a londra anche le donne possono essere drag queen

Un gruppo di donne drag sta mettendo in discussione il binarismo in modo del tutto nuovo. Princess Julia ha incontrato le regine della scena londinese.

di Princess Julia
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14 ottobre 2016, 10:02am

Emma Kroeger, aka Edith Pilaf

Com'è nato il tuo alter ego drag, Edith Pilaf? Edith Pilaf è nata durante la competition Lipsync1000 al The Glory. È stata la prima volta che mi sono esibita; mi è piaciuto tantissimo, è stato emozionante. Pensi di rivendicare una femminilità estremizzata con il tuo alter ego drag? Ogni volta che mi travesto il mio approccio al gender, alla femminilità e al corpo cambia. A volte incarno l'idea di femminilità portata all'estremo, a volte sono un clow senza gender. Travestirsi può dire molto sul binarismo e può far capire quanto sia ridicolo parlare di gender. Hai qualche consiglio per le donne cisgender che vorrebbe creare un proprio alter ego drag? Come donna essere una drag queen ti dà molta forza. Tutte le cazzate sulla percezione del corpo e sul sentirsi sicure di se stesse perdono di senso, diventi l'incarnazione della fiducia in se stesse e del potere femminile. L'essere drag è una forma d'arte personale, ti dà molta forza trovare il tuo gruppo. 

Victoria Sin 

Come ti approcci al travestitismo? Per me è uno strumento utile per giocare con l'idea di gender creata dalla società. Per molti una drag queen è un qualcuno che finge di essere una donna. Come donna di colore che parodia l'immaginario della donna bianca cerco di focalizzarmi sulle idee che mi sono state imposte crescendo. Chi è il tuo esempio? Amanda Lepore. Quale parte del tuo look è stata più difficile da creare? Il volto è stata la parte più difficile. Vorrei qualcosa a metà tra Marilyn Monroe, Marlene Dietrich e Jessica Rabbit. Cerco sembra di creare un look più scandaloso, glamour, accattivante. La comunità drag è importante per te. Come ti supporta? Gli spazi queer sono dominati da uomini bianchi cisgender per la maggior parte, bisogna tenere a mente che in questi contesti la misoginia, il razzismo e la transfobia esistono, e che dobbiamo fare ancora molto per eliminarli. Come hai cambiato le regole (se esistono)? Mi sono ribellata alle regole secondo le quali non tutti possono essere una drag queen. Non sono la prima però. Holestar è stata la prima drag queen che ho incontrato che già si batteva per questo. Ancora molti cercano di dettare legge su chi può essere drag e chi no, ma non avranno vita facile perché sempre più gente sta comprendendo che la scena drag migliore non ha regole. 

Amy Zing, Sink The Pink 

In che modo ti dà forza il travestirti? Travestirmi è qualcosa che sento dentro. Mi dà molta forza e mi fa sentire completa al tempo stesso, soprattutto se molte altre fanno lo stesso. Sento che assieme possiamo cambiare il mondo! Come hai creato la scena a cui appartieni? Sentivo che mancava qualcosa. Frequentavamo delle feste troppo serie, in cui ti sentivi giudicata. Volevamo andare in un posto dover poterci arrampicare sui tavoli, vestirci come robot sexy e ballare pezzi pop con gente come noi, e così è nato Sink the Pink. Oggi siamo una grande famiglia composta da 3000 fantastiche donne singolari che si esibiscono al Troxy di Londra 3 volte l'anno. La folla apprezza il messaggio di Sink the Pink: libertà, tolleranza e amore. Come ti auguri di ispirare gli altri? Con una serata che dice 'sei invitato a fare un giro e ad essere totalmente TE STESSO, verrai accolto a braccia aperte, celebrato e amato.' Vogliamo offrire uno spazio per persone simili tra loro che qui possono trovare se stesse, sperimentare con il proprio look, giocare con il gender, dimenticarsi dei problemi e fare il dito medio alle regole della società.

Fanny Minka, Sink the Pink

In che modo le donne stanno cambiando la tradizione drag? Il travestitismo è sempre stato un atto radicale, politico, e più diventa mainstream più ci si è aperti alla sperimentazione. Le donne drag queen sono solo un esempio di questo. Anche tuo marito è una drag queen, vi scambiate look e consigli? Sono fortunata ad avere un partner che condivide con me così tante passioni, influenze e amicizie - in più anche lui sente spesso il bisogno di travestirsi e fare festa! Stiamo assieme da quasi 8 anni e anche se abbiamo gli stessi interessi e ci influenziamo l'uno con altro interpretiamo comunque il travestitismo a modo nostro, perciò non dobbiamo preoccuparci di sembrare uguali. Come ti ha migliorata come donna la scena drag attuale? L'ha fatto grazie al supporto e all'accettazione, è una bellissima esperienza.

Eppie Conrad, HausBound 

In che modo ti ispirano le performance drag? Andare in un club travestita è come fare una battuta che tutti possono sentire; se sono vestita in modo ridicolo voglio che tutti ridano di me. Mi auguro ispiri la gente. Molte donne mi chiedono come iniziare, ma è semplice: fai! Non hai bisogno del permesso di nessuno. Dove trovi i look? Ho studiato moda (come tutti no?!) perciò so cucire e disegnare. L'ispirazione nasce da cose ordinarie. I loghi e i sacchetti di patatine sono i miei migliori amici. Ragazzi e ragazze stanno dando vita al travestitismo assieme, esplorando nuovi modi per esprimere se stessi. Come credi rappresenti la società di oggi? Il confine tra generi è sempre più lieve. Quando ti travesti il suo gender e la tua sessualità non contano, importa solo il look che crei in quel momento o il messaggio che sta dietro. Da Sink the Pink diciamo che stiamo "queering the norm" ("queerizzando le regole"). Il mondo al momento è spacciato se guardiamo alla politica, ma possiamo creare qualcosa festeggiando assieme e cercando di andare oltre ciò che è ritenuto "normale". Uomini e donne creano continuamente nuove cose unendo le forze; per dirlo con le parole di Belinda Carlisle, "sognamo lo stesso sogno vogliamo la stessa cosa!"

Crediti


Testo Princess Julia
Foto Ronan McKenzie 

Trucco delle modelle