i bastille ci parlano della forte competizione tra band

Noi di i-D abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda a Kyle, tastierista dei Bastille, per parlare della Brexit e di come riuscire a sfondare nel mondo della musica londinese.

di Benedetta Borioni
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09 marzo 2017, 11:15am

foto Emanuela Giurano

È praticamente impossibile che qualcuno non conosca i Bastille, a meno che dal 2013 in poi nessuno abbia ascoltato la radio o non sia mai riuscito a beccare 'Pompeii' - la canzone che li ha resi noti - facendo zapping in macchina. Perfino i miei genitori alla frase "intervisto i Bastille" non mi hanno urlato dietro, dicendo "li conosci solo tu".

Voi che ancora non avete avuto il piacere di ascoltare il loro album di debutto "Bad Blood" e il nuovo "Wild World", uscito nel settembre del 2016, i Bastille sono una band inglese, più precisamente del sud di Londra; capitanata dal cantante Dan Smith insieme a Will Farquason, Kyle Simmons e Chris Wood. Io li ho scoperti grazie ad un amico inglese intorno a fine 2012 e fortunatamente sono riuscita a vederli in ambienti molto intimi prima che il successo li portasse a suonare in posti come il forum di Assago, a Milano, dove si sono fermati con il loro Wild World Tour lo scorso 7 febbraio.

Ho avuto il piacere di fare alcune domande a Kyle al telefono, nonostante i numerosi impegni della band. Essendo un gruppo proveniente dal circuito indie di Londra, dove c'è una fortissima competizione tra band, quello che mi incuriosiva di più sapere dai Bastille è quale fosse la loro visione della città, della scelta delle cover che sono contenute nei loro mashup album "Other people's heartache", della Brexit e perché no, dove mangiare un burger a Londra tra un concerto e l'altro.

Ciao Kyle, vorrei partire con una domanda sulla tua Londra (e le sue sottoculture). Pensi che ci sia innovazione dal punto di vista musicale oppure si stanno ripetendo dei vecchi movimenti?
Sembra strano, ma Londra è stata sempre una città iconica per la creatività, per quanto riguarda tutte le tipologie di arte ma principalmente per fare musica. Molte persone vengono a Londra per riuscire a sfondare con una nuova band, un po' come abbiamo fatto noi. Londra, si sa, è un grande mix di culture e persone. Possiamo paragonare i musicisti che vogliono trasferirsi nella capitale inglese agli attori che vanno a Hollywood; certamente la difficoltà è che è una città che tende ad essere musicalmente affollata. Se riesci quindi, come musicista, a sfondare a Londra, stai facendo bene il tuo lavoro.

Non so se è un argomento di cui vuoi parlare, ma c'è la possibilità che la Brexit verrà attuata nel breve periodo e, musicalmente parlando, ho letto che potrebbe essere un disastro per le nuove band inglesi che vorrebbero organizzare dei mini tour in Europa per farsi conoscere da un pubblico più ampio. Tu sei d'accordo? Pensi che la Brexit possa veramente danneggiare la musica indipendente?
Penso che questo argomento sia abbastanza complesso, per una band nuova. Per esempio noi come gruppo ci abbiamo messo parecchio tempo per poter fare dei tour in tutta Europa. Teoricamente adesso dovrebbe essere molto semplice poter spostarsi per suonare, invece sarà comunque difficile anche per noi, ma non sarà impossibile; noi siamo ad un punto della nostra carriera in cui dobbiamo per forza viaggiare anche se è stata davvero dura riuscire ad arrivare fin qui. È veramente un grande peccato adesso, noi siamo stati fortunati di aver preso parte dell'Europa quando eravamo una piccola band. Quindi sì, per le nuove band indipendenti riuscire a suonare fuori del Regno Unito potrebbe richiedere molto più impegno.

In qualche modo, si può dire che il titolo "Wild World" sia profetico considerando cosa sta succedendo adesso nel mondo. Senza andare nel dettagli, pensi che il vostro sia una forma di ribellione a questo momento storico?
Non lo so, non lo considererei come un album di ribellione, forse più come lo specchio di quello che sta succedendo. È un album importante per noi ed è per questo che ci abbiamo messo un po' per farlo uscire.

Parlando di cose meno serie, da fan delle TLC, ti volevo chiedere come mai avete scelto di fare la cover di "No Scrubs" e perché.
È una canzone fighissima e io l'ho sempre amata tantissimo. Siamo cresciuti ascoltando quella traccia e pensavo fosse un pezzo giusto per fare un mixtape, anche gli altri erano d'accordo con me. Di "No Scrubs" è anche il testo è interessante, nonostante poi risulti strano cantato da noi. Però sì, è veramente un pezzo bellissimo.

Kyle, una domanda un po' fuori argomento. Facendo finta che tu non sia vegetariano, ci consigli il posto più buono di Londra dove mangiare burger?
Il mio posto preferito di Londra dove mangiare un buon burger si chiama Dip&Flip. In questo posto fanno solo burger e sono pieni di sugo. Salse ovunque. Anche le patatine sono buonissime, escono dal panino e sono piene di sugo.

@bastilledan

Wild World è stato pubblicato il 9 Settembre da Virgin Records.

Crediti


Testo Benedetta Borioni
Foto Emanuela Giurano

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