da icarus all'iwatch, la tecnologia indossabile è piena di opportunità e pericoli

La Apple ha chiamato i CEO di Burberry e di Saint Laurent per disegnare i prodotti del futuro. La tecnologia indossabile sarà la nuova frontiera per la moda?

di Dean Kissick
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19 marzo 2015, 12:10pm

Ormai è da un po' di tempo che gli inventori provano a vestirci, ma hanno un enorme ostacolo da oltrepassare: la tecnologia indossabile è ancora considerata l'anti-cool. Questo è il problema. È stata inventata da ingegneri invece che da stilisti e, qualsiasi funzione pazzesca abbia nascosta, solitamente appare esteticamente brutta. I nostri parchi sono cosparsi di corpi sexy e sudati che indossano tute nere-arancioni-rosa Nike - un feticcio atletico-sessuale e anche una buona ragione per andare a fare jogging - ma abbinarli a una FuelBand potresti apparire come se ci steste provando un po' troppo. È tecnologico, è pacchiano, come David Cameron che si fa un selfie o Ed Miliband che scrive tweet sui gufi. Nel mondo del lusso non è più desiderabile di quelle invenzioni giapponesi come il cappello porta carta igienica o il colletto a forma di noodle cup. La domanda è: come fanno i brand a fare tecnologie indossabili che siano davvero indossare?

Apple, l'azienda più stilosa del momento, ha messo insieme un team super costoso per risolvere questo problema: il CEO di Burberry Angela Ahrendts (la persona più pagata del business inglese nel 2012, con un salario di 16.9 milioni di sterline), il CEO di Yves Saint Laurent Paul Deneve, il vice presidente delle vendite di Tag Heuer Patrick Pruniaux e il direttore del design della Nike Ben Shaffer. La loro missione era sviluppare un prodotto per i consumatori del futuro, quello che dovrebbe farci indossare i nostri <3 sulle nostre maniche, la collaborazione che più si avvicina è stata quella della Apple con la Nike: l'iWatch. È uno schermo di vetro curvato che avvolge il polso, ospitando una varietà di sensori che monitorano la tua salute e la tua felicità: il sole, il sonno, ogni battito del cuore. Sarai quasi in grado di parlargli e posso immaginare che sia grandioso per farsi i selfie. 

Una marca di lingerie giapponese ha inventato un reggiseno che testa il vero amore contando i battiti del cuore e solamente quando le fiamme della passione sono alle stelle, si sgancerà da solo. 

E ora: una breve storia di tecnologia indossabile. Nell'antica Grecia, secondo il mito, il giovane Icaro volò troppo vicino al sole con le sue ali di cera e piume che annegò in mare; primo segnale d'allarme sulla funzionalità della tecnologia indossabile. Nel tredicesimo secolo in Italia furono inventati gli occhiali di cristallo per chi non vedeva bene, nel quindicesimo secolo in Europa furono inventate le cinture di castità per imprigionare le vagine, e nel diciassettesimo secolo in Cina, un gioielliere della dinastia Quing ha creato un anello che funzionasse anche da abaco, 1.2 cm di lunghezza e 0.7 di larghezza. Nel 1868 l'orologiaio svizzero Patek Philippe produsse il primo orologio da polso, mentre nel 1978 un mini computer fu nascosto dentro una scarpa per battere le tavole della roulette di Las Vegas; progetto fallimentare, nonostante abbia permesso la vittoria di $10.000, visto che ha bruciato e bucato la pelle del suo inventore.

Oggi ci stiamo preparando a un'esplosione di tecnologie indossabili con Nike FuelBands, Google Glasses, GoPro e iWatches di Apple e i chip controllabili con un telecomando.

Questi computer indossabili sono in grado di registrare ogni cosa, da ciò che hai visto ai km che hai corso, e quindi possono essere usati in mille modi inaspettati. Nello sport agonistico il produttore di abbigliamento Under Armour - sponsor della squadra di ginnastica statunitense, del Tottenham Hotspur e del marito di Giselle, Tom Brady - sta lavorando sulle magliette bluetooth che trasmettono le biometrie dei loro indossatori ogni giorno, permettendo agli allenatori di monitorare costantemente la loro performance. Per il benessere quotidiano invece, l'ultima collezione dello stilista di New York Tory Burch include braccialetti e pendenti disegnati per ospitare il Fitbit Flex tracker, ovvero un registratore della routine di movimento e di sonno. Per i narcisisti e per chi soffre di amnesia, la collana narrative clip farà una foto della vostra vita ogni 30 secondi, tutto il giorno, per sempre.

Sappiamo quali sono i rischi che coinvolgono la moda - rotolare per la passerella, avere del sangue lanciato contro, essere nominati su TMZ perché il tuo ginocchio assomiglia a una vagina - ma quali incubi serba per noi la tecnologia indossabile?

