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Rottingdean Bazaar. Fotografia di Mitchell Sams

fashion east è il collettivo londinese che sfida i confini della moda

i-D Staff

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Stefan Cooke, Art School e Rottingdean Bazaar sono tre brand che in questi giorni abbiamo visto ovunque su Instagram. Meglio affrettarsi a conoscerli meglio.

Rottingdean Bazaar. Fotografia di Mitchell Sams

Stefan Cooke
Stefan Cooke

Stefan Cooke
"Ci interessano quei momenti in cui le cose normali diventano straordinarie," ha spiegato Stefan Cooke dopo la sua sfilata primavera/estate 19. Dopo aver vinto il premio L’Oréal Professionnel Creative, insieme a Jake Burt questo designer londinese ha fondato il suo omonimo brand ed è presto entrato a far parte del trittico di Fashion East, in compagnia di Art School e Rottingdean Bazaar. Prima che le performance teatrali dei suoi compagni chiudessero la sfilata in modo spettacolare, Stefan Cooke ha preferito concentrare l'attenzione sulla "straordinarietà dell'ordinarietà" nell'abbigliamento uomo. "Ci sentiamo davvero fortunati a far parte di questo gruppo di designer," ha commentato Burt. "Ognuno di noi brilla di luce propria. Noi di Stefan Cooke siamo particolarmente soddisfatti perché possiamo concentrarci su ciò che amiamo, cioè l'abbigliamento; a occuparsi della parte più scenografica e intensa sono Art School e Rottingdean Bazaar. A dire il vero, ci siamo accorti pochissimi dei capi prodotti per la nostra prima sfilata erano davvero indossabili nella vita di tutti i giorni, così abbiamo deciso di creare cose più portabili in questa nuova collezione.

Stefan Cooke
Stefan Cooke

The Luxury of Boredom, questo il nome della collezione, esplora la noia che puntuale arriva dopo l'eccitazione dei primi giorni d'estate. È una sorta di nostalgia per quelle lunghissime ore pomeridiane in cui lasciamo che la mente vaghi senza meta. A farla da padrone sono i ricordi di Stefan e Jake stessi: "Per questa stagione abbiamo deciso di concentrarci sulle nostre estati adolescenziali," ha infatti spiegato Jake. "Penso ai miei zii e al fratello di Jake, che a quei tempi ci sembravano fighissimi. Noi eravamo ancora bambini, mentre loro erano gli adolescenti cool. Pendevamo dalle loro labbra. Eppure avevano i capelli sporchi e ascoltavano pessima musica. L'attrazione che provavamo per loro andava oltre, non era nemmeno reale." Questo il punto di partenza, su cui il duo di designer ha poi costruito un'intera collezione sartoriale, usando tessuti e pezzi di seconda mano. Niente è quello che sembra quando si parla di Stefan Cooke. Ciò che sembra a prima vista un cardigan fatto a maglia sono invece una serie di bottoni incatenati gli uni agli altri. Tutto va analizzato, studiato, guardato da vicinissimo per essere capito.

Rottingdean Bazaar

Rottingdean Bazaar
James Buck e Luke Brooks sono due dei giovani designer più riottosi dell'industria contemporanea. Gran parte di ciò che fanno strizza l'occhio ai limiti della moda, dimostrandone il rigore concettuale e il desiderio di esplorare. Vogliono mettere in discussione il significato stesso della moda, così come i confini della stessa. Tutto ciò che Rottingdean Bazaar fa, lo fa con un'ironia che dialoga tranquillamente con lo spettatore e dice: "La mostra dovrebbe essere divertimento, dovrebbe farti sorridere di un sorriso enorme e innocente." Per questa stagione ha deciso di non disegnare nulla, preferendo invece affittare i capi da diversi negozi di costumi inglesi. "Abbiamo studiato gli shop online di circa 300 negozi per trovare tutto ciò di cui avevamo bisogno," ha spiegato. Ed ecco allora un'assurda parata di folli costumi arrivare in passerella. Una carota, un verme, il mondo stesso, un clown. Tutto.

Rottingdean Bazaar
Rottingdean Bazaar

Su un piano superficiale, l'idea trasmessa era quella di una moda che è un gioco a chi è più stravagante. È la creazione di personaggi inesistenti. Andando più in profondità, invece, la riflessione si spingeva sui possibili nuovi significati di una passerella, criticandone a tratti la commercializzazione totale. "Volevamo fare qualcosa che non avesse assolutamente a che fare con le vendite," ha dichiarato. "Contemporaneamente, non volevamo concentrarci sull'estetica della moda non commerciale." E quindi si sono chiesti: come useremmo questi abiti in un editoriale di moda? Se volete indossare gli abiti della primavera/estate 19 di Rottingdean Bazaar, l'unica possibilità è vedere se sono disponibili per sulle varie piattaforme di costumi online. Geniale.

Art School

Art School
Per la prima sfilata uomo di Art School, il brand ha continuato a mettere al centro della sua esplorazione il corpo queer, celebrando la fantastica comunità di cui fanno parte. "Volevo davvero che gli spettatori riflettessero su ciò che significa vestire oggi un corpo queer o trans," ha dichiarato Eden Loweth, metà del duo creativo dietro il brand. "Credo che l'insieme di persone che hanno sfilato per noi rappresentino davvero l'essenza di Art School." A comporre i movimenti visti in passerella è stata la rinomata coreografa Holly Blakey, che ha lavorato sui personaggi di Art School nelle personalità di Princess Julia, dell'artista Julie Verhoeven e della modella/attivista Munroe Bergdorf.

Art School
Art School
Art School
Art School

Credits


Photography Mitchell Sams

This article originally appeared on i-D UK.