la fotografa ronan mckenzie celebra la bellezza della cultura nera

La 21enne Ronan riflette sulla percezione del corpo nero da parte della società contemporanea, soffermandosi sulla sessualità, sui pregiudizi e sul potere.

di Felicity Kinsella
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17 dicembre 2015, 11:55am

Il 2015 è stato un anno in cui si è parlato molto della cultura nera. Si è discusso molto di appropriazione culturale, abbiamo visto crescere #BlackLivesMatter ed è stato spiegato il perché #AllLivesMatter sottovaluta completamente il movimento. Quest'anno ha visto il successo di Grace Wales Bonner e sono ritornati i capelli afro sulle passerelle. Nonostante tutto però, la discriminazione e il razzismo continuano a esistere nel 2015 e c'è ancora molto lavoro da fare. Questo è quello a cui tende la fotografa Ronan McKenzie nella sua mostra A Black Body. Ronan può anche essere nata e cresciuta nel centro multiculturale di Walthamstow nell'East London, ma le reazioni che ha ricevuto riguardo al colore della sua pelle, i suoi dreadlocks e la sua famiglia le hanno permesso di immergersi più a fondo nella sua eredità culturale, spronata dalla mancanza di modelle di altre etnie da poter scattare per il suo progetto fotografico. A Black Body esplora la discriminazione che affligge la popolazione nera, cercando di riflettere anche sulla sessualità, l'esclusione e la necessità di dare potere al corpo. Abbiamo incontrato Ronan prima dell'apertura della sua mostra che inaugura oggi e abbiamo parlato di capelli afro, corpi neri, e del suo debole per i ragazzi.

Cosa ne pensi di come la società contemporanea percepisce la popolazione nera in termini di sessualità, pregiudizio e potere?
Il fatto è questo: anche se Londra è così diversificata e multiculturale, ciò non significa necessariamente che tutti capiscano e si sentano a proprio agio con tutte le altre culture. Le persone di colore sono iper-sessualizzate; parlo l'idea dell'uomo nero forte, potente, grande, muscoloso e con un gran... haha! Il che non è necessariamente una brutta cosa, è fantastico vedere come sempre più attori neri come Idris Elba e Adrian Lester stiano interpretando parti importanti, ma è un peccato che per gli uomini di colore e per altri uomini di diverse minoranze etniche il ruolo da interpretare non sia mai quello principale. E anche per quanto riguarda le donne, le donne nere in TV sono per la maggior parte curvy, autoritarie e indipendenti come Queen Latifah e Missy Elliott, il che, ancora una volta, è una grande cosa, ma secondo me è un peccato che queste siano le uniche situazioni in cui le donne nere sono viste come potenti. Si sente parlare molto poco del potere delle persone nere (se si esclude il movimento per i diritti civili, e anche questa parte di storia a scuola è tralasciata), la cosa a cui tutti pensano è la schiavitù, non gli scrittori neri importanti, i creativi e le figure professionali.

Anche se sono cresciuta in un ambiente multiculturale, la mia idea di bello o sexy si basava sull'ideale europeo - capelli dritti, pelle più chiara, fisico asciutto, perché era tutto ciò che vedevo intorno a me. Quando sono cresciuta un po' ho iniziato a sentirmi a mio agio nella mia pelle, mi sono fatta crescere i ricci e ho abbracciato le mie caratteristiche uniche. Anche se non posso ancora andare in giro senza che qualcuno (di qualsiasi razza) mi chiami Rasta, sto bene con me stessa. Quando ho iniziato ad uscire con i ragazzi, chissà perché la maggior parte di loro erano bianchi e inglesi, e ognuno di loro (tranne il mio ragazzo attuale) ad un certo punto ha detto "Per essere una ragazza nera sei molto aperta", "Sei così esotica!" o "Sei la prima ragazza nera da cui sono attratto!", che ai loro occhi doveva sembrare un complimento, ma il fatto che venissi vista come attraente perché parlavo, apparivo o mi vestivo in una maniera che piaceva a questi ragazzi e non per la persona che ero veramente è un comportamento così all'antica, quasi offensivo. Credo che se sei nero arrivi ad un certo punto della tua vita in cui ti senti diversa per il colore della tua pelle. Qualche settimana fa ho visto su Facebook che un amico ha condiviso un post che raffigurava una mail inviata da un potenziale datore di lavoro ad una ragazza, il quale diceva che non poteva accettare le treccine come parte dell'uniforme lavorativa e che se non se le fosse tolte non avrebbe ottenuto il lavoro. Anche ai tempi della scuola mia mamma era sempre preoccupata che mio fratello fosse visto in maniera negativa perché era un ragazzino nero. Le statistiche mostrano come i giovani ragazzi neri siano più inclini ad essere tenuti d'occhio rispetto ad ogni altra etnia. Come ci si dovrebbe sentire,da giovani persone di colore, sapendo che il razzismo e i pregiudizi sono visti come la norma?

