Photography Alina Negoita

liam hodges si ispira al filosofo baudrillard e a joey di 'friends' per la ss 19

Per lo stilista londinese non esistono riferimenti culturali troppo eruditi o troppo mainstream.

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giu 11 2018, 10:19am

Photography Alina Negoita

Chi?
L'agenda delle sfilate uomo durante la Fashion Week di Londra si sta progressivamente riducendo all'osso, ma ancora una volta Liam Hodges non delude e rimane uno degli appuntamenti da segnare in calendario. Le sue esplorazioni nel mondo delle subculture britanniche, infatti, sono sempre più rilevanti e moderne nel panorama della moda contemporanea. Con il passare delle stagioni le sue collezioni acquistano completezza e rappresentano alla perfezione la nuova generazione di creativi londinesi, grezza e proprio per questo affascinante. Ogni sfilata di Liam Hodges sembra essere più matura e interessante.

Cosa?
Oltre alla gioventù londinese, a ispirare Hodges per questa nuova stagione è stata la metropoli di Las Vegas. Il campanello creativo si è acceso dopo aver letto il romanzo Il Cardellino di Donna Tartt; in particolare, la sezione in cui il giovane protagonista vaga per la città senza meta, annoiato e deluso da ciò che lo circonda.

"Quando ho iniziato a lavorare all'idea di questa sfilata sapevo di voler unire la Las Vegas descritta in questo libro a quella che c'è nella mia mente," ha spiegato dopo la sfilata. E così ha deciso di tornarci: "Abbiamo passato lì tre giorni, ma solo per fare ricerca." Niente robe alla Paura e Delirio a Las Vegas, insomma, né viaggi psichedelici di autoanalisi. Piuttosto, una trasferta statunitense che ha avvicinato Hodges a nuovi modi di pensare scomposti e frammentati, che ha poi trasformato in abiti e accessori.

Reinterpretando la teoria dell'iperrealtà del filosofo francese Jean Baudrillard, Hodges si è concentrato sulle luci più brillanti e sugli spettacoli più aggressivi che Los Angeles ha da offrire; cioè sulle sue superfici e architetture, pensate specificatamente per farti spendere soldi. A interessarlo è stata in particolare l'idea di disintegrazione tra finzione e realtà, da cui è partito per rappresentare il mindset di millennial e generazione Z, cercando quindi di trovare un collegamento tra il mondo delle influencer e quello realmente disincantato di LA. "Per la prima volta ho cercato ispirazione al di fuori della Gran Bretagna," ha dichiarato Hodges, "ma poi siamo tornati a Londra, perché è lì che deve essere Liam Hodges. Non è, né sarà mai, un brand americano."

Wow!
Ma nessuno di questi riferimenti avrebbe avuto significato se non fosse stato rispecchiato dalla collezione stessa. C'erano i simboli storici di Hodges, come il patchwork e le stampe caotiche, ma anche capi che sottolineavano il sense of humor dello stilista. L'impressione generale è stata quella di abiti basic all'Americana, reinterpretati però attraverso l'estetica dello stilista. Ed ecco apparire allora camicie da bowling con fiori hawaiani e pantaloncini corti e stivali da cowboy e pigiami a scacchi. Il nostro look preferito? Il centurione. Un tributo, spiega Hodges, al miglior episodio in assoluto di Friends, quello ambientato a Las Vegas, e al suo matto protagonista, Joey Tribbiani.

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In fissa con Liam Hodges? Qui trovi un'intervista a tutto il suo team creativo:

Crediti


Fotografia di Alina Negoita

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.