Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018. Fotografia di Amedeo Benestante su gentile concessione dell'artista e Fiorucci Art Trust.

"ho lasciato il mio cuore a stromboli"—intervista a osman yousefzada

Designer e artista, Osman Yousefzada è stato uno dei protagonisti di Volcano Extravaganza e ci ha spiegato perché su questa isola si respira un'atmosfera unica.

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ago 23 2018, 11:52am

Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018. Fotografia di Amedeo Benestante su gentile concessione dell'artista e Fiorucci Art Trust.

Performance, teatri vulcani, mostre, tramonti e molto altro nell'isola di Stromboli per Volcano Extravaganza 2018, festival di arte contemporanea curato da Milovan Farronato per Fiorucci Art Trust, organizzazione che dal 2010 si occupa di promuovere arte e artisti contemporanei.

Durante il festival abbiamo incontrato uno dei suoi protagonisti, il designer londinese Osman Yousefzada, che ci ha raccontato questa incredibile esperienza dal punto di vista dell'artista che è anche designer, e che ha quindi una visione a cavallo tra arte contemporanea e moda. Di recente si è conclusa la sua personale alla galleria Ikon di Birmingham, ma è anche stato uno degli stilisti più acclamati dell'ultima London Fashion Week. Così, curiosi di capire meglio come riesce a coniugare due mondi in apparenza così vicini, ma anche estremamente lontani, noi di i-D gli abbiamo fatto qualche domanda.

È stata la tua prima volta a Volcano Extravaganza? Come descriveresti questa esperienza?
Sì, è stata la mia prima volta a Stromboli per Volcano Extravaganza. La location emana un aura di magia, a cui si aggiungono poi gli interventi artistici, rendendo l'isola ancora più surreale. Lo stretto contatto tra partecipanti e artisti ha reso il festival un momento di condivisione in cui un gruppo di creativi ha avuto la possibilità di esplorare idee e contributi esterni, sostenendosi a vicenda.

Come ti sei avvicinato al curatore del festival, Milovan Farronato? Collaborate spesso?
Lavoro insieme a Milovan da un po' di tempo ormai: creo abiti per lui, e lui stesso è stato il curatore di una mostra nel mio nuovo spazio, la House of Osman di Londra. È una musa perfetta, e insieme stiamo già lavorando a diversi nuovi progetti che abbiamo in cantiere.

Osman Yousefzada durante il fitting per la sua Capsule Collection (2018). Volcano Extravaganza 2018.

In che modo hai sviluppato l'idea della tua performance?
Milovan e Nicoletta mi hanno chiesto di creare una capsule collection per Volcano Extravaganza a Stromboli. Non ero mai stato lì, ma sapevo che Casa Falk sarebbe stato il luogo perfetto per questo progetto: si tratta di un edificio che ha una storia speciale legata all'isola e a Ingrid Bergman, perfettamente incastonato nelle pendici del vulcano.

Gli abiti che ho creato partendo da questo immaginario si rifanno ai concetti di protezione e movimento, ai momenti in cui il vulcano riposa e a quelli in cui è in eruzione. La distanza e lo spazio tra i corpi sono esemplificati dalle reti protettive, che hanno dato ai performer maggiore libertà di movimento, donando contemporaneamente un'aura di mistero.

Quali sono gli artisti con cui hai collaborato per realizzare quest'opera?
Ho cucito e rifinito gli abiti una volta arrivato qui. È stato come vivere in una sorta di comune. Per la performance, invece, ho collaborato con Cecilia Bengolea, che mi ha aiutato nello sviluppo di alcuni movimenti: il casting è stato fatto senza agenzie o altro, quindi nessuno dei partecipanti era un ballerino professionista. Abbiamo semplicemente messo delle locandine in giro per Stromboli e la gente si è presentata spontaneamente alle audizioni. È stato come inserire il pubblico nel lavoro. Inoltre, il copricapo usato da Cecilia nella sua performance sulle rocce l'ho realizzato io.

Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018.

La prima parte di questo festival è stata al Dhaka Art Summit. Come si collega il tuo lavoro a questa prima fase del progetto?
L'anastrofe di Dhaka è stata la prima fase di Volcano Extravaganza, dove il leader artistico è stato Runa Islam; io ho cercato di iniziare a usare l'ambiente circostante come ispirazione per la creazione dei capi, dando loro nuova forma. Al Dhaka Art Summit è stato tutto più estemporaneo, ma le idee che mi hanno guidato sono le stesse di Stromboli.

I dipinti presenti sui tuoi mantelli sono stati realizzati da artisti originari di Dhaka?
Sì, sono stati creati da artisti che dipingono le locandine cinematografiche in stile Bollywood, una forma artistica che l'avvento del digitale sta rendendo sempre più rara. I poster rappresentano tutti i partecipanti al festival nei panni di icone bollywoodiane, e sono stati usati come veri e propri stendardi nell'auditorium di Dhaka. Io li ho trasformati in cappe che, una volta indossate, sono diventate una sorta di locandine viventi.

Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018.

In che modo Stromboli ha influenzato il tuo lavoro? E come credi che lo influenzerà in futuro?
Credo sia un luogo davvero magico. Mi ha toccato così nel profondo da diventare una fonte inesauribile di ispirazione.

Qual è l'emozione più intensa che hai provato durante il festival?
Dopo aver lasciato l'isola in anticipo a causa della LFW, ho avuto un momento di down, quasi. Le emozioni che ho provato a Stromboli, comunque, sono state parte di un rituale esclusivo e magico, un festival quasi segreto.

Credi che arte e moda siano due mondi in costante dialogo tra loro?
Non credo che la creatività abbia confini, ma nel design di moda vanno tenuti in considerazione alcuni elementi pratici assenti nella pratica artistica. Credo comunque che oggi il mondo sia più multidisciplinare di un tempo.

Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018.
Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018.

Oltre al tuo lavoro come designer e direttore creativo, porti avanti una ricerca visuale come artista. Vuoi parlarcene?
Si è appena conclusa la mia prima personale, alla galleria Ikon di Birmingham, città in cui sono nato. È stata una mostra sull'idea dello spazio femminile durante le migrazioni, e sui limiti imposti dai sogni.

Il tema della migrazione è presente anche nella capsule collection che hai creato per Volcano Extravaganza?
La migrazione è un argomento che può essere ritrovato in ogni mio lavoro, così come l'esperienza di attraversare ambienti diversi, i codici di potere femminili e le forme scultoree.

Credi che tornerai a Stromboli?
Credo di aver lasciato il mio cuore a Stromboli.

Osman Yousefzada, Capsule Collection; Volcano Extravaganza 2018.
Cecilia Bengolea, Insect Train Performance (2018); Volcano Extravaganza 2018.

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Qui trovi il nostro resoconto completo di Volcano Extravaganza 2018:

Crediti


Intervista di Alessio de'Navasques
Fotografia di Amedeo Benestante
Tutte le immagini su gentile concessione dell'artista e Fiorucci Art Trust