Blazer Calvin Klein 205W39NYC. Camicia Gucci. Kilt dall'archivio dell'HBA museum primavera/estate 17. Cravatta Charvet. Cintura Underground. Orecchino Ambush.

da studentessa di biochimica a musa di miuccia prada, anok yai è la modella dell'anno

"Voglio essere un modello per tutte le ragazze di colore che sognano di fare questo lavoro", ci ha confessato.

di Lynette Nylander; foto di angelo pennetta
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07 novembre 2018, 6:00am

Blazer Calvin Klein 205W39NYC. Camicia Gucci. Kilt dall'archivio dell'HBA museum primavera/estate 17. Cravatta Charvet. Cintura Underground. Orecchino Ambush.

Questo articolo è originariamente apparso in versione cartacea sul numero 354 di i-D, The Superstar Issue, inverno 2018.

Quando vedo Anok Yai entrare nella hall del Soho Grand Hotel di New York, indossa jeans e scarpe da ginnastica. Nonostante la scarsa illuminazione del locale e il suo look volutamente poco appariscente, la bellezza di Anok è impossibile da ignorare. La sua pelle è luminosa, i suoi occhi hanno un perfetto taglio a mandorla, e credo che senza tacchi sia alta quasi un metro e 80. Si rannicchia sul divano e ordina un'acqua frizzante, e inizia a chiacchierare. Mi parla della sua playlist su Spotify, (è una fan di NAO e Weeknd, confessa subito), della sua prima volta fuori dagli Stati Uniti (a Milano, aprire la sfilata di Prada), e della sua voglia di godersi la vita notturna newyorkese ("Ho provato a farmi qualche serata quando mi sono trasferita qui, ma lavoro sempre," dice un po' sconsolata). Ha appena festeggiato il suo primo anno nell'industria della moda, ma Anok ha già battuto tutti i record del settore, ottenendo un ambito contratto beauty e diventando il volto preferito di una certa Miuccia Prada. Quando chiedo se la sua borsa a tracolla in nylon Pocono è un regalo del brand, scoppia a ridere e mi dice: "No, l'ho comprata io! Chissà che presto non cominceranno, però!". Anok è rilassata e per niente altezzosa, nonostante il suo status di top model nuovo di zecca.

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Cappotto Beautiful People. Blazer Rohk. Abito Chanel. Camicia Christopher Kane. Cravatta Charvet. Cintura Underground. Calze Off-White c/o Virgil Abloh.

Di radici sudanesi, Anok è nata in Egitto nel 1997 ed è cresciuta nel New Hampshire, in Gran Bretagna, dove la sua famiglia si è trasferita dopo la fuga dal genocidio del Sudan. Il primo incontro che ha avuto con l'industria della moda risale all'infanzia, quando guardava America's Next Top Model insieme alla sorella. Questo programma televisivo la affascinava, ma a farle capire che avrebbe voluto diventare lei stessa una modella ci ha pensato Naomi Campbell, di cui guardava tutte le passerelle d'archivio su YouTube. "Vedere la sua energia e il successo che ha avuto mi hanno ispirato," ricorda. Una carriera nella moda le sarebbe piaciuta, insomma, ma per qualche anno ha dovuto tenere a freno i suoi sogni. "Quando la mia famiglia è arrivata in America, i miei genitori lavoravano 16 ore al giorno per poterci mandare a scuola. Sapevo di dover fare altrettanto," spiega. "Eravamo poveri. Per un po' abbiamo vissuto in una casa popolare, poi siamo riusciti a trovarci un appartamento tutto nostro." E così una timida Anok continuava a seppellire la testa nei libri, scegliendo di studiare biochimica all'università di Plymouth State e coronando così il sogno del padre di vederla un giorno diventare medico. "Mi ripeteva ogni giorno che sarebbe stato quello il mio futuro," ammette. "Quando andavo all'asilo, la sera mi faceva leggere il dizionario. Mi portava test di grammatica, manuali scolastici di matematica, inglese e scienze."

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Giacca MCM. Blazer Neil Barrett. Camicia JW Anderson. Gonna Christopher Kane. Cravatta Charvet. Braccialetto e anelli dall'archivio della modela. Anello GMBH. Scarpe Junya Watanabe x Buffalo.

Ma il destino aveva altri piani per Anok, e all'annuale concerto di benvenuto alla Howard University di Washington, il suo futuro è cambiato per sempre. Anok è stata notata dal fotografo di streetstyle Steve Hall, che dopo averle scattato una fotografia l'ha condivisa sul suo account Instagram con la didascalia "Ho appena scoperto una gemma rara". "Mentre mi fotografava ha detto: 'credo proprio che questa diventerà virale'", ricorda Anok. "Dopo qualche ora mi sono dimenticata di averlo incontrato. Gli avevo giusto girato il mio contatto, poi la mia giornata è continuata come se nulla fosse." La sera successiva, però, il suo telefono ha iniziato a "esplodere" per le troppe notifiche. "Avevo 100 follower, e improvvisamente sono passata a 30.000. Il giorno dopo erano 80.000! Poi ho iniziato a ricevere chiamate dalle agenzie". Tra loro c'era il presidente della NEXT Model Management, Kyle Hagler, che aveva visto la foto di Hall su consiglio di un amico. "Sapevo solo che dovevo incontrarla e farle firmare un contratto con noi", ricorda Kyle. "Quando l'ho incontrata di persona mi sono intestardita ancora di più a volerla nella nostra agenzia, grazie la sua storia e il suo viaggio personale, la sua determinazione e la sua personalità contagiosa. Nella moda vendiamo bellezza e stile, ma quello che davvero proponiamo al mondo è l'idea e l'importanza di realizzarsi e capirsi. Anok rappresenta tutto questo, e molto altro ancora".