Ci sono degli esempi specifici nei media che ti hanno portato ad iniziare questo progetto?
Mi ha sempre interessato scoprire di più riguardo alla cultura nera e la sua eredità. Dato che iniziavo ad essere più coinvolta nella moda da un punto di vista fotografico, cercare modelli da fotografare che appartenessero a minoranze etniche stava diventando un compito davvero difficile. Mi sono ritrovata a mandare mail alle agenzie di modelli con su scritto "Voglio solo fotografare persone di colore", anche se poi mi sono chiesta se fosse stato giusto dirlo, sapendo che se avessi scritto "Voglio solo fotografare ragazze bionde e nordiche" probabilmente nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire. La maggior parte delle agenzie a Londra aveva da una a quattro ragazze nere, che oltretutto sembravano delle bianche con la pelle scura o impersonavano l'Africa per eccellenza - figura morbida, pelle nera più del carbone e teste rasate. Entrambe le tipologie sono assolutamente bellissime, ma non c'era una via di mezzo. Non ci sono praticamente ragazze dell'Africa orientale o del Kenya con un'eredità indiana e capelli al naturale.

Cosa vuoi mostrare o dire sull'identità nera nella mostra?
Voglio far capire che l'identità nera è diversa come i toni della nostra pelle. È importante essere a proprio agio con noi stessi in una società in cui le persone nere in certe situazioni sono ancora guardate dall'alto in basso, ed essere orgogliosi di chi siamo e sicuri di quello che facciamo. All'interno della mia mostra non voglio dire niente delle persone che fotografo, voglio solo che le immagini parlino da sé. Ad esempio, ho fotografato questo ragazzo fantastico di nome Wilson e stavo per vestirlo con un completo, quando all'ultimo minuto gli ho chiesto come si sarebbe sentito ad indossare uno dei bellissimi vestiti a coste di Marie Yat e lui ha solo detto "Non ho mai indossato un vestito prima d'ora, ma lo provo sicuramente" e le foto che sono venute fuori non ritraggono "Wilson all'apparenza gay" o "Wilson con un vestito da donna" e basta, ma parlano del potere che emana grazie al fatto che è solamente se stesso e si sente a suo agio nella propria pelle. Rende irrilevante l'outfit che sta indossando o la situazione in cui è, e questo è quello che per me è importante riguardo all'identità nera.

Come cambia la nostra percezione del corpo nero il gender?
Quando parlo del corpo nero lo intendo sia fisicamente, i nostri corpi reali, sia come il corpo dell'intera comunità nera. Credo che le percezioni del corpo nero - sia come unità fisica che come comunità - dipendano maggiormente dalla propria esperienza personale rispetto al genere. Ad esempio, quando ho iniziato la scuola media, un amico bianco mi ha chiesto di che colore fossero i miei capezzoli, non aveva mai visto una persona nera nuda. Tutto questo deriva dai libri che si hanno quando si è piccoli. Secondo la mia esperienza, la maggior parte dei libri per bambini (15 anni fa almeno) avevano illustrazioni di persone bianche, diagrammi anatomici che includevano solo corpi di persone bianche, quindi qualcosa di così piccolo e irrilevante come il colore dei capezzoli rimaneva sconosciuto a chi non aveva mai visto il fisico nudo di una persona nera prima di allora.

Come credi che la percezione del corpo nero sia cambiata in questi anni?
Credo che nel recente periodo i neri siano apparsi nei media molto più di 10 o anche 5 anni fa, il che ha un effetto positivo nella percezione generale del corpo nero. Più gente vede quotidianamente corpi neri, più normale diventa e le persone nere saranno finalmente uguali agli altri.

