10 film di fantascienza che hanno rivoluzionato la moda

Oggi "Blade Runner" compie 39 anni. Per l'occasione, abbiamo deciso di inoltrarci tra i film sci-fi che hanno cambiato il mondo della moda, da "Matrix a Il Quinto Elemento.

di Jeremy Lewis
|
25 giugno 2021, 4:00am

Image © The Man Who Fell To Earth via Flickr

Ormai lo sappiamo bene. I costumi d’impatto di un film di successo possono ispirare intere generazioni di designer e decine di editoriali e campagne, persino nuovi trend di stile. E se pensiamo il cinema in termini di innovazione dal punto di vista estetico, nessun genere può competere con la fantascienza.

I film sci-fi, infatti, sono caratterizzati da abiti aggressivi, eccentrici e rivoluzionari, esito naturale dei concetti innovativi e dei nuovi paradigmi che il regista vuole veicolare. E quando un costumista centra l'obbiettivo, allora quel film diventa un cult, e può influenzare la moda per i decenni a venire.

Ecco dunque i dieci film di fantascienza che hanno rivoluzionato la moda con i loro costumi.

Matrix (1999): occhiali da sole, cappotti immensi e pelle verniciata, il total black nei primi Duemila non è mai stato così totalizzante

Occhiali da sole, ampi cappotti lunghissimi, pelle verniciata che ricopre il corpo. Tutto rigorosamente nero. Questo è il look che ha invaso la cultura popolare all'inizio del nuovo millennio, influenzando sia gli stilisti di moda che i fanatici del genere. Prendendo in prestito un po' dell'urbanismo implacabile di Helmut Lang e una punta di romanticismo gotico à la Oliver Theyskens degli inizi, i costumi di Matrix sono inoltre stati il modello che ha plasmato i look dei supereroi dei nostri giorni.

Gattaca (1997): l’ultra minimalismo anni ‘30 che piace a Miuccia Prada

Raccontando un futuro regolato dall'eugenetica, Gattaca è il prodotto della tendenza ultra-minimalista che ha attraverso gli anni '90. Si dice che la costumista statunitense Colleen Atwood abbia disegnato gli abiti riprendendo le silhouette anni '30 e '80 ma con tessuti moderni, riuscendo a suscitare una nostalgia rètro semplice ed estremamente conservativa che richiama a gran voce l'ammirazione di Miuccia Prada per gli anni '30. L'estetica del film, oggi, dopo oltre 20 anni, risulta ancora incredibilmente attuale.

Interceptor(1981): il New Romantic di Vivienne Westwood incontra il militarismo di Thierry Mugler e la decostruzione di Rei Kawakubo.

I costumi di Interceptor—dalla saga di Mad Max, franchise di culto su un poliziotto vestito total leather che cerca di fare rispettare la legge in un anarchico entroterra—sono diventati il modello imprescindibile e metro di paragone di qualunque opera post-apocalittica. Questo film in particolare ha definito proprio quell'estetica vagabonda e affamata che da allora è diventata sinonimo di un futuro disastroso. Dietro a tutto questo c’è la costumista Norma Moriceau, che ha sintetizzato un nuovo genere estetico a partire dalle suggestioni New Romantic di Vivienne Westwood, dal militarismo di Thierry Mugler e dalla decostruzione di Rei Kawakubo.

Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza (1977): il film che ha ispirato Nicholas Ghesquiere e Christiphe Lemaire

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, l'universo di Star Wars presentava un mondo tecnologicamente avanzato in perfetta armonia con le antiche tradizioni. Un universo pullulante di look, dagli abiti drappeggiati degli Jedi alle bianche uniforme degli Stormtrooper Imperiali. La molteplicità di stili e la profondità dei dettagli nei costumi dei film della saga di Star Wars sono così d’impatto che non c’è da stupirsi se persino stilisti del calibro di Nicholas Ghesquiere e Christiphe Lemaire abbiano guardato la saga in cerca d'ispirazione.

