new genuary: vi presentiamo tom johnson

Anno nuovo, talenti nuovi. Per tutto il mese di Gennaio vi presentiamo i fotografi che definiranno il 2017. Scattano il mondo che li circonda, interpretandolo attraverso il prisma delle loro esperienze, ogni fotografo ha la sua storia da raccontare, e...

di i-D Staff
|
19 gennaio 2017, 10:42am

Tom Johnson, 25

Raccontaci qualcosa di te e del posto in cui sei cresciuto.
Sono cresciuto in un paesino di campagna, ma vivo a Londra ormai da 7 anni.

Come sei entrato in contatto con la fotografia?
Non so disegnare o dipingere e nemmeno scrivere. Quando frequentavo la scuola avevo l'abitudine di portare con me la macchina fotografica a ogni concerto al quale andavo e scattare le persone che incontravo sulla strada. Ho presto capito che si trattava di un bellissimo modo per incontrare e creare un legame con persone interessanti.

Cosa ti attira di questo medium?
Le persone. Si possono imparare così tante cose da una semplice interazione con un'altra persona. Se vuoi imparare a conoscere una città, un luogo, un sentimento, non c'è modo migliore. Quando stringo la macchina fotografica tra le mani ho una scusa per interagire con la gente e per andare in luoghi che normalmente non frequenterei.

Dove e come hai imparato a fotografare?
Sono praticamente un autodidatta. Ho iniziato a frequentare l'università, ma mi sono accorto che non faceva per me. Ho fatto anche da assistente ad altri fotografi, ma ho sempre mantenuto un approccio molto pratico che mi ha permesso di imparare dai miei errori. È importante scattare ogni volta che se ne ha l'occasione e non avere paura di sottoporre i propri lavori a più persone possibili.

È necessaria una laurea per intraprendere la carriera di fotografo?
Credo che dipenda da come lavori, da come impari ed interiorizzi le cose. Studiare fotografia all'università non faceva per me, ma credo che un giorno mi iscriverò per studiare qualcosa di completamente diverso, in modo da poter vedere le cose da una prospettiva nuova.

Chi o cosa t'ispira?
Dalle persone che incontro mentre sono in giro - costruisco delle storie attorno a loro. Il casting è un momento cruciale del mio lavoro. Tendo a guardare molto ai fotografi documentaristi per trovare ispirazione, anche se mi piace lasciarmi ispirare anche dai dipinti, dal cinema, da altri fotografi ed artisti.

Come descriveresti la tua estetica?
Voglio sfumare i limiti della fotografia di moda, della fotografia documentaristica e della ritrattistica. Nella fotografia documentaristica trovo un'onestà che spesso manca nella fotografia di moda. Allo stesso modo, nella moda a volte puoi creare delle situazioni che non si potrebbero raggiungere con la fotografia documentaristica. Credo sia bellissimo aver la possibilità di occuparsi di entrambe perché sono due discipline che s'influenzano e si completano a vicenda.

Il momento più importante della tua carriera fino ad ora?
Sono rimasto molto soddisfatto da un recente shooting che ho realizzato per la cover di M Le Monde. Il mio lavoro preferito, però, è un progetto che ho realizzato con Charlotte James, Merthyr Rising.

Cosa non vedi l'ora di fare nel 2017?
Lavorare a moltissimi nuovi progetti! 

Chi è il fotografo che ammiri di più?
Alec Soth or Richard Avedon. Adoro la loro sensibilità e il modo in cui si relazionano ai soggetti.

Dove vorresti fotografare?
Corea del Nord.

Dove vai per trovare l'ispirazione?
In genere all'aria aperta. Quando ne ho l'occasione mi piace uscire da Londra. Sono molto fortunato ad avere la possibilità di vivere qui ed è una delle mie città preferite al mondo, ma credo una pausa faccia bene una volta ogni tanto.

Crediti


Foto Tom Johnson