015) in cui assistiamo all'incontro di un bambino immigrato cinese e un alieno nelle strade senza umanità di Chinatown a New York. L'umanità a dire il vero si intravede, bambini, donne e uomini costretti ad una vita senza identità e senso, se non quello di produrre incessantemente ed in condizioni disumane oggetti non necessari che alimentano un sistema economico bulimico e al limite del collasso. Parreno afferma che "Invisibleboy e' un supereroe contemporaneo prodotto dalla città di oggi".

Philippe Parreno, Invisibleboy, (2010-2015), Video still, © Philippe Parreno

In questa storia lo sguardo di salvezza viene dalla figura aliena che il nostro supereroe incontra nel ghetto newyorkese in cui abita. I movimenti della cinepresa non suggeriscono uno sguardo umano, l'ottica sembra avere una sua autonomia di coscienza e ci fa osservare gli eventi come se fossimo noi stessi un extraterrestre che scruta la terra e gli umani, senza la pretesa di scorgere un senso ultimo a ciò che vede. La musica Singular Woman di Nicolas Becker e Agoria che accompagna il video amplifica questo sintomo e innesca un cortocircuito mentale per cui l'esperienza dell'intera mostra si complica. Da qui in poi ogni evento che accade durante il nostro percorso sembra essere un sintomo della malattia egocentrica e un elemento autonomo di disturbo che mina l'illusione umana di avere una posizione di privilegio rispetto agli altri esseri più o meno naturali, più o meno visibili, organismi terrestri e corpi celesti, specie mutanti e meccanismi microevolutivi.

Philippe Parreno, "Hypothesis", installazione a Fondazione HangarBicocca, Milano, Courtesy dell'Artista; Pilar Corrias Gallery; Gladstone Gallery; Esther Schipper; Foto: ©Andrea Rossetti 

Può' capitare che mentre state guardando in stato platonico i fantasmi che scorrono sul muro della monumentale navata, ombre create dall'opera Another Day with Another Sun [Un altro giorno con un altro sole] (2014), vi colga di sorpresa il rumore confuso di segnali radio e frequenze pop, la voce di un cronista che commenta una partita di calcio, interferenze sonore oppure echi di emissioni ignote che provengono dallo spazio e che sembrano seguire la partitura di un modello matematico. Poi incontrerete Annlee, una ragazza manga malinconica e senza passato che ci guarda con occhi giganteschi. Nel 1999 Parreno e Pierre Huyghe comprarono i copyrights di utilizzo di questo personaggio giapponese dal catalogo di Kworks, per poi condividerli con altri artisti nel tentativo di dare ad Annlee un'identità slegata dalle logiche consumistiche di mercato dei videogame. Annlee pur vivendo in una realtà' virtuale parallela senza tempo è in grado di produrre la sua storia, che innesca uno stato emotivo con lo spettatore.

Philippe Parreno, Anywhere Out of the World, 2000, still da video, animazione 3D, Courtesy dell'Artista

A questo punto risulta più chiaro come Hypothesis possa essere una mostra che intreccia immagini ed esperienze in un nuovo codice, una sorta di DNA che si avvita tra opera, corpo, mente e tecnologia, elementi umani ed alieni. La ricerca artistica di Parreno e' letteralmente universale, non solo perché si dirama e amplifica nella collaborazione con altri artisti, tra cui Douglas Gordon, Liam Gillick, Pierre Huyghe, Tino Sehgal, Dominique Gonzalez-Foerster, Carsten Höller e Rirkrit Tiravanija, ma perché inscrive il mondo attraverso immagini emotive ed ambienti tecnologici complessi che assomigliano al grande libro matematico della natura.

Philippe Parreno, "Hypothesis", installazione a Fondazione HangarBicocca, Milano, Courtesy dell'Artista; Pilar Corrias Gallery; Gladstone Gallery; Esther Schipper; Foto: ©Andrea Rossetti 

Onestamente non vi sappiamo dire l'ipotesi ultima di questa mostra, ma vi invitiamo a visitarla per cercarne il vostro senso. A noi sembra il tentativo di rappresentare un complesso organismo algoritmico, in cui il risultato è maggiore della somma delle sue componenti, cosi come l'esperienza è l'insieme della nostra esistenza, del pensiero con cui proviamo a comprenderla e le immagini con cui proviamo a memorizzarla. Questo e molto di più nell' Hypothesis di Parreno, che come ogni grande artista è in grado di creare mondi paralleli vertiginosi in un'opera sempre in movimento.

Philippe Parreno, 2014, Foto: ©Andrea Rossetti

Philippe Parreno - Hypothesis

Dal 21 ottobre 2015 al 14 febbraio 2016

HangarBicocca

via Chiese, 2 Milano

Giovedì - Domenica, 11.00 - 23.00

hangarbicocca.org

Crediti


Testo Gloria Maria Cappelletti
Foto ©Andrea Rossetti, per gentile concessione Fondazione HangarBicocca

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