Photography Craig McDean, Styling Edward Enninful, Hair Eugene for Trevor Sorbie, Make-up Pat McGrath. The Performance Issue, No. 147, December 1995

"ho capito subito di aver trovato il lavoro dei sogni"—pat mcgrath sulla sua carriera

Ci siamo fatti raccontare dalla "madre del make-up" come ha fatto a raggiungere il tanto meritato successo.

di Shannon Peter; traduzione di Gaia Caccianiga
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19 aprile 2019, 12:57pm

Photography Craig McDean, Styling Edward Enninful, Hair Eugene for Trevor Sorbie, Make-up Pat McGrath. The Performance Issue, No. 147, December 1995

Un motivo c’è se Pat McGrath viene chiamata "La Madre del Make-Up." Dai suoi pazzeschi look da sfilata, alle sue celebri creazioni per editoriali e campagne, ha dato vita ad alcuni dei più iconici trend beauty dei nostri tempi. È anche riuscita a guadagnarsi un enorme seguito. I fan di Pat -- o ‘children’ -- dichiarano di continuo l’amore per la loro “mamma” online, e commentano e copiano i suoi look su Instagram. Fanno code di ore solo per vederla di sfuggita quando lancia qualche nuovo prodotto da Sephora.

Ma Pat non è diventata madre tramite Immacolata concezione: ha lavorato duramente per arrivare al top nel mondo della moda. Ha coltivato sin dagli inizi rapporti con nomi del calibro di Steven Meisel e dell’allora Fashion Director di i-D Edward Enninful, Pat ha collaborato a lungo con il nostro magazine ed è stata anche beauty director, ha anche truccato tutte le più grandi star, da Naomi Campbell a Björk. Ha vinto l’Isabella Blow Award ai Fashion Awards del 2017 per il suo inestimabile contributo al mondo del beauty e della moda, ed è stata la prima make-up artist a ricevere il prestigioso Founder’s Award del CFDA nello stesso anno. Ah è la Regina l’ha nominata MBE nel 2014.

Ora, per il suo ritorno nel Regno Unito, Selfridges le ha riservato un apposito spazio e ha dedicato a lei tutte le sue 24 vetrine, per far conoscere ai clienti il suo mondo beauty opulento e glamour. "A Technical Odyssey Directed by Pat McGrath", o "The Mothership" come preferisce chiamarlo Pat, è il primo spazio interamente dedicato alla sua linea di make-up, Pat McGrath Labs, su suolo britannico.

Courtesy of Selfridges
A Technical Odyssey Directed by Pat McGrath. Courtesy of Pat McGrath Labs.

Dopo averci fatto da guida nel tour dello spazio, Pat ha raccontato a i-D come ha fatto a diventare l’icona del beauty che è oggi.

Raccontaci di quando eri piccola e del tuo rapporto che avevi con il mondo beauty. Sei sempre stata attratta da questo settore?
Sì e no. Per fortuna mia mamma era interessata. Amava truccarsi e le sue ossessioni per il beauty sono diventate poi le mie. La mia prima skincare routine era fatta da lozioni che avevo creato a casa. Uno dei miei eroi d’infanzia era la signora della Avon. È stata la prima make-up artist e imprenditrice che ho visto. Da lì ho capito che nel mondo del beauty c’era posto per le donne come me, appassionate di make-up e che volevano fare carriera.

Quando hai capito di voler diventare una make-up artist?
Quando ho iniziato a studiare moda all’università, andavo per locali a Londra e mi inbucavo alle sfilate di pret-a-porter a Parigi. È così che ho incontrato Caron Wheeler, la lead singer dei leggendari Soul II Soul. Mi ha chiesto di truccarla durante il loro tour in Giappone. Lì ho capito di avere trovato il lavoro dei miei sogni.

Hai lavorato con alcuni dei nomi più importanti della creatività, ma crescendo chi sono stati i tuoi idoli?
David Bowie, Marc Bolan, Debbie Harry, Pat Cleveland, Donyale Luna, Jerry Hall, Antonio Lopez, Andy Warhol -- avevo molti idoli! Amavo la moda, l’arte, il cinema e la musica e come tutte queste cose possono fondersi dando vita a un’esplosione di colori e di ispirazione creativa.

Quali sono i film e gli artisti che ti hanno ispirata di più?
J’adore l’età d’oro di Hollywood — Greta Garbo, Marlene Dietrich, Bette Davis, Marilyn Monroe. Sono totalmente affascinata dalle opere di Guy Bourdin, Helmut Newton, Roger Corbeau, Man Ray, Brassai, Lartigue, Sarah Moon, Cindy Sherman e Steven Meisel. La prima volta che ho visto Leigh Bowery sono rimasta paralizzata dal suo genio creativo. Dal teatro kabuki al cabaret della Berlino anni ‘30, dal burlesque alla ball culture -- adoro!

