a cuore aperto (e sottacqua) con michèle lamy

Artista, sciamana, imprenditrice, donna e sirena: storia del nostro incontro con Michèle Lamy, quando ci ha raccontato tutta la poesia della sua storia d'amore con Rick Owens.

di Gloria Maria Cappelletti; traduzione di Atsuko Nishiyama, e Giulia Fornetti
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02 novembre 2018, 11:26am

Questa intervista è stata fatta dalla nostra Editor At Large Gloriamaria Cappelletti per il numero di i-D Giappone The Female Gaze Issue.

Quando mi è stato chiesto di intervistare Michèle Lamy e scrivere un articolo su di lei per il numero di i-D Japan The Female Gaze Issue, non ho avuto un solo attimo di esitazione. Ho immediatamente detto sì. Subito dopo, mi sono immaginata in crisi davanti alla tastiera, alla disperata ricerca delle parole giuste per cercare di non cadere nei classici stereotipi. Su Michèle è stato già scritto tanto, visto che nella sua grande generosità ha sempre concesso molte interviste. Dei suoi studi di giurisprudenza e del suo lavoro come spogliarellista quando dominava la scena underground di Los Angeles negli anni '90 sappiamo già tutto. Più tardi, Michèle ha creato una linea di abbigliamento chiamata Lamy e ha assunto Rick Owens, che diventerà poi suo socio in affari e, infine, il suo compagno e marito. Anche del suo ristorante Les Deux Cafes sorto in un parcheggio di Hollywood Boulevard, delle sue performance e dei suoi progetti artistici indipendenti come Bargenale, Lavascar e Lamyland x Selfridges sappiamo già tutto. Eppure, cercare di definire questa creativa rivoluzionaria e imprenditrice francese resta impossibile, e forse non sarebbe né giusto, né rispettoso. Davanti all’impresa ambiziosa di incontrare per una Skype-call questa figura magnetica, con dall’energia così intensa e positiva, mi sono profondamente emozionata.

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Allora, com'è andato lo shooting con Rosie Marks che avete realizzato per questa intervista?
Lei è senza dubbio una fotografa a cui ispirarsi, anche se ha solo 25 anni. Abbiamo scattato a Londra, dove ho soggiornato all’hotel Café Royal, che accanto alla spa ha una splendida piscina. Abbiamo avuto questo spazio per tutto il tempo che volevamo,. Poi lei mi ha detto di voler usare la camera subacquea, così siamo entrate in piscina, ma sott’acqua l’unica cosa che vedevo era il flash, quindi le immagini saranno una sorpresa anche per me!

L’acqua è un elemento così fertile, è perfetto per The Female Gaze Issue.
Sì, siamo tutte donne in questa storia, io, la fotografa, tu e tutto il numero di i-D è stato fatto da donne, per donne. È emozionante. Ed è il motivo per cui ho voluto partecipare a questa storia.

Tu sei stata in grado di creare un microcosmo che riflette diversi interessi: moda, cucina, arti visive, performance, boxe e molto altro. Quello che vedo io, più di ogni cosa, è una famiglia intima, una comunità estesa e la celebrazione della vita. Possiamo definire in un certo senso il tuo lavoro come una forma contemporanea di sciamanesimo?
Lo sciamanesimo è un modo carino per dirlo. Davanti a una lista delle cose che faccio, penso che uno psichiatra mi darebbe della schizofrenica, ma sciamano è decisamente un modo più carino di concepire il tutto.

Mi sembra che tu abbia un’enorme energia, hai il dono di riuscire a connettere e unire molte persone e molti interessi diversi nella tua vita. È una capacità unica e preziosa. Penso che sia una sorta di female power multidimensionale.
Dopo tutti questi anni, molte persone mi hanno detto che trasmetto molta energia, ma per me è curiosità, è voglia di intrattenersi con le persone, è la seduzione che provo quando sto con gli altri. Il modo giusto per fare le cose, è farle con altre persone. Io non sono una madre tradizionale e non concepisco la famiglia in modo tradizionale, ma in qualche modo so essere madre del mondo. Penso che tutti noi apparteniamo a delle tribù. L’idea della tribù che si sposta e fa cose è interessante. E così, ovunque tu vada, farai cose diverse. Passi da una cosa all’altra, ma nella mia concezione c’è una continuità. Quando l’energia scorre, le cose accadono. Io non sono brava a pianificare in anticipo. Di solito, vado in un posto e incontro le persone. Creiamo idee, abbiamo voglia di lavorare insieme e così nasce tutto. Mi lascio trasportare.


