Storia di un film che ha fatto rizzare i capelli alla critica del Festival del Cinema di Venezia

C'è chi l'ha descritto come "un disumano e violento viaggio di tre ore attraverso l’inferno."

di Douglas Greenwood
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05 settembre 2019, 10:09am

Screenshot dal trailer di The Painted Bird

C’è forse una miglior pubblicità per un film di una vorticosa nube di chiacchiere riguardo la sua prima sul grande schermo? Quando è arrivato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia del 2019, _The Painted Bird_—film drammatico diretto da Václav Marhoul—ha fatto rizzare i capelli alla critica in sala. Ma ha fatto anche di peggio: si dice che metà degli spettatori presenti si siano affrettati verso l'uscita del cinema ben prima che finisse il film, accavallandosi uno sull’altro nel disperato bisogno di scappare da una proiezione troppo cruenta per essere sopportata fino alla fine.

Il film ceco-ucraino è un drammatico resoconto della Seconda Guerra Mondiale in bianco e nero, girato interamente in 35mm per uno straziante totale di quasi tre ore di pellicola. Tratto dall'omonimo romanzo scritto nel 1965 da Jerzy Kosinski, The Painted Bird è una meticolosa evocazione dell'Europa dell’Est a metà Novecento. Adottando il punto di vista di un ragazzino senza nome, nel corso della pellicola vediamo attraverso i suoi occhi le macerie dell’Europa continentale, devastata da anni di conflitti e carestie. Dopo essere stato affidato dai genitori a un’anziana signora, il giovane intraprende una fuga dalle persecuzioni insieme a lei. Presto, però, la donna viene a mancare e lui rimane solo a vagare per le campagne, spostandosi villaggi e fattorie. Nella sua lotta per la sopravvivenza, è esposto all’atroce brutalità messa in atto dai superstiziosi contadini locali e assiste alla violenza inaudita dei soldati russi e tedeschi, efficienti e spietati.

Nella recensione per il Guardian, Xan Brooks (che l’ha descritto “un disumano e violento viaggio di tre ore attraverso l’inferno”) ha preso nota delle reazioni della folla in corrispondenza con i fatti che accadevano sullo schermo. A quanto pare, mentre cercava di scappare dalla sala, un uomo è inciampato ruzzolando giù dalle scale; una “donna ben vestita” ha preso a borsettate il suo vicino di posto per uscire il più in fretta possibile, mentre ben 12 spettatori si accalcavano sulle porte bloccate, pregando di poter uscire.

Il regista di The Painted Bird, invece, lo ha descritto così: "Non è un film di guerra e nemmeno un film sull’Olocausto. A mio vedere, è una storia senza tempo. La lotta tra le tenebre e la luce, tra il bene e il male e tra molti altri opposti. Questa storia ci obbliga a farci numerose domande scomode e a trovare da soli risposte spesso molto dolorose. Instilla dubbi profondi sullo scopo e sul destino della specie Homo sapiens, dubbi tanto dolorosi da farci aggrappare a qualsiasi spiraglio positivo. Solo nelle tenebre possiamo vedere la luce. Almeno, questa è la mia lettura di The Painted Bird. Per me la speranza risplende attraverso tutti gli orrori possibili. Per ogni artista, trattare questi temi è una sfida: quasi una questione di vita o di morte."

Lasciamo voi a giudicare. Intanto, potete iniziare dal trailer qui sotto:

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