Qual è stata la tua grande svolta nel mondo del beauty?
Fare la make-up artist nel mondo della musica è stato un punto di svolta fondamentale, come lo è stato l’incontro con la donna che mi ha portato fortuna, la top model Amber Valletta. L’ho conosciuta nel 1993 durante uno shooting per Glamour Francia con Craig McDean -- era la mia prima grande copertina. Poi Amber ha parlato di me a Steven Meisel, che era già una leggenda, e con le sue foto da ragazzina avevo tappezzato tutta la mia cameretta. Il 1996 è stato un altro anno importante, sono stata chiamata a New York per un editoriale di couture scattato proprio da Steven Meisel.

Com’è il tuo processo creativo?
Uso lo stesso approccio di tutti i grandi couturier, i veri maestri con cui ho avuto la fortuna di lavorare negli ultimi due decenni e mezzo. Bozzetti. Tele. Rifiuti. Revisioni. E alla fine la perfezione. L’obiettivo è sempre l’eccellenza.

Quando sei più creativa?
Quando sono nel backstage, è impossibile non rimanere intrappolati nella passione, nella creatività e nella spontaneità, nel divertimento. È anche molto stimolante; sono così presa che non mi accorgo delle ore che passano. Poi amo il Metropolitan Museum e il Louvre.

Quando stacchi?
Sono sempre molto presa, quindi ogni volta che riesco a tornare a casa, diciamo alle 22, cerco di rilassarmi con un bel bagno.

Qual è il miglior consiglio che ti hanno mai dato?
Non prendere niente sul personale.

E quale consiglio vorresti dare a chi cerca di diventare make-up artist?
Cerca di rimanere sempre fedele alla tua visione -- sii te stesso e insegui i tuoi sogni senza paura. Agli inizi della mia carriera, ero totalmente incapace di essere chiunque tranne me stessa. Sono sempre stata affascinata dal make-up e dalla creatività in qualsiasi sua forma; hanno alimentato la mia voglia di creare. Mi sento così fortunata perché il mio amore per il make up mi ha permesso di incontrare i creativi più straordinari, e so che è perché ho seguitoi miei sogni e non potevo essere nessuno se non me stessa.

Ti hanno soprannominata la ‘Madre del Make-up’, ma quali sono i make-up artist emergenti che ti colpiscono ora?
Ce ne sono così tanti, e sono fortunata ad avere così tante future icone che lavorano con me su #teampatmcgrath. Voglio creare un incubatore per nuovi make-up artist e anche per giovani creativi in altri campi.

Parliamo di Pat McGrath Labs. Quando ti è venuta l’idea del brand la prima volta?
Ho avuto la fortuna di collaborare con Armani nel lancio della sua linea di prodotti di bellezza e sono stata direttore creativo del settore beauty di Procter & Gamble, supervisionando alcuni dei loro più grandi marchi, ma non mi sembrava mai il momento giusto per lanciare il mio brand. Poi nella primavera del 2015, stavo lavorando in un laboratorio privato quando in qualche modo sono riuscita a creare il più bel pigmento d'oro che avessi mai visto. Ancora oggi ricordo l’emozione nel nasconderlo nella mia borsetta e di uscire per telefonare all mio team di New York per dire, “Iniziamo!” Io e il mio personale veramente ridotto abbiamo lanciato Pat McGrath Labs il 30 settembre ai Jardin des Tuileries a Parigi -- Gold 001 è andato sold out in pochi minuti, e così tutto è cambiato.

Qual è era la tua missione originale?
Questi sono i prodotti che ho utilizzato veramente in ogni shooting, in ogni backstage e in ogni location. Sto rivelando i miei segreti, apro la mia cassaforte e svelo i miei tesori nascosti. Sono per tutti gli appassionati di make-up, che sia estramamente minimal, ‘no-make-up’ make-up o look esagerati da couture, queste formule sono la storia del beauty, la mia storia del beauty. Passato, presente e futuro, tutti a completa disposizione dei fan del trucco.

E ora sei arrivata da Selfridges, con A Technical Odyssey Directed by Pat McGrath. Cosa speri di riuscire a ottenere con questa collaborazione?
È un vero onore portare la mia visione in vita nelle 24 vetrine di questo iconico grande magazzino. Per festeggiare il mio ritorno in Gran Bretagna, ho portato in vita mia fantasia digitale che parla dell'ossessione, dell'ispirazione e della dipendenza che io e i miei amici appassionati di bellezza proviamo ogni volta che guardiamo i trucchi. È l’occasione perfetta per condividere i miei segreti, per aprire le mie 87 valigie e svelare i miei consigli, i miei trucchetti e le tecniche che si celano dietro ogni look che ho creato.

Cosa c’è nel futuro di Pat McGrath?
La mamma non svela mai i suoi segreti finchè non arriva il momento giusto, ma qualcosa bolle in pentola…

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK