Foto su gentile concessione di Eddy Chen/HBO--dalla prima puntata di 

Euphoria.

gli outfit di "euphoria" dovrebbero essere un benchmark per tutte le altre serie tv

Una storia la racconti anche attraverso i vestiti dei suoi protagonisti, e la stylist di "Euphoria" lo ha capito alla perfezione.

di Amy Green
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02 ottobre 2019, 7:50am

Foto su gentile concessione di Eddy Chen/HBO--dalla prima puntata di 

Euphoria.

Ça va sans dire che eravamo destinati ad amare Euphoria e il guardaroba dei suoi protagonisti sin dal momento in cui era stata annunciata la pre-produzione della serie. Il teen-drama prodotto da Drake ha un cast stellare, di cui vi citiamo solo i nomi principali: Zendaya, Hunter Schafer e Barbie Ferreira. A curare lo styling nella serie è Heidi Bivens, già creatrice degli stratosferici look di Mid 90s, The Beach Bum e Spring Breakers. Come stylist, sembra quasi che Bivens abbia il potere di creare dei veri e propri trend partendo da minuzie secondarie. Ed è proprio questa sua maniacale attenzione per i dettagli ad aver portato il creatore Sam Levinson a scegliere lei per vestire i protagonisti di Euphoria.

Questa è la primissima volta che Bivens ha accettato di lavorare a uno show televisivo e non a un film, come di solito fa. La differenza principale? I protagonisti delle serie tv hanno letteralmente ore di screen time e centinaia di cambi abiti, tutto per poter descrivere le sfaccettature della loro personalità e le loro evoluzioni con il passare degli episodi. “Mi piace pensare che Euphoria abbia una propria estetica, e credo comunque di essere stata fedele al mio stile,” ci ha spiegato Heidi. “Volevo che fosse slegato da qualsiasi look precedente e da qualsiasi lavoro io abbia mai fatto prima.”

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Foto su gentile concessione di Eddy Chen/HBO.

Euphoria è un esempio perfetto di moda democratica, sia pensando al modo in cui ne fruiamo in quanto acquirenti, sia rispetto alla percezione astratta che ne abbiamo in qualità di spettatori. Non troppo tempo fa, le serie TV sfornavano look inavvicinabili per il pubblico. Pensate a Blair Waldorf, che se ne andava a scuola con un cerchietto in tinta con la sua Fendi Peekaboo, oppure a Marissa Cooper che si dirigeva a un ballo scolastico in Chanel dalla testa ai piedi. Finora, a dettare legge nel mondo dello styling televisivo sono stati designer che vestono attrici adulte a cui viene richiesto di interpretare teenager ultra-ricche e ultra-irrealistiche. Persino serie come The Hills e The Simple Life hanno contribuito all'affermazione di questo meccanismo, perché non hanno solo spinto degli adolescenti a voler disperatamente ricreare questo o quel look con alternative più economiche, ma li hanno anche portati a paragonarsi con 25enni che vivono a Hollywood, hanno due personal trainer, tre massaggiatori e almeno quattro cani.

In Euphoria, al contrario, c’è invece un senso di normalità che aumenta ancora di più l’empatia verso i personaggi della serie. Le attrici si vestono proprio come noi. Senza fatica, la designer ha replicato un fenomeno già esistente — ossia il modo di vestire della Gen Z.

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Photo courtesy of Eddy Chen/HBO.

Gli abiti sono scelti da ogni realtà possibile. Dai negozi di media gamma come Cotton Citizen e Reformation a brand di culto ed emergenti, come Eckhaus Latta e Jean Paul Gaultier. Sono presenti moltissimi marchi di streetwear come Sci-Fi Fantasy, Aries Arise, Stüssy, e chiaramente c’è un casino di Supreme. Quando Rue (Zendaya) va a trovare per la prima volta il suo spacciatore, lei indossa una felpa Gildan assieme alla t-shirt oversize ‘UFO’ di Gosha Rubchinskiy. “È un accenno alla sensazione di sentirsi un’outsider tipica di Rue,” dice Bivens. Ed è un segno del mix alto/basso, presente in tutta la durata della serie. Dopo essere stata provocata nella mensa della scuola, la migliore amica di Jules (Hunter Schafer) va via infuriata indossando una gonna dalla collaborazione Meadham Kirchoff x Topshop del 2013. Forse, la passione per le anime di Jules è proprio ciò che rende il suo stile così vivace e surreale. E tutto ha un senso, insieme. Quello che sembra un confuso mix di tribalismi è invece un’emozionante e precisa descrizione di come si vestono i teenager oggi. Forse iper-stilizzato, ma per questo non meno impattante. Specialmente visto il fatto che non esiste nessun tipo di gerarchia nella serie.