Mentre parliamo, mi immagino Michèle che si lascia trasportare come la dea del mare. Ha i capelli lunghi e lucenti, e nella mia mente è una splendida creatura acquatica con la coda. Gli abiti di Rick Owens che indossa rievocano questa immagine, sono più stretti sulle gambe e creano una figura che ricorda quella di una sirena guerriera. Quando si trova sulla terraferma, Michèle visita posti e fa cose. È instancabile, non si ferma mai, come le onde del mare. Ricordo che tre anni fa, nel 2015, Michèle fu ritratta come una creatura delle profondità dell’oceano, il diavolo nero, una creatura acquatica con una luce sulla fronte che vive negli abissi. Succedeva nel video di FKA twigs M3LL155X. Nel videoclip, la cantante diresse Michèle nel ruolo di creatura degli abissi, con un’antenna luminosa sul capo, come un terzo occhio sempre acceso, fino a quando non diede vita a miracoloso feto 3D, emerso dalla bocca della creatura.


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Lo scorso anno ho visto il tuo ring di boxe a Bargenale, per la Biennale di Venezia. Era posizionato proprio di fronte all’oceano, una location interessante e inaspettata per un incontro di pugilato. Più recentemente, hai realizzato un progetto su questo sport anche a Londra, com’è andata?
Adoro la boxe. L'ho praticata per 35 anni, ed è uno sport fantastico. In quell’occasione, all’interno di Selfridges ho creato un’intera palestra di boxe per la comunità locale, con un programma di esibizioni aperto al pubblico. In passato il pugilato era considerata una cosa da uomini, ma oggi è anche una cosa da donne. Sono le donne che hanno dovuto cambiare le cose per competere contro gli uomini nella boxe, non il contrario. La boxe è metafora di un’ideale. È come una danza. Per me non è solo combattimento, è un modo fantastico per allenarmi e per osservare. Sul ring guardi l’avversario dritto negli occhi. La boxe è anche un modo per salvare ragazzi e ragazze dalla strada, è un modo per farli sentire orgogliosi e insegnare loro le regole del combattimento. È più di uno sport. È un’arte nobile e una disciplina per gentiluomini, e anche per gentildonne.

Mi piacerebbe moltissimo vederti sul ring. Sono sicura che hai una forte disciplina e uno stile tutto tuo.
Penso di avere più stile che forza nei calci (ride). La boxe mi dà gioia. Mi fa sentire forte. È una danza attorno a un’altra persona, ti guardi negli occhi, trovi il momento giusto e iniziano i colpi. E poi i ragazzi non sono niente male!

Capisco perfettamente. Quando ero ragazzina, ho praticato la boxe francese Savate per qualche anno, ma solo perché i ragazzi in palestra erano davvero sexy (ora ridiamo entrambe)!


Ripenso all’acqua, e al ritmo dell’onde nell’oceano. Immagino Michèle sul ring, mentre danza con movimenti fluidi, e trova il suo ritmo. La boxe può essere una grande metafora della vita, e il ritmo fluido che noi tutti cerchiamo è il battito del nostro cuore. Il ritmo della vita. Michèle ha un senso del ritmo incredibile. Ho dimenticato di dire che è anche una straordinaria cantante, si è esibita con Zebra Katz e A$AP Rocky per citare solo alcune delle sue collaborazioni nell’industria musicale.

Il destino di Michèle è ricco di energia positiva, desiderio e amore, quindi la mia ultima domanda sarà sull’amore potente e selvaggio, che si traduce nel suo rapporto con Rick Owens. Loro sono sicuramente una delle coppie più straordinarie e iconiche della moda, e soprattutto sono una coppia reale.


Da quanto tempo stai con Rick Owens, e qual è stata la prima cosa che hai pensato quando l’hai visto? È stato amore a prima vista?
Dunque, era il 1990, io avevo la mia azienda in centro a Los Angeles e volevo creare una collezione maschile. Il mio collaboratore dell’epoca, che si chiamava Rick anche lui, conosceva un bravissimo artista e pattern maker che sarebbe stato perfetto per il lavoro, e quell’artista era proprio Rick Owens. Ci siamo incontrati a Little Tokyo a Los Angeles per un colloquio. Ricordo che indossava qualcosa tipo una bandana con dei teschi e aveva quel look un po’ Mex-Tex, per via delle origini indo-messicane della madre, e sembrava interessante. L’ho assunto, anche se poi ho dovuto licenziare l’altro Rick. È stata una tragedia, ma siamo finiti a ballare e bere insieme.

