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i dieci film fantascientifici che hanno rivoluzionato la moda

i-D esplora i film sci-fi che hanno cambiato il mondo della moda, da Matrix a Il Quinto Elemento.

di Jeremy Lewis
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14 aprile 2015, 10:20am

Image © The Man Who Fell To Earth via Flickr

Costumi di qualità in un film di successo possono ispirare intere generazioni di designer, editoriali, campagne, e persino nuovi stili. In termini di innovazione, nessun genere può competere con la fantascienza. Il genere sci-fi è, infatti, caratterizzato da indumenti aggressivi, e ha bisogno di concetti innovativi e nuovi paradigmi che li possano sostenere, e quando un costumista centra l'obbiettivo, allora può influenzare la moda per i decenni a venire. Ecco per voi i dieci che hanno eccelso nella nostra indagine sugli stili sci-fi.

Matrix (1999)
Occhiali da sole, ampi cappotti neri, pelle verniciata che ricopre il corpo, tutto indiscutibilmente nero, è un look che ha invaso la cultura popolare all'inizio del nuovo millennio, influenzando sia gli stilisti di moda che i fanatici del genere. I costumi di Matrix sono stati, nel bene e nel male, un fenomeno culturale che ha contribuito a definire l'idea di tendenza della nuova era. Prendendo in prestito un po' dell'urbanismo implacabile di Helmut Lang e una punta di romanticismo gotico à la Oliver Theyskens degli inizi, i costumi hanno fatto da modello per plasmare i supereroi dei giorni nostri.

Gattaca (1997)
Raccontando un futuro regolato dall'eugenetica, Gattaca è stato prodotto nel mezzo della tendenza ultra-minimalista che ha attraverso gli anni '90. La costumista statunitense Colleen Atwood si dice abbia disegnato abiti degli anni '30 e '80 con tessuti moderni, creando quella nostalgia retrò all'interno di una semplicità estremamente conservativa, che richiama a gran voce l'ammirazione di Miuccia Prada per gli anni '30. L'estetica del film, dopo 15 anni, risulta ancora incredibilmente attuale. 

Interceptor - Il Guerriero Della Strada (1981)
I costumi di Interceptor, il franchise di culto su un poliziotto vestito di pelle che cerca di far rispettare la legge nell'anarchico entroterra, sono diventati il livello standard a cui paragonare tutte le opere post-apocalittiche. Interceptor - Il Guerriero Della Strada ha definito l'estetica un po' vagabonda e affamata che da allora è diventata sinonimo di un futuro disastroso. Norma Moriceau ha sintetizzato un nuovo genere dalle suggestioni New Romantic di Vivienne Westwood, il militarismo di Thierry Mugler e la decostruzione di Rei Kawakubo.

Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza (1977)
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, l'universo di Star Wars presentava un mondo tecnologicamente avanzato in perfetta armonia con le antiche tradizioni. Gli abiti drappeggiati dei Jedi sono fondamentali per questa galassia quanto le bianche uniforme degli Stormtrooper Imperiali. La molteplicità di stili e la profondità dei dettagli nei film di Star Wars sono così lussuose che non sorprende che persino stilisti come Nicholas Ghesquiere e Christiphe Lemaire abbiamo guardato la saga in cerca d'ispirazione.

Solaris (1972)
Tarkovsky desiderava che i costumi in Solaris non solo fossero senza tempo, ma che mettessero fine ai cliché degli abiti futuristici - provava infatti un particolare disprezzo verso 2001 di Kubrick. Lo stile ha mantenuto un senso di calore, giocando con classici come le felpe, i pantaloni in twill e capi d'abbigliamento sartoriali come gli scialli fatti all'uncinetto. Calmi ma profondi, riflettono il cambiamento dell'epoca all'interno del mondo della moda, abbandonato quando la mania per lo spazio morì e gli stilisti iniziarono a concentrarsi su un approccio più terrestre.

Alien (1979)
L'iconico design della creatura biomeccanica di H.R. Giger ha influenzato l'intera produzione. Gli abiti dell'equipaggio della Nostromo, un vascello di traino nel profondo spazio, sono vissuti e sporchi; sono i tocchi personali dei membri dell'equipaggio - stivali da cowboy, camicie hawaiane... - a rendere i costumi eclettici. Un look che oggi sarebbe facilmente raggiungibile mischiando abiti vintage a quelli di Hood By Air. Il miglior momento per la moda si trova in una delle scene quasi conclusive del classico, quando Sigourney Weaver si spoglia fino a restare con la sola biancheria, dando filo da torcere alle modelle di Clavin Klein. 

L'Uomo Che Cadde Sulla Terra (1976)
Lo scarno ed esoticamente inglese David Bowie è un alieno in missione, alla ricerca disperata di una fonte d'acqua per il suo pianeta morente. L'inconfondibile glam gender-bender di Bowie è caricato e accentuato all'ennesima potenza in un tragico dramma degno dello stesso Euripide. L'Uomo Che Cadde Sulla Terra da allora è diventato un classico nel mondo della moda: da Hedi Slimane, di cui Bowie è eterna fonte d'ispirazione, fino a J.W. Anderson per Loewe e Alessandro Michele per Gucci, gli stilisti hanno attivamente messo in dubbio le norme dei generi e i costumi del film offrono ispirazioni uniche.

Blade Runner (1982)
Il film è pura incarnazione dello stile anni '80, un editoriale per tutti gli stili all'avanguardia dell'epoca. I costumi di Michael Kaplan con elementi dei noir anni '40 e altri apertamente futuristi, hanno codificato le tendenze del periodo, da Montana a Mugler. Da allora, quell'impronta è stata richiamata da chiunque, da Alexander Mc Queen a Raf Simons. I costumi per Blade Runner sono entrati nei canoni dello stile sci-fi e sono elemento centrale delle abbaglianti immagini del film e della direzione artistica. 

Il Quinto Elemento (1997)
Luc Besson ingaggia l'enfant terrible parigino Jean-Paul Gaultier come costumista per il suo epico progetto fantascientifico. Rinomato per le sue posizioni, lo street style e gli abiti etnici, Gaultier porta alla vita l'utopico e cosmopolita futuro di Besson. Con oltre mille personaggi da vestire si tratta dell'impresa più ampia mai fatta dallo stilista; dagli impiegati del fast-food, poliziotti, cadetti dell'aeronautica, monaci fino al post-gender Chris Tucker e Ruby Rod, appariscente diva aliena dell'opera, i costumi rivelano l'implacabile e immensa immaginazione di Gaultier. 

2001: Odissea nello spazio (1968)
Stanley Kubrick ha commissionato lo styling degli abiti del suo colosso interplanetario niente meno che alla sarta della regina, Hardy Amies. Amies ha prodotto abilmente il look spaziale che prevaleva all'epoca con un'attenzione ai dettagli e un allestimento tale da far invidia a Pierre Cardin. L'approccio della costumista alla moda e la spiccata sensibilità si sono tradotte in qualsiasi cosa, dalle tute da lavoro, alle uniformi della PanAm e ai completi aerodinamici. Ampiamente considerato come un punto di riferimento visivo per i suoi progetti di produzione, fotografia ed effetti speciali, 2001 non è soltanto una candida visione del futuro, ma lo standard contro il quale tutti gli altri progetti sci-fi sono valutati. E una finestra sulla visione alternativa dell'universo moda di Amies e, quasi senza ombra di dubbio, tra i migliori abiti che abbia mai progettato. 

Crediti


Testo Jeremy Lewis