“non sono una vittima": parla la modella di colore nello 'spot razzista' della dove

Lola Ogunyemi ha deciso di raccontare la storia dal suo punto di vista.

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ott 10 2017, 3:26pm

All'inizio della settimana, su Facebook ha iniziato a girare una nuova pubblicità Dove in cui si vede una ragazza di colore che si trasforma in una donna bianca dalla pelle chiarissima dopo aver usato un prodotto dell'azienda. Da quel momento, la domanda che tutti ci siamo fatti è: come diavolo è possibile che questo contenuto sia riuscito a superare le infinite riunioni e approvazioni che servono per pubblicare Sul Serio una pubblicità sul Vero Internet?

Il ritorno di fiamma è stato immediato. E incazzato. I commentatori hanno ricoperto di critiche il colosso del beauty. La modella Munroe Bergdorf, che qualche tempo fa era stata licenziata dalla L'Oreal per aver denunciato l'esistenza del razzismo istituzionale, ha twittato: "La diversità è vista come qualcosa di moda. Un'opportunità per vendere prodotti alle donne di colore. Dove, cerca di fare di meglio." La cantante delle Fifth Harmony, Lauren Jauregui, ha invece bollato la campagna come "razzista" e "patetica".

La Dove ha ammesso che la campagna abbia "fallito nell'obbiettivo prefissato" e si è ufficialmente scusata su Twitter, rimuovendo lo spot da Facebook. Ma la controversia sembra ben lontana dal poter essere dichiarata conclusa. Oggi, Lola Ogunyemi, la modella di colore che appare nel "prima" dello spot Dove, ha parlato della sua esperienza in un deciso commento sul Guardian in cui spiega di essere diventata "l'involontaria protagonista di una campagna razzista" e sostiene di non essere una vittima.

Nell'articolo, Lola afferma che la versione non accorciata dello spot, trasmesso sul piccolo schermo negli Stati Uniti, mostra sette donne di etnie ed età diverse e comunica un messaggio ben diverso. Parlando del caos suscitato dalla campagna pubblicitaria, Lola spiega: "se adesso si scrive 'pubblicità razzista' su Google,il primo risultato che compare è una mia foto. Ero felice all'idea di far parte di un video che vuole promuovere la forza e la bellezza della mia razza, quindi vedere come è stato accolto lo spot mi ha traumatizzato."

"Se avessi avuto anche la minima impressione che nello spot io fossi apparsa come inferiore, o che io sarei apparsa come il 'prima' in una serie di prima e dopo, sarei stata la prima a dire chiaramente 'no'. Me ne sarei immediatamente andata dal set sbattendo la porta dietro di me. È qualcosa che va contro tutto ciò per cui io lotto e in cui credo," aggiunge.

Lola, che è di origini nigeriane, ma è nata a Londra ed è cresciuta ad Atlanta, continua dicendo che la sua esperienza con il team Dove è stata positiva, e che tutte le modelle sul set erano felici di indossare t-shirt dell'esatto colore della loro pelle. E quando il primo spot per Facebook è stato messo online, Lola ha comunque continuato a sentirsi positiva, spiegando che "l'ho adorata, così come la mia famiglia e i miei amici. Tutti mi hanno fatto i complimenti per essere la prima ad apparire sullo schermo tra le diverse modelle, per essere bellissima, per rappresentare la forza delle donne di colore. Ero orgogliosa."

Tuttavia, mentre Lola sottolinea come il messaggio della Dove possa essere stato "interpretato erroneamente," crede comunque che l'opinione pubblica sia giustificata a sentirsi offesa. Scrive a tale proposito: "Mentre mi ritrovo d'accordo con la risposta della Dove, che si è scusata senza mezzi termini per ogni offesa arrecata, credo che avrebbero comunque potuto difendere la loro visione creativa e la loro scelta di includermi nel progetto, la scelta di avere una donna di colore come volto della loro campagna."

"Non sono solo una silenziosa vittima di una campagna pubblicitaria sbagliata," conclude. "Sono forte, sono bella, e non voglio essere messa da parte."