Forse è stato amore a prima vista, ma quante possibilità c’erano (ride)? Quante possibilità c’erano che saremmo rimasti insieme per 27 anni? Abbiamo iniziato lavorando insieme in fabbrica. Sapevo che lui non capiva una parola di quello che dicevo, ma avevamo davvero tante cose in comune, e in qualche modo ci capivamo lo stesso. Un giorno sono dovuta andare in Francia, ci sarei andata da sola, ma lui mi disse che anche doveva andare a Parigi e che ci saremmo incontrati lì. Mi ha detto che andava alla ricerca di tessuti, o qualcosa del genere. Così, è venuto a Parigi e abbiamo fatto qualche incontro di lavoro insieme. Il giorno dopo sarei dovuta andare a New York, mentre lui doveva tornare a Los Angeles. Quell’ultima sera stavo aspettando un’amica, quando sento Bang! Bang! Bang!, mentre qualcuno bussava fortissimo alla mia porta in Place des Vosges. Ho aperto ed era Rick Owens, ubriaco. E lì è stato tipo Boom! Mi ha detto: 'Io ho una cotta per te e tu hai una cotta per me!'

Ecco, ci siamo incontrati così.

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Si è parlato molto, negli ultimi due anni circa, del female gaze. Personalmente, non credo che le donne dovrebbero essere definite uguali agli uomini. Penso che le donne dovrebbero essere rispettate e onorate per le loro differenze. Il punto non è che siamo tutti uguali. Il punto è che siamo diversi ma meritiamo lo stesso rispetto e la stessa celebrazione per questo. Cosa ne pensi?
Sono d’accordo, le donne non sono uguali, ma diverse. Perché dovremmo desiderare di essere uguali a qualcosa? Un'uguaglianza totale è impossibile anche solo da concepire, ma ciò non toglie che questo concetto andrebbe applicato comunque in politica. Abbiamo bisogno di diversità tra i presidenti, ci dovrebbe essere alternanza tra uomini e donne. Ecco, è in contesti come questo che dobbiamo mirare all'uguaglianza, al massimo.

Gli uomini hanno creato questa differenza perché hanno paura delle donne. Penso che gli uomini si stiano aggrappando alla loro ultima opportunità. Un nuovo modo di pensare deve iniziare con i bambini e le giovani generazioni. C’è ancora molto da fare, ci stiamo muovendo a piccoli passi, ma oggi abbiamo la possibilità di dimostrare che possiamo fare più cose e cose più interessanti. Ora è il momento di celebrare la nostra differenza e il cambiamento. Per esempio il cambio di sesso è molto importante. Dovremmo concepire e abbracciare un insieme di possibilità di generi diversi e rispettarli tutti.


Michèle è un vero spirito indipendente. Sostiene con forza e orgoglio l’affermazione di sé e la diversità di ognuno. Il suo female gaze è cristallino ed estremamente tagliente.


Uno dei temi più sensibili all’interno del concetto di female gaze è la maternità, anche se essere madre non dovrebbe necessariamente definire l’essere donna. Ciononostante essere una madre è un’esperienza che cambia la vita. In che modo diventare madre ha cambiato la tua vita? O ancora, la tua idea di vita è cambiata da quando è nata tua figlia, Scarlett?
Nel momento in cui diventi madre hai una responsabilità, quindi sì, ha cambiato la mia vita. Ora la vedo in prospettiva. È stato molto naturale per me, volevo essere madre e non mi interessava chi fosse il padre. Lui stava in California, ma io volevo la bambina tutta per me. Ora mi rendo conto che mia figlia ha sofferto quando la famiglia si è distrutta. Per fortuna, ora lei ha trovato la sua strada, è un’artista ora. Ma nonostante tutto, il senso di responsabilità rimane sempre.

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La Michèle artista e performer, raccontata attraverso le parole della nostra collaboratrice Federica Tattoli:

Crediti


Fotografia di Rosie Marks
Capelli Akiko Kawasaki
Make-up Michelle Dacillo
Location Hotel Café Royal
Michèle Lamy indossa tutti abiti dal suo archivio personale.