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Maddy (Alexa Demie), è glam, sempre al top, una vera e propria caricatura della reginetta del ballo che potrebbe essere considerata un’influencer, mentre le sue due migliori amiche sono Cassie (Sydney Sweeney), aspirante membro di una confraternita, e Kat (Barbie Ferreira), che da nerd diventa una provocante cam girl con un debole per gli accessori fetish. Ma nonostante il fatto siano vestite in modo diverso, sembrano un tutt’uno, e non esiste una vera e propria distinzione tra i look dei personaggi.

L’accesso a internet, e ad applicazioni come Etsy, Depop, e eBay, instilla una crescita di una vendita diretta tra consumatori, e questo vuol dire che puoi vestirti come vuoi, quando vuoi. E visto che c’è così tanta accessibilità, l’esclusività ha acquistato ancora più valore. Non nella forma di un vestito firmato, ma in quella di un finto top Louis Vuitton e dei leggings, venduti da uno store su Shopify che potrebbe essere a settimane da una chiusura definitiva. Fare shopping è un’attività, e a differenza delle teen-series di ieri, non era mai stata considerata parte della quotidianità. Le poche scene ambientate in centri commerciali sono soltanto uno sfondo per la trama della storia. Niente è preso da trend momentanei (a quanto pare molti dei vestiti sono vintage) e anche momenti come quando Maddy perde la verginità, indossando un reggiseno bianco della collezione da sposa di Trashy Lingerie, sembrano assolutamente verosimili.

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Photo courtesy of Eddy Chen/HBO.

Certamente tutto è ciclico. Sono emersi account Twitter, post di Instagram e siti dedicati esclusivamente alla serie, assieme ad articoli di vari website che ti portano alla lista Poshmark dove puoi direttamente comprare il top ‘Girls’ di Alexander Wang indossato da Jules o al link di quel due pezzi di i.am.gia che ha causato tutti quei problemi a Maddy durante il carnevale. A quanto pare è stato fatto fare apposta in viola, che è il colore di Maddy e storicamente associato alle manie di grandezza.

Postare una foto indossando un vestito di Euphoria è diventata una cosa di cui andare molto fieri. Un vestito Réalisation Par di Alexandra Spencer è già andato sold out. LuQi Yu, ex-studente della Central Saint Martins, designer e proprietaria del brand NO DRESS, l’unico profilo Instagram a rifornire i guardaroba dell’Upper East Side, appare nel profilo di Maddy nel secondo episodio della serie e, più recentemente, indossato da Megan Thee Stallion a Londra. Il brand ha dovuto aprire un negozio fisico per soddisfare la richiesta. E un rivenditore più grosso come Dollskill (che ha collaborato con Levinson per creare una linea di vestiti ispirati dal film Assassination Nation) ha introdotto nel suo stock i brand presenti nella serie (o nel caso di Fashion Nova, ha prodotto doppioni del vari vestiti, pantaloni e camicie).

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Photo courtesy of Eddy Chen/HBO.

Questa è forse la prova del drammatico cambiamento causato dal comportamento dei consumatori. Invece di comprare vestiti che rappresentano loro stessi, è possibile acquistare esattamente tutto ciò che indossa un personaggio della serie, senza nemmeno dover filtrare l’aspetto teatrale. La differenza sta nel poter comprare qualcosa che si pensa essere carino o figo, e che si allinea perfettamente al tuo modo di vestire attuale. Alla domanda se questo effetto fosse stato scioccante per lei, Bivens ha ammesso, “un pochino, ma solo perché quando stavamo lavorando duramente per completare gli episodi, non ho avuto il tempo di realizzare quanto la gente si sarebbe potuta interessare dei dettagli dei costumi.”

Naturalmente, i vestiti non sono il fulcro della serie, che è un emozionante, ben sviluppato ritratto di temi come la fuga dalla realtà, la depressione, l’autostima, le problematiche del corpo e la tossicodipendenza. Bivens condivide la sua speranza per cui la morale della serie sia quella di “condividere le proprie opinioni, essere vulnerabili, parlare con gli altri, esprimere se stessi, non avere paura, affidarsi agli amici, essere sinceri con se stessi e chiedere aiuto quando serve. Una nuova generazione sta crescendo e prenderanno in eredità un mondo che sta diventando sempre più complicato, e l’amore e la comprensione sono più importanti che mai.” Ma il fatto che i vestiti siano parte integrante della serie, senza portarci fuori dal mondo è ammirevole e affascinante. Create una storia su com’è essere un teenager, e i teenager la seguiranno.

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Crediti

Testo di Amy Green
Immagini su gentile concessione di Eddy Chen/HBO

Se non avete ancora visto Euphoria, abbiamo scritto una recensione per dimostrare che è una delle teen-series più fighe di sempre:

Questo articolo è apparso originariamente su i-D US

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