matty bovan, lo stilista della "generazione boomerang" che è scappato da Londra

Stilista, illustratore e make-up artist, Matty Bovan è uno dei talenti più promettenti del mondo della moda londinese, un esempio di creatività che affiora dalle frange di un sistema arcaico ormai vicino all'implosione.

di Sarah Mower
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25 aprile 2017, 10:15am

Matty Bovan ha scelto deliberatamente di non incrociare il suo percorso con quello dei meccanismi che regolano l'industria della moda. Il modo in cui ha preso questa decisione non ha nulla di aggressivo o arrabbiato; è successo perché una serie di circostanze hanno reso il sistema più inospitale che mai, anche per gli stilisti più di talento. Da una parte, l'abitudine delle grandi maison di licenziare i direttori creativi — e con loro anche tutto il team — con brutale regolarità. Dall'altra, rivenditori che hanno fissato obiettivi di vendite irraggiungibili per giovani stilisti indipendenti, portandoli al fallimento in breve tempo. Dal canto suo, Matty non si è reso conto della gravità questa problematica finché non è andato a Parigi con Fashion East per la vendita della sua collezione di debutto. "Dopo la prima stagione sono andato ai London Showroom di Parigi. Ho capito che non potevo rifornire il punto vendita con le quantità e la frequenza che loro richiedono. Non voglio produrre montagne di capi. Adesso creo pezzi unici e insegno. È stato come liberarsi di un peso, non dovermi più preoccupare della produzione." 

Matty indossa abiti Matty Bovan.

Non si tratta di una mancanza d'interesse di addetti ai lavori e spettatori per i look gioiosi, giovanili e festosi di Matty, anzi: anche prima della laurea magistrale alla Saint Martins nel 2015, dov'è stato una prolifica presenza fissa dell'atelier universitario, lavorando giorno e notte alle sue costruzioni luccicanti, multistrato, dai risvolti inaspettati e in 3D, sprizzando creatività da tutti i pori, è sempre stato imperdibile, ha sempre indossato gli abiti che lui stesso disegna, ha sempre sperimentato su se stesso. È un individualista del nord, pragmatico e benedetto dal dono dello charme, impaziente di dire sì alle nuove occasioni che di volta in volta si presentano davanti a lui. Per questo, è subito stato chiaro che non avrebbe trovato tali opportunità su una stretta via a senso unico diretta verso l'industria della moda. Questo non vuol dire che non ci abbia provato: "ho vinto il premio LVMH per studenti e sono andato a lavorare da Louis Vuitton. Non sapevano davvero dove mettermi. C'erano così tante scadenze e abiti. E non potevo permettermi un appartamento a Parigi," ricorda. "Quindi ho chiesto di andarmene prima della fine dell'anno. Credevo di aver deluso tutti, ma quando sono tornato ho capito di aver fatto la cosa giusta."

La cosa giusta si è rivelata essere una carriera indipendente, artigianale e sfaccettata che Matty può portare avanti grazie a collaborazioni come freelance, lavori su commissione e sponsorizzazioni. Un modo nuovo di fare le cose; un ramo della cosiddetta 'gig economy' gestito da un garage a York. "Così la mia vena creativa non si esaurisce mai," spiega Matty. E finora sta funzionando alla grande. C'è l'amicizia con Katie Grand, che l'ha scelto come modello, stylist e disegnatore; c'è la collaborazione con Marc Jacobs, ci sono i manichini di Miu Miu, che ha personalmente vestito per la presentazione parigina della collezione resort. C'è il lavoro per M.A.C. e un film con la Barbie. Ci sono i pezzi unici per il negozio temporaneo di Lulu Kennedy da Selfridges.

È tutta una questione di cosa oggi s'intende per successo. Per Matty Bovan, si tratta di non perdere mai la propria libertà creativa; la capacità di fare e dire le cose che desidera attraverso i suoi vestiti, a qualunque prezzo. Oltre alle collaborazioni, sta pensando a nuove formule di vendita: "forse occasionalmente, con qualche installazione magari. Voglio renderla una sorta di celebrazione del pezzo unico."

Nel frattempo, Matty sente che avere un suo spazio lontano dalla spietata corsa al successo che si corre nella capitale è un'ancora di salvezza per la sua salute mentale. "In quanto creativo, per me è bello essere circondato dal silenzio, avere una prospettiva diversa ed essere circondato dagli alberi. Lavorare così diminuisce drasticamente la pressione. Comunque, devo essere abbastanza felice per poter lavorare." Lontano anni luce dal concetto di torre d'avorio, Matty vuole trasmettere la sua passione a nuovi studenti di moda insegnando nel suo ex college. A 26 anni, dice che è preoccupato quando parla con ragazzi che hanno dieci anni in meno di lui, ma quale potrebbe essere una pubblicità migliore per la grande gioia che si prova nel creare qualcosa praticamente dal nulla, se non vedere Matty Bovan che entra in classe? "Non puoi preoccuparti quando stai facendo qualcosa. Per me, è una sensazione primordiale. Quasi meditativa," dice ridendo. "Ogni lavoro a maglia è un passettino verso la mia pace interiore."

Crediti


Testo Sarah Mower
Fotografia Tim Walker
Moda Max Clark

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