luca guadagnino ci parla di a bigger splash e della sua collaborazione con raf simons

Luca Guadagnino ci parla del suo nuovo film, una moderna favola a base di sesso, droghe e rock'n'roll.

di i-D Staff
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16 febbraio 2016, 10:36am

Il regista italiano Luca Guadagnino torna dietro alla cinepresa dopo il suo film del 2011, Io sono l'amore, con un'altra pellicola bollente che parla di seduzione. Questa volta, però, l'austero mondo della borghesia milanese viene lasciato da parte e i protagonisti partono dall'Olimpo del rock per arrivare sull'aspra isola di Pantelleria. In A Bigger Splash, durante una languida vacanza estiva, dramma sessuale, gelosia, affetto e incesto (a cui si allude solamente) si consumano a bordo piscina, su rocce nude, in fresche camere da letto e terrazzi ombreggiati. Non che i presupposi siano idilliaci: la rock star Marianne Lane (Tilda Swinton) e il partner Paul (Matthias Schoenaerts) si sono recati sull'isola in modo che Marianne si possa riprendere da un'operazione alle corde vocali. La quiete viene subito turbata dall'arrivo dell'ex di Marianne, Harry (un Ralph Fiennes dall'entusiasmo irritante), e sua figlia appena ritrovata, Penelope (Dakota Johnson), una moderna Lolita.

Da come lascia intendere Harry, non è arrivato sull'isola per divertirsi, ma per provare a riconquistare Marianne sottraendola al pragmatico Paul. Si tratta di una sfida che sembra persa in partenza: il Paul di Schoenaerts è una noia rispetto all'eccentrico e sregolato Harry, ma, allo stesso tempo, le telecamere non fanno mistero di quanto sia sexy Paul, indugiando sul suo corpo atletico, muscoloso e abbronzato. È bello vedere come lo sguardo del film sia pansessuale sotto la direzione di Guadagnino, come se tutti e quattro i personaggi venissero esaminati e sessualizzati in egual modo.

Il film, che vede un'altra fantastica collaborazione con Raf Simons (che ha lavorato anche in Io sono l'amore), è una delizia per gli occhi, ma include elementi alquanto discutibili. Tilda è fantastica nella sua veste di Marianne in convalescenza, ma meno convincente in una versione femminile di Bowie che accende gli animi di interi stadi indossando lustrini. Inoltre, è la trama secondaria sul tema immigrazione a sembrare problematica: Paul e Penelope incontrano un gruppo di uomini a passeggio e li osservano come se si trattasse di una minaccia aliena. Poco dopo, nel film, sono utilizzati per fini morali, ma nulla più. Oltre a questo, la pellicola è costituita da un mix virtuoso di tensione crescente, una bellissima regia e uno stile incredibile. Abbiamo incontrato Guadagnino a Londra per scoprirne di più.

Hai collaborato con Raf Simons per la realizzazione di alcuni dei capi indossati nel film.
I costumi di scena sono opera di Giulia Piersanti. Giulia viene dal mondo della moda, ha ideato capi per brand come Lanvin, Missoni e Fendi. Ora si occupa di Dior Homme e Balenciaga. Io personalmente volevo evadere dal concetto di costume. Odio utilizzare la parola costume. Per me si tratta solo di un'opportunità mancata di provare a capire il personaggio attraverso il modo in cui si veste. Con i costumi, si può facilmente andare a finire nell'ambito del décor. Lavorare con stilisti ha rappresentato un percorso naturale per me. In Io sono l'amore, ho lavorato con un costumista e l'ho obbligato a interagire con persone come Jil Sander e Raf Simons. Volevo che la mia collaborazione con Raf continuasse, visto quanto stimolante è per me il suo lavoro. Raf è una delle persone più creative che ci sono in giro al momento. Lui poi è andato da Dior, così ho iniziato a parlare con Dior e ho scoperto che avremmo potuto collaborare per il personaggio di Tilda.

Puoi parlarci di qualche capo in particolare?
Il completo a quadri prende spunto dalla mia visione di Viaggio in Italia di Rossellini. In quel film c'è Ingrid Bergman, alla quale ci siamo ispirati per il personaggio di Marianne Lane. Sono stati loro ad avere l'idea di questa stampa folle. Si tratta di un modo fantastico di giocare con un capo senza sforare nel decorativo, ma comunque conferendo sfumature psicologiche al personaggio attraverso il modo in cui si comporta e ciò che possiede. Grazie al suo abbigliamento fantastico si capisce immediatamente che questa donna è una grande rockstar in vacanza.