Se desiderate diventare le future Paris o Kim, le possibilità che offrono le tecnologie indossabili nel campo del sex-tape sono di un livello superiore. Un hack di Google Glass chiamato Glance permette a te e al tuo partner di vedere ciò che vedete dell'altro durante il sesso; quindi potete sconfiggere le leggi della luce, del tempo e della decenza e guardarti mentre ti stai scopando. Ma se questa sorta di auto-riflesso non vi eccita - e forse non dovrebbe - altre tecnologie erotiche sono disponibili. Durex ha inventato per lei e per lui delle mutande vibranti che il tuo amante può controllare attraverso un'app dal suo iPhone, anche se si trova dall'altra parte del mondo. Una delle ragioni per amare la moda è che ci fa sentire più attraenti, a noi stessi e agli altri - vestirsi vuol dire spesso anche svestirsi - e anche il contatto del tessuto sulla nostra pelle può diventare molto sensuale (per un esempio perfetto di questo provate le pagine inziali di The Story of O), quindi non è così sorprendente che i vestiti stessi dovrebbero iniziare a procurarci piacere. Questo è il passo successivo più ovvio per tutte le fantasie sessuali dell'immaginario della moda; ma state attenti a non cadere dalle nuvole, come la casalinga di Sawnsea che è svenuta a causa dei Vibrating Passion pants di Ann Summers.

In ogni caso non tutti sono dei pervertiti. Una marca di lingerie giapponese ha inventato il reggiseno True Love Tester bra che controlla i tuoi battiti per i picchi d'amore, e solo quando le fiamme della passione ardono davvero si sgancerà da solo.

Ci sono molti stilisti che hanno un interesse per la tecnologia: la sfilata di Alexander Wang autunno/inverno 14 presentava stoffe termodinamiche che cambiavano colore lungo la passarella; Iris Van Herpen ci ha scioccato tutti con un Soo Joo sotto vuoto sospeso per aria; la sfilata di Philip Treacy primavera/estate 13 presentava un cappello a LED che roteava in un aureola di luce. Non c'è motivo per la quale ingegneri e stilisti non dovrebbero collaborare, tornado ai principi della Bauhahus di volere portare la forma e la funzionalità armoniosamente assieme.

Non c'è alcuna ragione per la quale l'industria della moda non dovrebbe divertirsi con l'industria della tecnologia. Adidas ha inventato un concept per una scarpa che ti parla, questo mostra quante possibilità questa unione offrirebbe. Immaginatevi se le vostre scarpe da ginnastica vi dicessero sempre quanto sexy siete, o se i vostri pantaloni diventassero trasparenti appena vi avvicinate a una cotta trovata su Tinder, non sarebbe interessante? E che ne dite di divise da robot combattente stile giapponese-post-apocalittico? E che ne direste di diventare un Evangelion e di volare e combattere tutti i mostri che incontrate? Dopo tutto il 2015 è l'anno in cui il quattordicenne Shinji Ikari arriva aTokyo-3 e diventa un pilota Evangelion.

Essendo al corrente dei rischi che coinvolgono la moda - rotolare per la passerella, avere del sangue lanciato contro, venire nominato su TMZ perché il tuo ginocchio assomiglia a una vagina - che incubi serba per noi la tecnologia indossabile? Coloro che indossavano i Google glass sono stati presi in giro per strada, e il prodotto fu di conseguenza ritirato dal mercato, nonostante l'appoggio di FKA Twigs. In "L'Uomo Finito", del 1839, Edgar Allan Poe ci offre una sorta d'avvertimento: il racconto parla di una visita a un eroe militare nella sua casa, dove non c'è nulla se non un pacco per terra:

"C'era un grande e strano pacco sul pavimento vicino ai miei piedi e, siccome non ero nel migliore degli umori, l'ho calciato via. 'Hem!Hem! non è molto civile!' dice il pacco…"Strano, non dovresti riconoscermi?" rispose la cosa non definibile, che sentivo che si stava evolvendo sul pavimento, come un calzino che si attinge fuori. Apparentemente pero c'era una gamba sola."

Alla fine si scoprì che il generale non è nient'altro che un agglomerato di protesi, che deve essere assemblato tutte le mattina dal suo servo. E se questo succedesse a noi, e le macchine prendessero il controllo? Ci sono differenze sostanziali tra l'indossare vestiti e indossare tecnologie, e la cosa più preoccupante è che la seconda sembra trasformare la nostra vita in dati e ci porta nella profondità dell'"internet delle cose" nella quale gli oggetti di tutti i giorni, anche i nostri orologi e le nostre scarpe, manderanno e riceveranno dati in ogni momento, e tutto sarà connesso. Con l'uscita dell'iWatch, e con la sua nuova applicazione della "salute", la Apple inizierà ad accumulare molte informazioni private sul nostro stile di vita. Ci fidiamo così tanto di una multinazionale dal volerle affidare informazioni estremamente private? È una buona idea connettere i nostri corpi con l'internet delle cose? In un articolo   dell'Observer, "The Rise of Data and the Death of Politics", Evgeny Morozov ha avvertito dei pericoli del lento strisciare di questo "nudging state", nella quale gli elettrodomestici monitorano il nostro stile di vita e ci portano a volerli migliorare. Già gli esattori delle tasse, gli ingegneri e le compagnie di assicurazione stanno sognando i modi per premiarci o per punirci secondo i nostri dati personali. Ma i vestiti che scegliamo non dovrebbero mostrare la nostra individualità invece che darci giudizi su noi stessi e ridurre la nostra vita a statistiche? E in ogni caso, non siamo già troppo dipendenti dai nostri cellulari, senza che la tecnologia indossabile non aggiunga ulteriori distrazioni? Quindi finché qualcuno non mi manda delle mutande vibranti o una tuta da Evangelion, credo che continuerò a stare dalla parte dei vestiti veri fatti da stilisti veri.

Crediti


Testo Dean Kissick
Foto Mitchell Sams, Alexander Wang autunno/inverno 14

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