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steph wilson odia parlare di sé

Lasciando che siano le sue fotografie a farlo.

di Tish Weinstock
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22 novembre 2016, 11:15am

Steph Wilson odia parlare di sé. Eppure, quando si tratta del suo lavoro, cerca sempre di includere elementi di sé stessa nei suoi scatti. Guardate da vicino le sue foto e sicuramente troverete uno scorcio dei suoi piedi o l'immagine della sua ombra. "Credo che ricordare della presenza del fotografo possa essere una cosa interessante", spiega, "un bagliore dell'osservatore originario". Cresciuta a Farnham, nel Surrey (prima di trasferirsi su una piccola barca), Steph ha lasciato casa grazie ad una borsa di studio per una scuola d'arte quando aveva 16 anni. Saltare l'università le ha permesso di affinare le sue abilità manuali e di sfruttarle al meglio con la sua pratica fotografica. Conflittuale e in qualche modo suggestivo, il suo lavoro solitamente si concentra sulle forme femminili, posizionate in un campo o in mezzo ad una foresta aggiungendo qualche elemento di disturbo, come della frutta, un paio di guanti, un insetto, un animale o un paio di forbici. Attualmente sta lavorando ad un corto sperimentale e noi l'abbiamo incontrata per parlare dello stato della cultura di oggi, del lavorare con le donne e di quello che ci vuole per farcela nell'industria creativa.

Cosa della fotografia ti attrae maggiormente?
Quello che mi piace così tanto della fotografia è la sua immobilità e la capacità di influenzare gli altri. Mi piacciono le cose vecchio stile: vecchi vestiti e quelle vecchie, brutte piante d'appartamento che le persone non vogliono più - voglio dare nuova vita agli oggetti. La fotografia può catturare tutta un'esistenza in un singolo fotogramma, come una sorta di memorandum. Le immagini possono essere a sfondo politico, umoristiche, d'amore (o odio) e talvolta emettono luce propria - l'immobilità delle foto è un paradosso se pensiamo all'emotività che possono sprigionare.

Cosa cerchi di fare con la tua arte?
Invogliare le persone ad abbandonare la loro mentalità viziata, pigra. È bello poter cambiare la mentalità delle persone quando è possibile.

Cosa ti rende diversa dalle altre fotografe?
Credo non sia qualcosa a cui aspiro. Conosco tante donne fotografe che adoro come amiche e rispetto come artiste, come Eleanor Hardwick, Alice Zoo, Maisie Cousins, Francesca Allen, Scarlett Carlos Clarke e Chloe Le Drezen. Sono onorata di fare parte di questo gruppo. Come donne dipendiamo ognuna dalla forza e dal supporto dell'altra, non siamo in competizione ma ci godiamo assieme il nostro successo. C'è abbastanza spazio per tutte!

Perché è così importante vedere più donne dietro l'obbiettivo?
Ho provato a non lasciarmi sovrastare dei fotografi di moda etero - sembra un cliché detta così. La Settimana della Moda tende a deformare le tue opinioni sui fotografi maschi. Come donna non mi sentirei a mio agio mentre vengo scattata da un uomo che ho appena incontrato. Ho sempre trovato strano come le donne nelle riviste femminili, curate (soprattutto) da donne, vengono poi scattate da uomini. Lo sguardo femminile aiuta ad entrare in empatia, e numerose modelle mi hanno spiegato quanto si sentono bene mentre vengono fotografa da donne invece che da uomini. Certamente ci sono fotografi che ammiro profondamente, non fraintendetemi, ma ho assistito ad alcune situazioni piuttosto tristi che rendono difficile per me non essere un po' cinica a riguardo.

Chi o cosa t'ispira?
Le cose che mi fanno ridere, quelle che mi fanno arrabbiare... in aggiunta alle cose che trovo stupende. Non posso che essere vaga, l'ispirazione di per sé è una cosa difficile da definire!

Qual è la cosa più coraggiosa che puoi fare da giovane?
In un mondo dove il concetto di vanità si è evoluto in virtù, penso che lo spirito di umiltà e la gentilezza - pur essendo convinti dei propri principi -  sia una cosa coraggiosa. Essere rispettosi pur essendo diretti è molto difficile, e quando sei donna lotti per raggiungere questo equilibrio cercando sempre di non aderire agli stereotipi sulle donne "di successo".

Qual è il tuo consiglio per farcela nell'industria creativa?
Sto ancora aspettando che qualcuno mia dia quel consiglio! Ma dalle mie esperienze fino ad ora posso dire che si tratta di capire cosa un cliente/magazine/consumatore vuole, e farlo combaciare con quello che TU vuoi. Se riesci a trovare l'equilibrio giusto le cose sono un po' più semplici.

La cosa più bella della cultura contemporanea?
In realtà un po' mi spaventa, ma allo stesso tempo m'intriga riuscire a comprenderla. Le cose vanno e vengono velocemente, eppure le strutture che ci permettono di osservare questo cambiamento (social media, blog, e le piattaforme di news online) sono uno strumento importante per migliorare le cose. Internet è il nostro supporto ora; è surreale ma è così.

Cosa hai in programma per il futuro?
Ho degli scatti nuovi che mi rendono davvero entusiasta. Stavo anche pensando ad un corto sperimentale dato che è da molto che non mi cimento con i video.

steph-wilson.com

Crediti


Testo Tish Weinstock

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