Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

massimo giorgetti ci racconta la storia di msgm

In occasione del decimo anniversario del suo brand, Massimo Giorgetti ha parlato agli studenti di Istituto Marangoni Firenze di sostenibilità, creatività e nuovi trend.

Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

Tornabuoni_17 è il progetto che noi di i-D abbiamo organizzato in collaborazione con Istituto Marangoni Firenze per studenti e appassionati di moda. Cinque appuntamenti in tutto, durante i quali ospiti e pubblico hanno la possibilità di conversare e riflettere sulla moda contemporanea. Dopo aver incontrato Efisio Marras e Joan Thiele per parlare del rapporto tra musica e moda, mentre per l'ultimo appuntamento (tenutosi al Museo Marino Marini) abbiamo scelto come ospite Massimo Giorgetti, fondatore e direttore creativo di MSGM, brand made in Italy che festeggia proprio in questo 2019 i dieci anni di attività. Massimo ci ha raccontato questo decennio, cosa l'ha preceduto e ciò che verrà. Riportiamo qui un riassunto della sua storia, inevitabilmente legatissima a quella di MSGM.

Torniamo indietro di qualche anno. Massimo Giorgetti nasce a Longiano, in Emilia Romagna, dove durante l'infanzia trascorre i suoi pomeriggi curiosando nel ricamificio degli zii, specializzato in applicazione di ricami su felpe e t-shirt per diversi brand, come Best Company, El Charro e Iceberg. Ad affascinarlo è la precisione e la dedizione delle ricamatrici che vi lavorano; ben presto viene contagiato dalla passione per il mondo della moda.

Arrivano poi gli anni dei paninari e Massimo divide il suo tempo libero tra uscite con gli amici, assalti alle edicole per accaparrarsi innumerevoli riviste di moda e ancora il ricamificio degli zii. Erano gli anni della skate culture, dell'underground che inizia a prendere piede anche in Italia, così, finiti gli studi nel 1997, Giorgetti decide di unire la passione per la moda a quella per i nuovi trend, e trova così lavoro in un negozio di abbigliamento, che più di un’occupazione a tempo pieno diventa ben presto una vera e propria scuola. Proprio questo lavoro, infatti, gli permette di entrare in contatto e toccare con mano abiti disegnati da Tom Ford per Gucci negli anni d’oro, creazioni di Helmut Lang, Dries Van Noten, Prada.

Agli inizi del 2000 il gusto e l'intuito di Massimo gli permettono di farsi notare da varie aziende di moda romagnole per le quali inzia a fare delle vere e proprie cosulenze stilistiche. Nel 2008 inizia a frequentare la città di cui tornerà spesso a parlare nei sui capi, Milano, ritrovandosi spesso in contatto con giornalisti di punta e insider del settore. Incontra Riccardo Grassi, che lo sprona a lancoare un suo progetto personale. Massimo quindi presenta la sua idea a varie manifatture italiane e trova nel gruppo Paoloni i soci coi quale dare vita MSGM, che diventerà fondamento della cultura streetwear milanese attraverso un'estetica basata sul mix-and-match di capi classici e bon ton, abbinati a felpe ricamate e jeans strappati.

Forte della consapevolezza di poter produrre capi d'ottima fattura, Massimo prende coraggio e si presenta in negozio da Antonia, storica boutique milanese sempre più aperta nell'ultimo decennio ai brand streetwear di lusso, e chiede di poter presentare la sua prima collezione proprio all'interno della boutique durante la fashion week uomo. La titolare decide di accettare la proposta non proprio canonica, svuota la boutique per una giornata e allestisce lo spazio con i capi di MSGM ed un artista coinvolto da Massimo che li personalizza dal vivo con strappi e pittura davanti a buyer e giornalisti. Questo è il momento che segna l’inizio del successo di Massimo come designer e di MSGM come brand. Da quell'episodio, Massimo viene messo a confronto con la sfida di dover creare una collezione completa in pochissimo tempo in vista della fashion week donna. Lui accetta la sfida e si trasferisce ad Appignano, per potersi dedicare full-time a questo suo progetto.

Oggi Massimo sogna un mondo sostenibile, dove la moda possa essere alla portata di tutti. Questi sogni si riflettono nelle sue collezioni, che lui stesso definisce un incidente tra moda italiana e cultura streetwear. MSGM è un invito rivolto a tutti a perseguire i propri istinti e alimentare il proprio talento. Mentre siamo al Museo Marino Marini assieme all'Istituto Marangoni di Firenze, chiede esplicitamente a tutti i ragazzi di non adeguarsi agli standard imposti, ma di seguire il proprio 'io' in modo da essere sempre e inequivocabilmente autentici. Gli ingredienti per il successo secondo Massimo? Talento, dedizione e anche un po’ di faccia tosta.

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Se ti interessa sapere chi c'era come ospite all'edizione precedente, c'è un articolo che parla proprio di quello:

Crediti

Fotografia di Rosario Rex Di Salvo
Testo di Gloria Bertuzzi

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