Solaris (1972): l’uncinetto ancora prima che fosse cool

Tarkovsky voleva che i costumi in Solaris non solo fossero senza tempo, ma che mettessero fine ai cliché degli abiti futuristici—e non ha mai nascosto il suo disprezzo verso 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick. Il risultato è uno stile caldo, che gioca con capi classici come felpe, pantaloni in twill e capi d'abbigliamento sartoriali, tra cui scialli fatti all'uncinetto. Questi look, rassicuranti ma profondi, riflettono il cambiamento che all'epoca stava avvenendo all'interno del mondo della moda, quando la mania per lo spazio era in declino e gli stilisti iniziavano a concentrarsi su un approccio più terrestre.

Alien (1979): biomeccanica, stivali da cowboy e camicie hawaiane

Tutto è partito dall'iconico design della creatura biomeccanica di H.R. Giger. Gli abiti dell'equipaggio della Nostromo, se da un lato appaiono vissuti e sporchi, dall’altro risultano estremamente eclettici, grazie alla presenza di stivali da cowboy e camicie hawaiane. Insomma, un mix di abiti vintage a look di Hood By Air.

L'uomo che cadde sulla Terra (1976): il glam gender-bender di David Bowie che ha ispirato Hedi Slimane, J.W. Anderson e Alessandro Michele

Scarno ed esoticamente inglese, David Bowie è un alieno in missione, alla ricerca disperata di una fonte d'acqua per il suo pianeta morente. L'inconfondibile glam gender-bender di Bowie è caricato e accentuato all'ennesima potenza in questo tragico dramma, che farebbe prendere male persino Euripide. Fin dalla sua uscita, L'uomo che cadde sulla Terra è diventato un classico nel mondo della moda: da Hedi Slimane, di cui Bowie è da sempre un’eterna fonte d'ispirazione, fino a J.W. Anderson per Loewe e Alessandro Michele per Gucci, gli stilisti che hanno messo in discussione gli stereotipi di genere hanno pescato a piene mani da questo film.

Blade Runner (1982): lo stile anni ‘80 per eccellenza

Blade Runner è pura incarnazione dello stile anni '80, nonché punto di riferimento per tutti gli stili all'avanguardia dell'epoca. I costumi di Michael Kaplan, intrisi di elementi da noir anni '40 e di incursioni apertamente futuriste, hanno codificato le tendenze del periodo, da Montana a Mugler, entrando di diritto nei canoni dello stile sci-fi. Dall’uscita del film, quell'impronta è stata ripresa da chiunque, da Alexander McQueen a Raf Simons.

Il quinto elemento (1997): i costumi utopici di Jean-Paul Gautier

Luc Besson ha ingaggiato l'enfant terrible parigino Jean-Paul Gaultier come costumista per il suo epico progetto fantascientifico. Rinomato per il suo street style e gli abiti etnici, Gaultier ha dato vita all'utopico e cosmopolita futuro di Besson. Con oltre mille personaggi da vestire, è stata l'impresa più monumentale mai compiuta dallo stilista: dagli impiegati del fast-food ai poliziotti, dai cadetti dell'aeronautica ai monaci, fino al post-gender Chris Tucker e a Ruby Rod—appariscente diva aliena dell'opera—, i costumi de Il Quinto Elemento rivelano l'implacabile e immensa immaginazione di Gaultier.

2001: Odissea nello spazio (1968): la moda alternativa di Hardy Amies, la sarta della regina

Stanley Kubrick ha commissionato gli abiti del suo kolossal interplanetario a niente meno che alla sarta della regina, Hardy Amies. Con un'attenzione ai dettagli da fare invidia a Pierre Cardin e una spiccatissima sensibilità, Amies ha prodotto tute da lavoro, uniformi della PanAm e completi aerodinamici che si sono affermati come un punto di riferimento visivo per tutti i successivi progetti sci-fi di cinema, di moda e non solo. 2001: Odissea nello spazio è, inoltre, una finestra sulla visione alternativa della moda di Amies, e, quasi senza ombra di dubbio, uno dei migliori progetti che la stilista abbia mai progettato.

Crediti

Testo: Jeremy Lewis
Immagine: frame dal film L’uomo che cadde sulla Terra

Tagged:
david bowie
matrix
runner
Jean Paul Gaultier
fantascienza
alien
Μόδα
gattaca
alexander mc queen