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la versione polacca di 'black mirror' potrebbe essere meglio dell'originale

Altrettanto inquietante, si può guardare tutta su YouTube.

di Richard Greenhill
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03 aprile 2018, 2:17pm

Grazie al suo mix di tecnologie distopiche e pessimismo al limite della paranoia, la quarta stagione di Black Mirrorche i nostri colleghi di Motherboard hanno recensito e analizzato come si deve appena uscita—è arrivata in Italia giusto in tempo per rovinare l'atmosfera felice e spensierata delle vacanze natalizie. L'ultima creazione di Charlie Brooker ha presentato al pubblico un'ottimo ventaglio di personaggi principali femminili, furgoncini della pizza automatizzati che sono poi diventati realtà e un bel po' di riferimenti nascosti alla cultura pop (li trovate tutti spiegati in questo altro articolo). Ma forse anche voi siete stati un po' delusi da questa nuova stagione e dal modo in cui in quasi ogni puntata saltano fuori impianti neurali come strutture narrative. O magari non vedete l'ora che esca la quinta stagione. In entrambi i casi, se Black Mirror vi manca e non sapete come gestire la cosa, una soluzione c'è eccome: la versione polacca e sottotitolata in inglese, pronta per essere divorata—ehm, guardata—su YouTube.

In Polonia, il Black Mirror originale prende il titolo di Czarne lustro, così per differenziare la versione in lingua polacca è stato scelto il nome Czarne lusterko, cioè Piccolo Black Mirror. Questa rielaborazione affronta molti dei temi simbolo dell'originale, mettendo al centro di ogni episodio relazioni sociali, tecnologia e cupi colpi di scena. Anche la colonna sonora è simile, con la presenza di alcune canzoni ricorrenti in ogni stagione della versione di Brooker.

Czarne lusterko è una produzione ufficiale del dipartimento polacco di Neflix, realizzata dopo che la direzione centrale della piattaforma in streaming ha collaborato con il team social dell'Est Europa alla creazione di brevi corti ispirati alle fosche atmosfere di Black Mirror. La direzione del progetto è stata affidata a Jacek Ambrosiewicz, che ha deciso poi di affidarne la realizzazione a una serie di YouTuber e creativi polacchi conosciuti per i loro contenuti di qualità sui social media. Il risultato è costituito da quattro episodi di diversa durata, disponibili sia su Netflix Polonia, sia su YouTube.

Krzysztof Gonciarz, blogger di viaggi e manager di un'agenzia media, ha lavorato a The Breakup , episodio in cui realtà e finzione perdono i loro contorni definiti e che analizza il modo in cui i vlogger possono manipolare e influenzare le emozioni degli spettatori. Il comico Martin Stankiewicz ha invece diretto The Sum of Happiness, puntata che critica la diffusione e l'uso delle app legate al fitness. Il team dell'emittente televisiva emce kwadrat ha invece sviluppato 69.90, raccontando la solitudine nel complesso mondo del gaming. Infine, GF Darwin, studio di web series, ha creato il drammatico ed eticamente complesso episodio 1%.

Ognuno di loro ha creato contenuti sì distopici, ma sicuramente meno traumatici e disturbanti del futuro immaginato invece nelle quattro stagioni di Black Mirror. Ciò che colpisce della nuova produzione è come stile e temi propri di ogni creativo siano sempre ben presenti, uniti però all'universo tecnologico a cui Brooker ci ha abituati. "In Black Mirror ci sono elementi ricorrenti molto precisi, come ad esempio l'uso estremo di innovazioni tecnologiche e le sue conseguenze negative sulla società," spiegano Huyen Pham e Marcin Nguyen, che hanno vagliato oltre 20 diverse opzioni prima di procedere con il loro episodio 69.90. "Volevamo concentrarci in particolare su come AI e simulazioni virtuali stiano diventando e diventeranno sempre più difficili da distinguere dalla vita reale." E l'hanno fatto esplorando l'universo solitario dei gamer, tema non ancora affrontato direttamente dalla serie originale.

In modo simile, anche in The Breakup Krzysztof Gonciarz ha scelto di allontanarsi dai tropi tradizionali del genere sci-fi. A questo proposito ci ha spiegato che il punto di riferimento per il suo contenuto è stato l'episodio Shut Up and Dance: "Volevamo distaccarci dalla solita formula della start-up che fa cose innovative ma inquietanti, cercando di creare comunque un prodotto realistico." Il risultato finale è un episodio radicato nel quotidiano che—proprio come la 1x01 originale—usa tecnologie ordinarie per riflettere sui meccanismi psicologici di massa. Lo stile di Gonciarz è particolarmente riconoscibile anche graze all'estetica cinematografica scelta: "L'obiettivo a cui abbiamo lavorato a livello visivo è l'unione tra cinema e vlogging," ci spiega. "Circa metà dell'episodio è stato girato con una Arri Alexa Mini, videocamera molto usata nell'industria cinematografica, mentre per l'altra metà abbiamo scelto un device molto comune tra i vlogger."

E se questi due episodi parlano di un presente alternativo ma comunque plausibile, Czarne lusterko riesce anche a immaginare futuri caratterizzati da tecnologie ancora da scoprire. Un esempio è l'episodio The Sum of Happiness, che unisce due classiconi della versione originale: gli impianti neurali e le app di dating online. Invece, 1% esaspera il futuro delle scienze riproduttive, cercando di dimostrare che la deificazione delle scoperte tecnologiche non può che portare l'umanità a una tragica fine, come mi spiega Marek Hucz, suo co-sceneggiatore e produttore esecutivo: "Non si tratta più di teoria o di visioni distorte del futuro, quanto invece di una rappresentazione del nostro presente. Volevamo mostrare che anche le tecnologie falliscono, che mancanza di emozioni e spietatezza possono portare a vere e proprie tragedie."

Sebbene 1% immagini una realtà alternativa, l'idea di partenza—quella di una giovane coppia a cui viene tolto il potere decisionale sul loro futuro—ha un'attrattiva universale. Il meccanismo si ripete in tutti gli episodi, collegati tra loro dal fil rouge delle problematiche della società contemporanea. Guardando ad esempio 69.90, la riflessione sugli effetti collaterali della realtà virtuale e delle micro-transazioni è spontanea e fa paura perché estremamente vicina alla nostra quotidianità. "Molte persone ci hanno scritto perché, dopo aver visto l'episodio, si sono sentite toccate nel profondo e hanno deciso di intraprendere un percorso di cambiamento."

L'effetto d'immedesimazione diventa particolarmente evidente in The Breakup, in cui Gonciarz e uno dei suoi collaboratori, Kasia Mecinski, recitano la parte di vlogger di lifestyle, diventando versioni all'ennesima potenza di ciò che già sono nella vita reale. Nell'epoca della fama su Instagram (che secondo questo studio sarebbe il social media peggiore in assoluto per la nostra salute mentale) e del numero di follower sopra ogni altra capacità, Gonciarz sostiene che è proprio la realtà a superare la fantasia. "Credo che i nostri episodi siano stati superati dagli eventi," commenta a questo proposito. "Ciò che Jake e Logan Paul stanno facendo online è molto più distopico di qualunque espediente narrativo a cui avremmo potuto pensare."

Czarne lusterko lo trovate qui su YouTube, mentre qui sotto trovate uno degli articoli più letti delle ultime settimane e che affronta gli aspetti sociali delle interazioni umane da un altro punto di vista. Quello di sette e culti:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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