In questo film tutti i personaggi sono rivestiti di un'aura sessualizzata. Come fai a rendere la regia sensuale?
Perché si tratta di un quartetto in cui tutti i componenti sono intrappolati in una rete di desiderio. La telecamera deve essere sempre eroticamente devota a tutti i corpi presenti. Sarebbe stato orribile se nel film si fosse deciso di indugiare più su uno che sull'altro. Non avrei mai potuto realizzare una pellicola come Youth, nella quale Madalina Ghenea entra in piscina e viene mostrata in tutti i modi, da ogni angolazione: tette, culo, figa e gambe. Se avessi deciso di farlo, avrei inquadrato anche i cazzi mosci di qualche vecchietto. Penso che lo sguardo della telecamera debba essere pansessuale, e quando non è così, quando è monosessuale, è orribile. Purtroppo accade spesso. Jonathan Demme, per esempio, ti fa indossare i panni dei vari personaggi. Nel Il silenzio degli innocenti sei Clarice e sei Hannibal Lector. Sei il cannibale e l'agente FBI. L'ho trovato fantastico dalla prima volta in cui ho visto il film. Per me è geniale.

Il cambiamento è un tema ricorrente nel film. Marianne sta tentando di modificare il proprio atteggiamento, mante Harry continua imperterrito con il suo vecchio stile di vita.
Alcune persone potrebbero pensare che il cambiamento sia un atto conservativo. Alcuni direbbero che si tratta di una rivoluzione. Mi piace il poter essere ambigui e lasciare che sia il pubblico a decidere. Alcuni magari penseranno che Marianne è una palla e che Harry è lo vero spirito della festa. Altri potrebbero pensare che Harry è irritante e che Marianne dovrebbe davvero voltare pagina.

Grazie a Io sono l'amore hai svelato la bellezza di Villa Necchi Campigli a Milano agli occhi del mondo. Ora stai facendo lo stesso per Pantelleria. Quanto conta l'ambientazione per te?
Ho fatto un contratto con Pantelleria: mi pagano una percentuale su ogni turista. Scherzo! Io credo nell'idea dello spazio come personaggio. Lo spazio entra in contatto, si relaziona con chi si muove in esso. Non mi piace usarlo come uno sfondo passivo.

Anche i venti dell'isola sono tra i protagonisti del film.
C'è lo Scirocco, un vento caldo, sabbioso che arriva dal Sahara. C'è il Maestrale, un vento fresco dal nord. Questi due venti sono in costante contrasto tra loro. È una potenza implacabile! In Svizzera c'è il Favonio, che ha un ruolo importantissimo nel film di Argento dal titolo Phenomena. Dicono che il vento renda le persone pazza e faccia venir loro voglia di uccidersi a vicenda.

Perché hai deciso di includere la trama secondaria dei migranti?
Perché è una realtà del luogo. Queste persone arrivano dal mare e influenzano la vita dell'isola e viceversa. Volevo esplorare la dinamica. Cosa accade quando questi viaggiatori tanto diversi, per non dire opposti, si incontrano?I personaggi principali come reagiranno a questa nuova presenza nel film? In che modo interagiranno con loro? In questo modo alla fine del film si solleva una questione etica.

Perché troviamo Marianne in convalescenza dopo un'operazione alle corde vocali?
È stata un'idea di Tilda. Sentiva che Marianne Lane avrebbe dovuto esser costretta a comunicare con tutti, in particolare con quel fiume in piena verbale che è Harry, senza l'uso della parola.

Nel film si allude ad un incesto. Perché ha deciso di affrontare questa tematica?
Nel film si parla di limiti, del superamento di questi limiti e della necessità del piacere. Una sorta di leggerezza e superficialità. Il film non è neanche lontanamente incentrato sull'incesto, ovviamente. Sono dell'opinione che il tempo in cui viviamo sia fortemente conservativo, provinciale. Ogni Paese ha una sua percezione di Nazione, ma poiché siamo intrappolati in questa rete del capitalismo globale, questo crea una nuvola di tradizionalismo. Allo stesso tempo c'è oscenità, pornografia incontrollata. Si può visitare YouPorn liberamente, ma non si può davvero mettere in dubbio lo stato delle cose, proprio allo stesso modo in cui siamo mossi dall'economia e socialmente limitati da ruoli.

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