quel che conta a parigi è il potere dei sogni

Demna Gvasalia dedica la sua collezione Balenciaga alla speranza nel primo giorno di sfilate uomo SS 18, mentre Pierpaolo Piccioli chiede ai suoi ragazzi Valentino di guardare al mondo con occhi nuovi.

di Anders Christian Madsen
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22 giugno 2017, 1:14pm

Questo post è originariamente apparso su i-D UK.

"Non siamo mai andati in spiaggia," ha ricordato per caso Demna Gvasalia alla fine della sessione d'interviste dopo la sua sfilata Balenciaga primavera/estate 18; un rapido accenno alla sua infanzia nella regione dell'Abcasia, profondamente segnata dalla guerra all'epoca. "Era troppo pericoloso andarci." La sfilata si è svolta nel parco parigino di Bois de Boulogne, dove lo stilista ha voluto rappresentare un'ideale giornata ai giardini tra padre e figlio—gli stessi uomini d'affari su cui ha plasmato la scorsa collezione, declinati questa volta in versione weekend nel verde. "Abbiamo iniziato ad analizzare le immagini di giovani papà mentre disegnavamo la scorsa collezione, e penso che sia molto bello vedere padri giovani insieme ai loro figli. Da' speranza ed è positivo," ha affermato. "Credo che sia piuttosto personale. Sento di aver bisogno di stare al passo con il mondo—quanto meno nel mio lavoro—ed esprimere l'idea di una nuova generazione, di nuovi inizi."

Balenciaga spring/summer 18

Indossata da veri papà con i loro veri figli, la collezione descrive i valori della famiglia Balenciaga attraverso l'occhio dello stilista, la cui infanzia è stata tutto tranne che una metaforica passeggiata al parco. A 12 anni, è fuggito dalla guerra civile insieme ai suoi fratelli e ai suoi genitori attraverso la Catena del Caucaso; e ci sarebbero voluti anni prima di trovare finalmente una nuova patria in Germania. Le esperienze che ha vissuto nell'infanzia hanno profondamente influenzato il suo modo di vedere le cose, i suoi valori. Quando parla di speranza, Gvasalia lo fa quindi sottintendendo un senso di unione e sicurezza che non ha mai potuto dare per scontato da bambino. Tale senso di comunità si è visto negli slogan 'Europa!' stampati sui capi streetwear dall'inconfondibile sentore d'Europa orientale durante gli anni della Cortina di Ferro—"è qualcosa che associo alla figura paterna," ha sottolineato lo stilista, figlio dell'Unione Sovietica degli anni '80. Un richiamo a un'Europa unita lanciato attraverso frasi ispirazionali e ironiche come 'The Power of Dreams' e 'Think Big', "è quello che questi uomini potrebbero essersi sentiti dire in ufficio." Un modello ha sfilato con una mountain bike Balenciaga, altri avevano impermeabili dall'aria riciclabile e pantaloni patchwork che volevano ricordare bandiere di paesi immaginari.

Balenciaga spring/summer 18

Sarebbe stata una sfilata verso l'ottimismo, se non fosse stato per il sottotono cupo che ha accompagnato il picnic di Balenciaga al parco. L'atteggiamento a tratti tetro dei modelli, insieme a musiche dalle note ancor più grevi, ha dato vita a un forte contrasto con gli abiti spiccatamente ottimisti visti in passerella. Quale lo scopo di papà somiglianti a Freddie Krueger e di una colonna sonora dei Rammstein che ha fatto tremare il Bois de Boulogne? "Quello a cui mi ispiro è un papà rock 'n' roll che faceva un milione di cose prima di avere dei figli," ha detto ridendo Gvasalia, ma l'espressione torva sui volti dei modelli ha comunque spostato l'indice dell'ottimismo a un livello inferiore. Non sembra essere stata una scelta intenzionale: per lo stilista, i capi presentati erano un'uniforme positiva per una nuova e speranzosa generazione di padri, un'espressione della felicità che i fratelli Demna e Guram hanno vissuto dopo aver trasferito il loro marchio Vetements a Zurigo.

Balenciaga spring/summer 18

"Passo più tempo da solo, immerso nella natura. Ho iniziato a meditare, a fare cose che per il mio benessere personale. È stato un cambiamento radicale della mia vita privata che ovviamente ha influenzato anche il mio lavoro," ha detto parlando del suo nuovo stile di vita sulle rive del lago della capitale svizzera. La parola 'Speedhunter', inseguitore di velocità, presente su alcuni capi va quindi letta come commento di Gvasalia sul "ritmo a cui lavoriamo" nell'industria della moda. Certo, si reca ancora a Parigi ogni settimana per Balenciaga, ma a parte atmosfera e colonna sonora, questa collezione è l'espressione della rinascita di Demna Gvasalia: uno stilista il cui sguardo sul mondo sarà per sempre influenzato da un'infanzia che pochi di noi possono immaginare e che sta ancora cercando un senso di normalità. Ricerca ben presente anche nei capi da lui disegnati, una sorta di danza estrema tra le braccia dell'ordinario.

Balenciaga spring/summer 18

La collezione di Gvasalia per Balenciaga avrebbe potuto essere una conversazione diretta con quella di Pierpaolo Piccioli per Valentino, tenutasi mercoledì sera nell'Hôtel Particulier d'Iéna. "Per vivere in un mondo globalizzato bisogna avere un'identità personale forte. Quando nasciamo, non abbiamo consapevolezza di noi stessi, ma quando entriamo in contatto con gli altri siamo costretti, a un certo punto, a definire la nostra identità," ha riflettuto Piccioli nel backstage della sfilata. "Credo che in questo momento storico sia estremamente importante avere un'identità personale, senza mai dimenticare che tutti noi proveniamo da culture diverse." Il concetto è stato declinato in chiave sartoriale attraverso capi sportivi e contemporaneamente formali, ornati da elementi artigianali multi-culturali e riferimenti che arrivano dal continente africano, dall'India e dalla Colombia. "Viviamo tutti sullo stesso pianeta, ed è un mondo che non ha barriere. Niente barriere mentali, niente barriere fisiche. È importante che il mondo si unifichi," ha affermato lo stilista.

Valentino spring/summer 18

Ha definito la sua collezione romantica, aggettivo forse dato per scontato quando si parla di Valentino, ma non quando a dirlo è Piccioli, uomo che pesa ogni parola come uno psicanalista del 20esimo secolo. Qui, il romanticismo si è definito come parte integrante della sfilata volta a bilanciare le componenti più streetwear: tute da ginnastica, parka e scarpe sportive—non le prime cose che vengono in mente quando si pensa all'allure di questa maison d'alta moda. Piccioli ha ridefinito tali capi con decorazioni, rielaborando il logo della maison in modo inaspettato. "Conoscevo il logo—sono un ragazzo degli anni '80—ma, lavorando con i miei ragazzi, ho notato che loro ne andavano letteralmente pazzi," ha detto. "Non lo conoscevano, e vederlo attraverso i loro occhi, come una novità, me l'ha fatto amare. Sta tutto in questo: guardare alle cose con uno sguardo curioso, nuovo. Credo che valga per la vita, non solo per la moda."

Valentino spring/summer 18

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Mitchell Sams