svelato il mistero della stanza segreta di frida kahlo


Abbiamo parlato con la fotografa Ishiuchi Miyako della sua nuova mostra fotografica alla Michael Hoppen Gallery: un viaggio negli oggetti personali di Frida Kahlo.

di Lily Bonesso
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15 maggio 2015, 1:31pm

© Ishiuchi Miyako. Courtesy Michael Hoppen Gallery

Diego Riviera chiese che il mondo aspettasse almeno quindici anni dopo la sua morte prima di sbirciare tra i possedimenti suoi e di Frida, ma solo ora, quarantasette anni dopo, quelle stanze sono state aperte. Accanto a documenti comunisti, lettere e fotografie della coppia, sono stati ritrovati gli abiti originali di Frida Kahlo. Questo archivio comprende una gamma di abiti tradizionali Tehuana, reinventati dall'artista messicana come un vero e proprio inno al matriarcato, al potere e al profondo orgoglio nazionale.

Sopravvissuta a un incidente con un autobus negli anni '20, la pittrice è stata sottoposta a  trentacinque operazioni e tre mesi di riposo a letto ricoperta da un busto, prima di poter riprendere la sua quotidianità. Di questo episodio sono stati ritrovati i supporti per il corpo e la protesi, mentre altri accessori come smalto per unghie, corsetti e occhiali da sole mostrano invece quanto Frida volesse essere appariscente persino all'apice della sua malattia. Tutto questo e molto altro, può essere visto in Appearances Can Be Deceiving: The Dress of Frida Kahlo, presso la sua casa-museo in Messico: La Casa Azul.

Nonostante la ricca varietà di pezzi esposti, per la curatrice di Appearances Can Be Deceiving, Circe Henestrosa, non era comunque abbastanza: Henestrosa è infatti volata in Giappone per contattare la fotografa Isiuchi Miyako, nota per la sua serie Here and Now: Atomic Bomb Artifacts, in cui aveva immortalato gli abiti delle vittime dell'attacco nucleare di Hiroshima. Una volta arrivata in Messico, Miyako ha passato tre settimane presso la Casa Azul, completamente immersa negli averi di Frida. 

© Ishiuchi Miyako. Su gentile concessione della Michael Hoppen Gallery

Tutti gli oggetti sono stati fotografati con la luce naturale per donare maggiore chiarezza, e in alcuni scatti è persino possibile vedere la luce screziata dagli alberi. Man mano che aumentava la sua esperienza presso la Casa Azul, Miyako ha spiegato che, "stando in quel luogo, dove è nata, dove ha vissuto e dove alla fine morì, circondata dai suoi averi, è come se avessi conosciuto Frida".

Sfoggiando un kimono pastello, Miyako stessa ha uno stile impeccabile, e le sue fotografie mostrano un occhio allenato ai dettagli ed è proprio questo punto di vista ad aver spinto Henestrosa a voler lavorare con lei. "Il modo in cui Ishiuchi-san guarda alle cose è incredibilmente delicato", spiega la curatrice, "Per me è stato interessante vederla notare le cuciture sugli abiti perché somiglianti a cicatrici che aveva fotografato: è un fotografo donna che guarda un artista donna; proprio perché donna capisce a pieno questi abiti e il modo in cui sono stati indossati".

A differenza dell'immenso sconforto di Here and Now, questa serie di immagini accetta la realtà della morte celebrando la vita. Sono gli indumenti di un'icona amante della tequila, determinata ma anche vulnerabile, e quest'esposizione abbraccia le disabilità e le sofferenze superate da questa donna rendendola più magnifica che mai nel suo essere così umana.

© Ishiuchi Miyako. Su cortese concessione della Michael Hoppen Gallery

Che cosa hai imparato su Frida di diverso rispetto alle tue idee iniziali?

Prima di venire in Messico non sapevo molto su di lei, ma prima di partire ho letto qualcosa su di lei e ho avuto l'impressione che fosse una donna forte e testarda che amava l'amore. È questa l'immagine di Frida in Giappone. Quando ho visto per la prima volta un suo dipinto dal vivo sono rimasta stupita da quando fosse incredibile, poi ho visto le sue cose… e ho l'impressione che fosse una gran lavoratrice, molto seria, e tutte le idee che avevo su di lei come "donna scandalosa" sono sparite di colpo.

Da quale oggetto ti sei sentita maggiormente attratta?

In Giappone non c'è molta consapevolezza della disabilità di Frida, quindi direi le scarpe… le scarpe mi hanno colpito davvero. Le sue gambe erano di due lunghezze diverse quindi commissionava le scarpe su misura… ho pensato fossero bellissime. Ho fotografato TUTTE le scarpe della sua collezione.

© Ishiuchi Miyako. Su gentile concessione della Michael Hoppen Gallery

Se potessi incontrarla che cosa le vorresti dire?
Ho fotografato molte bottiglie di pillole e molta morfina nel magazzino che non sono parte dell'esibizione. Mi piacerebbe creare una mostra a parte per loro. Se dovessi incontrarla credo l'abbraccerei e le direi "Hai sofferto davvero molto, vero?"

Se potessi avere accesso agli averi di qualcuno, quelli di chi vorresti fotografare?
Quelli di Georgia O'Keefe. Penso che non fosse la persona che crediamo sia e vorrei conoscerla per quello che è. 

© Ishiuchi Miyako. Courtesy Michael Hoppen Gallery

Frida è alla  The Michael Hoppen Gallery dal 14 maggio al 12 luglio 2015. 

Crediti


Testo Lily Bonesso
Immagine © Ishiuchi Miyako. Su gentile concessione della Michael Hoppen Gallery

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