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Cappotto Stone Island. Blazer e gonna Louis Vuitton resort 19. Camicia Paul Smith. Cravatta Charvet. Anello GMBH.

Dopo la firma con NEXT, la carriera di Anok è decollata in un millisecondo. Meno di sei mesi dopo aveva un'esclusiva mondiale con Prada e ha scritto un nuovo capitolo nella storia della moda, diventando la seconda modella di colore di sempre ad aprire una sfilata Prada. "Quando mi hanno detto che avrei aperto io la passerella, io e mia sorella abbiamo iniziato a urlare", dice ridendo. "Pensavamo che fossero pazzi, e io ero così orgogliosa di me. Inizialmente avevo pensato di fare la modella per sei mesi e poi tornare all'università". Quel momento, però, è una pietra miliare non solo della sua vita, ma dell'industria stessa. Prada è un brand che in passato ha ricevuto diverse critiche per la mancanza di diversità delle sue sfilate: nessuna modella di colore ha fatto parte del team prada tra Naomi Campbell (1997) e Jourdan Dunn (2008). La diversità del settore è qualcosa per cui Anok vuole combatttere. "Voglio essere un modello, voglio che la bellezza delle ragazze di colore diventi una cosa di tutti i giorni. Non voglio essere ultraterrena, voglio essere la norma."

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Top e camicia Stüssy. Kilt Sacai. Cravatta Charvet.

Quest'anno è diventata ambasciatrice di Estée Lauder—ambito risultato che nell'industria beauty equivale a una medaglia d'oro—e ora vuole continuare a darsi da fare per quello in cui crede. "È un onore per me essere una donna di colore che rappresenta un marchio così iconico, da decenni ai vertici del settore", commenta Anok. Il suo volto si aggiunge a quello di altre top model come Gigi Hadid, Karlie Kloss e Kendall Jenner, ma è stata l'opportunità di lavorare con la portoricana Joan Smalls che l'ha davvero ispirata. "Vederla nel team di Estée Lauder mi ha davvero fatto pensare, e sapere che oggi lavoriamo insieme è surreale."

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Cappotto The Kooples. Blazer Stella McCartney. Camicia Paul Smith. Cravatta Hermès.

Dopo aver sospeso temporaneamente gli studi, Anok si è trasferita a New York City e ora sta cercando di adattarsi al suo nuovo stile di vita, tra voli in giro per il mondo per i magazine di moda e agende fittissime durante le Fashion Week. Il mese scorso, ad esempio, ha sfilato per sedici brand, tra cui Prada, Miu Miu, Saint Laurent, Chanel e Louis Vuitton. "Sono così stanca in questi giorni, esco a malapena!", dice sospirando quando pensa al jet lag. "Non ho nemmeno avuto il tempo di arredare il mio appartamento". Insieme ad altre due modelle e i-D cover star, Adut Akech e Adesuwa Aighewi, Anok fa parte di una nuova ondata di supermodelle che promuovono una rappresentazione della bellezza più diversificata nel settore della moda. "La mia pelle è molto più scura di quella di una modella classica, e spero che lavorare con Estée Lauder e Prada faccia capire anche ad altri brand che anche le tonalità più scure sono altrettanto belle", dice. "Prima di iniziare la mia carriera di modella non mi ero praticamente mai allontanata dal New England, ma ora ho l'opportunità di rappresentare un nuovo tipo di bellezza. Ci sono così tante ragazze e ragazzi che non si sentono accettati dalla società perché non si vedono rappresentati dai media mainstream. Voglio mostrare alle persone che la loro pelle scura è bellissima".

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Blazer Chloé. Felpa e gonne Mango. Camicia Gucci. Cravatta Charvet. Cinture Underground.
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Cardigan e top Miu Miu. Camicia Gucci. Kilt Christopher Kane. Cravatta Hermès. Cinture Underground. Anello GMBH.
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Tutti abiti Hugo.
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Giacca e felpa Junya Watanabe. Camicia Gucci. Cravatta Charvet. Kilt Christopher Kane resort 19. Cintura Underground.
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Blazer Calvin Klein 205W39NYC. Camicia Gucci. Kilt dall'archivio dell'HBA museum primavera/estate 17. Cravatta Charvet. Cintura Underground. Orecchino Ambush.

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Che sulla copertina del nostro Superstar Issue c'è Timothée Chalamet ormai è cosa nota, ma nel caso non aveste ancora letto l'intervista completa, eccola qui:

Crediti


Fotografia di Angelo Pennetta
Moda di Carlos Nazario

Capelli Cyndia Harvey per Streeters. Trucco Susie Sobol per Julian Watson Agency. Tecnico Unghie Anatole Rainey per Premier. Assistenti alla Fotografia Jack Day e Pablo Freda. Assistente allo Styling Alain Lucas. Assistente Capelli Pal Berdahl. Assistenti trucco Shannon Rodriguez e Marijana Zivanovic. Produzione Yulia Meldzikhova per Art Partner. Casintg Midland Agency. Modella Anok Yai per Next.