Cos'hai da dire riguardo alla moda, al successo di Grace Wales Bonner e Lineisy Montero che hanno riportato i capelli afro sulla passerella?
Sono così contenta di vedere che Grace Wales Bonner sta avendo molto successo e continua a promuovere la bellezza della sua etnia. Il servizio fotografico che Harley Weir e Julia Sarr-Jamois hanno realizzato con Wales Bonner è stupendo, così come le foto di Grace. Ed è incredibile vedere come Lineisy Montero con i suoi bellissimi capelli al naturale sta avendo molto successo sulla passerella, ma sento ancora che la moda ha molta strada da fare prima di accettare completamente le persone di colore e anche le altre minoranze etniche. C'è una grande mancanza di neri, asiatici e sudamericani. Avevo anche pensato di aprire la mia agenzia per mostrare queste bellissime persone che non sono rappresentate da nessuno ma è difficile essere qualcuno nella moda a Londra. Alla maggior parte delle modelle nere che hanno treccine o parrucche viene chiesto di avere i capelli lisci, non solo perché è vista come una cosa più desiderabile ma in modo che gli hair stylist non danneggino i loro capelli naturali perché in realtà non sanno come trattarli! La percezione del corpo nero sta sicuramente cambiando, lentamente ma in maniera decisa. La domanda detta legge, se i grandi brand e i designer pensassero che le loro vendite sarebbero incrementate dall'uso di diversi tipi di modelli, le agenzie di modelli e gli agenti di casting sarebbero forzati a fare contratti con modelli di culture diverse perché ci sarebbe più richiesta di questo tipo. Sfortunatamente in questo momento non è così.

Quali sono le differenze tra le nostre percezioni consce e inconsce?
Per me le percezioni consce sono quelle che ci creiamo da soli, quelle inconsce si sono radicate in noi e non dobbiamo per forza accettarle. Per esempio, stavo guardando il nuovo documentario di Reggie Yates sull'omofobia all'interno della comunità nera e asiatica e una ragazza nera omosessuale ha detto che l'omofobia è stata radicata in lei da quando era giovane e anche ora che ha fatto outing come lesbica non si sente a proprio agio e ha pensieri negativi quando vede una coppia gay che si bacia - questa è una percezione inconscia.

Come hai trovato le persone per le tue fotografie?
Per questo progetto specifico è stato molto eccitante perché ho potuto scattare le immagini che volevo esattamente. Ho fotografato mia mamma, il che mi è piaciuto tantissimo, e alcuni amici che hanno contribuito a rendere il tutto più personale. Molte persone sono modelli, ho fotografato una bellissima ragazza somala, Hamda, ho fotografato la bellissima Poppy Okotcha tre volte, doveva essere solo una sessione ma ho amato la sua energia e il suo spirito quindi alla fine ho fotografato lei con la sua bellissima sorella. Poi ci sono alcune persone che ho trovato su Instagram e ho scattato alcune fotografie e caso una sera a Camden. Quindi è stato un insieme di cose in realtà, al giorno d'oggi internet è un posto fantastico per trovare persone a cui fare foto.

Chi si è occupato dello styling e chi sono i tuoi punti di riferimento per lo styling?
Siamo state io la stylist ed è stato molto importante per me che i brand che ho scelto fosse interessati all'argomento. Ho mandato una mail direttamente a tutti gli stilisti prima di contattare i PR per assicurami che fossero interessati al progetto e ho ricevuto risposte positive! Inoltre amo scattare con abiti di nuovi stilisti e all'interno della mostra ho scattato foto agli abiti di Mark Glasgow, Marie Yat, Amy Crookes e Kate Zelenstova che hanno creato dei pezzi bellissimi ed elaborati!

C'è un tema che vorresti approfondire maggiormente?
Decisamente, ricercare e creare per questa mostra mi ha fatto essere ancor più interessata della rappresentazione del corpo nero nella società contemporanea. Mi ha fatto inoltre pensare maggiormente a quello che posso fare per rendere le percezioni della popolazione nera più positive e le cose fantastiche più conosciute che le persone nere fanno nella società.

Su cosa lavorerai in futuro?
Ci sono molte cose su cui sto lavorando al momento, durante la mostra ci sarà anche l'anteprima delle mie due zine, una chiamata Meninas - che significa "ragazze" in portoghese e una chiamata Strangers. Sono entrambi dei progetti in corso su cui ho lavorato parecchio quindi sono molto eccitata di continuarli e spero di trasformarli in normali zine stampate. Ho inoltre intenzione di lavorare su una serie di ritratti riguardo a persone che guardano Eastenders, quindi se qualcuno guarda Eastenders mi contatti! E magari darò vita anche a quell'agenzia di modelli...

@ronanksm

A Black Body è in mostra dal 17 dicembre al 20 dicembre alla Doomed Gallery di Dalston, Londra.

Crediti


Testo Felicity Kinsella
Foto Ronan McKenzie

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