For someone who doesn't love to fly in a plane, photographer Bruce Weber sure gets around. He's shot Nelson Mandela in Cape Town with Iman and David Bowie; his friend Pedro Almodovar holding court in Madrid; Kate Moss on a motorcycle in Ho Chi Minh City. His new, magical, and ambitious show at the Dallas Contemporary, "Far From Home", brings together the pictorial souvenirs of decades spent adventuring with his Pentax in tow, from Europe to Africa to Asia. Although he's most known for capturing a distinctively American point-of-view (golden retrievers, Adirondack lakes, corn-fed wrestlers), Weber approaches the entire world with the same exuberant gusto as his own backyard. As a kid in Pennsylvania, spurred on by an elegant globetrotting teacher and an adventurer great-uncle, Weber read National Geographic obsessively and dreamed of having his own exploits abroad. And, how those dreams have come true! With over 250 photographs as well as films and personal texts, the show will run through March 2017. Here, he shares an exclusive excerpt from the (brilliant) exhibition catalog, a very Parisian story about Azzedine Alaïa, along with epic photographs and the Paris chapter of his 2000 feature Chop Suey.

le notti folli di bruce weber nella casa parigina di azzedine alaïa

Bruce Weber ricorda il suo incontro con Anouk Aimée ad una delle leggendarie feste di Alaïa.

di i-D Staff
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19 settembre 2016, 10:40am

For someone who doesn't love to fly in a plane, photographer Bruce Weber sure gets around. He's shot Nelson Mandela in Cape Town with Iman and David Bowie; his friend Pedro Almodovar holding court in Madrid; Kate Moss on a motorcycle in Ho Chi Minh City. His new, magical, and ambitious show at the Dallas Contemporary, "Far From Home", brings together the pictorial souvenirs of decades spent adventuring with his Pentax in tow, from Europe to Africa to Asia. Although he's most known for capturing a distinctively American point-of-view (golden retrievers, Adirondack lakes, corn-fed wrestlers), Weber approaches the entire world with the same exuberant gusto as his own backyard. As a kid in Pennsylvania, spurred on by an elegant globetrotting teacher and an adventurer great-uncle, Weber read National Geographic obsessively and dreamed of having his own exploits abroad. And, how those dreams have come true! With over 250 photographs as well as films and personal texts, the show will run through March 2017. Here, he shares an exclusive excerpt from the (brilliant) exhibition catalog, a very Parisian story about Azzedine Alaïa, along with epic photographs and the Paris chapter of his 2000 feature Chop Suey.


Alcune delle esperienze più memorabili a Parigi sono avvenute durante le cene e le feste a casa di Azzedine Alaïa. Prima di rimanere sveglio tutta la notte a cucire, Azzedine cucinava per i suoi amici. Erano sempre nottate speciali. Una volta Grace Jones arrivò alla cena con sua madre e suo figlio. La stessa sera ho avuto il piacere di conoscere Bettina Graziani, famosa modella che un tempo era sposata con Aly Khan. Quest'ultima aveva dato la sua collezione d'immagini di moda ad Azzedine, in modo lui potesse metterle in mostra nella galleria del suo atelier. Nonostante Bettina non fosse in buona salute e venisse accompagnata dalla sua badante, era comunque bellissima e indossava abiti che le andavano bene anche 30 anni prima. E seduta di fianco a me c'era Anouk Aimée.

Ho avuto una cotta per Anouk da quando l'ho vista per la prima volta nel film di Federico Fellini, La Dolce Vita, e nel film preferito di mio padre Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Anouk ed io chiacchieravamo fino a tarda sera e non resistevo alla sua voce e al suo linguaggio del corpo -- tutto di lei era impeccabile dentro quell'abito di Alaïa. Le chiesi se potevo fotografarla, e lei rispose, "Chiamami domani." Il giorno dopo ero troppo impegnato con il lavoro e  non ebbi tempo di chiamarla -- a quel punto aveva già lasciato la città. Anouk mi lasciò in segreteria uno dei messaggi più emozionanti della mia vita che ho riascoltato per molto tempo. Era come ascoltarla mentre recitava nei suoi film -- calda, esotica e femminile.

Azzedine è uno dei pochi designer che ho conosciuto che quando veniva invitato agli eventi veniva davvero, fregandosene di chi ci sarebbe stato. Mi ricordo di lui a Cannes mentre Nan ed io giravamo Perdiamoci. Mi ricordo che ballò tutta la notte con tutte le donne della festa, e nonostante questo aveva lo stesso una fila di ammiratori in attesa del proprio turno nella sala da ballo del Carlton Hotel.

Le sfilate di Azzedine erano celebri a Parigi. Tutti volevano i biglietti, ma era complicato averli. Era in disaccordo con così tante riviste e editor che non sapevi mai chi avrebbe presenziato alla sfilata. Ma il suo fun club era internazionale ed immenso -- tutti sapevano che in quel momento lui un fuoriclasse. Quando fotografai la sua sfilata nel 1989, sapevo che nel mondo della moda non ci sarebbe mai più stato nulla del genere. Non c'erano mai state così tante belle donne in una sola volta: Naomi, Christy, Talisa, Elaine, Linda, e Helena. Amavano tutte Azzedine e volevano essere lì con lui perché sapevano che, se fossero state tanto fortunate da indossare un abito di Alaïa, sarebbero sembrate uniche. - B.W.

Far From Home è in mostra alla Dallas Contemporary dal 18 settembre 2016 al 12 marzo 2017.

Crediti


Immagini su gentile concessione di Bruce Weber