i club kids di NYC non invecchiano mai

L'ultimo LP di Shawn O’Sullivan è presentato accanto a una selezione di scatti di Alexis Dibiasio che ci riportano all'isteria e alle follie dei locali notturni a NYC tra gli anni '80 e '90.

|
11 maggio 2017, 9:26am

Shawn O'Sullivan ha scelto le fotografie di Alexis Dibiasio che immortalano i club kids newyorkesi per accompagnare il suo nuovo album, Fit For Purpose. L'artista ha costruito una carriera sulle esplorazioni dei suoni techno meno convenzionali, dai primi EP per l'etichetta Shifted fino al suo debutto in LP con il nome d'arte 400PPM, Shawn si è distinto grazie a uno stile minimalista, un carattere determinato e set diversi dalla solita musica da discoteca. Ora, accompagnato dalle immagini di Dibiasio, i percorsi esplorativi di O'Sullivan si sono evoluti, diventando vere e proprie meditazioni sulla rilevanza storica di questo genere musicale; "il senso di disagio e isteria che ha alimentato, e alimenta ancora, gli essenziali movimenti di controcultura che hanno modellato la club culture." Prima dell'uscita dell'album, abbiamo incontrato Ernie Glam —vero New York club kid e guardiano delle ultime immagini di Dibiasio (oltre che creatore del libro Fabulosity)—per parlare dell'appariscente e selvaggia vita notturna nella grande mela, analizzando lo sfrontato edonismo per cui è diventata così celebre. Durante la lettura, cliccate play e lasciatevi accompagnare da un esclusivo brano tratto da Fit For Purpose.

Come avete capito che il materiale visivo avrebbe funzionato così bene con l'album?
Shawn: A livello visivo, quello che mi ha colpito di più delle fotografie di Dibiasio è che le sue immagini catturano esattamente quel preciso momento della festa in cui tutto inizia ad andare a scatafascio. Il momento il cui l'eccitazione si trasforma in terrore. E per me è un momento sfaccettato, complesso.

Ernie: Avevo l'impressione che i brani di Shawn si sposassero bene con le fotografie—molte sono state scattate tra il 1989 e il 1993, quando la club culture newyorkese stava passando dall'acid e dalla Chicago house alla techno. La sua musica poi è principalmente techno, quindi ho pensato che i suoni avrebbero potuto rispecchiarsi nelle mie immagini, e viceversa.

Sei d'accordo con Shawn quando dice che le fotografie di Dibiasio catturano il momento "in cui l'eccitazione si trasforma in terrore?
Ernie:
 Dipende qual è la tua soglia del terrore! La mia è molto alta. Capisco che ci siano persone che sono rimaste sconvolte da quelle feste, da quei momenti. Ma per me non era che l'inizio. Come si vede chiaramente dagli scatti, ai leggendari party newyorkesi si potevano incontrare persone di tutti i tipi: ubriachi, non ubriachi, belli, bruttissimi, felici, malinconici.

Puoi dirci qualcosa di più su Alexis Dibiasio?
Ernie:
 Eravamo amici. Ho 54 anni e lui ne aveva qualcuno in più di me. L'avevo notato in un locale, poi mi sono accorto che questo signore portava sempre con sé una macchina fotografica costosa e ci seguiva nelle nostre serate scattandoci un mare di fotografie. Era più vecchio di noi, e si notava: aveva i capelli sale e pepe, mentre i club kids erano davvero kids, ventenni o poco più. Quindi a un certo punto sono andato da lui e gli ho chiesto cosa stava facendo. Lui mi ha risposto che i nostri look erano davvero interessanti, poteva continuare? Ma certo, ed ecco com'è iniziato tutto.

Trovo interessante che la nostalgia delle immagini non si percepisca immediatamente nell'album...
Shawn:
Le immagini sono senza tempo. È difficile dar loro una data precisa. Sembrano arrivare dal futuro, oppure dal passato. Le definirei a-cronologiche.

I soggetti di questa serie ricordano i club kids londinesi di oggi...
Ernie:
Sono d'accordo con Shawn, ci sono elementi a cui non si può dare una data precisa, proprio perché quello stile e quel gusto sono stati ripresi in giro per il mondo in epoche diverse, proprio come sta accadendo oggi a Londra. E credo che le persone ritratte in Fabulosity siano tutte figlie dell'alienazione e dell'ostracismo che hanno saputo trasformare in un modo di esprimere la loro personalità.
Shawn: Esatto. Non è questo il vero compito di un locale notturno? Creare uno spazio sicuro per chi si sente rifiutato? In cui dare il benvenuto a persone che non sono le benvenute nella vita di tutti i giorni?

Vedi i locali notturni come luoghi di edonismo utopico?
Ernie: Credo che le discoteche siano utopiche e distopiche allo stesso tempo. Tutti arriviamo qui con esperienze diverse, e spesso queste non sono esattamente positive. Ma non ho mai pensato ai club come a luoghi in cui tutti sono eguali, perché da quando ho iniziato a far parte di questo panorama gerarchie e ruoli sono sempre ben definiti. Sì, puoi fare quello che vuoi, ma non ho mai pensato di essere in un paradiso egualitario, ecco.

Quale pensate sarà il futuro dei club kids?
Shawn: Le cose oggi sono meno tribali di una volta. La musica non è più legata ai luoghi in cui nasce e viene suonata, rendendo difficile la creazione di quel senso di condivisione e comunità che alimenta la vita stessa dei club kids. Però alcuni elementi edonistici e decadenti della vita notturna sono fondamentali per l'essere umano, e credo che siano aspetti che non possono essere dimenticati.
Ernie: Sono d'accordo con Shawn. Alcuni esseri umani hanno questo bisogno di divertimento e stravaganza, un desiderio che non se ne va. Ecco perché qui, a Londra e in altre città si vedono persone vestite nei modi più assurdi: è un bisogno fondamentale.

Crediti


Testo Matthew Whitehouse