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gli opposti si attraggono? john galliano per maison martin margiela

John Galliano ha debuttato con Maison Martin Margiela, ecco qualche considerazione sul suo ritorno.

di Anders Christian Madsen
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13 gennaio 2015, 10:30am

Sean Ellis

Per quelli di noi (come me) che hanno amato il lavoro di Galliano fino al 2011 - e da quell'anno in poi lo hanno difeso contro chi lo ha da allora trattato solo come capro espiatorio - questo è un ritorno molto gradito e molto atteso. Tuttavia, è un ritorno che crea alcune domande ovvie, e che non hanno una risposta. Ad esempio, come farà uno dei più famosi designer del mondo a stare con la casa famosa per non rivelare i suoi stilisti? Uscirà per il suo inchino post-finale, cosa che non è mai stata fatta a Margiela? Oppure cercheranno di farlo uscire con indosso una di quelle maschere con i gioielli che hanno fatto per Kanye West?

L'eredità di Galliano è l'opposto dell'immagine del pensionato Martin Margiela e la casa che ha lasciato nelle mani di Diesel nel 2009. Il branding di Margiela si basava sul non avere un volto, mentre Galliano ha sempre cercato di dare un volto al nome, anche se per molto tempo quel nome è stato quello di Christian Dior. Per la sua linea ha messo il nome John Galliano su tutti i capi stampato come un titolo di giornale, mentre Margiela metteva quattro punti bianchi nella parte posteriore dei suoi vestiti. Margiela non è mai apparso sulla passerella dopo le sue sfilate. Galliano è sempre stato la star dei suoi show, sfilando in passerella con costumi fantastici come un militare che torna dai campi di battaglia di haute couture. In questo senso, l'assunzione di Galliano da Maison è stata una delle più sorprendenti nella storia della moda.

Oltre alla loro reciproca predilezione per ciò che è spettacolare - espressa in modo molto differente - Maison e Galliano hanno una cosa in comune: la loro collaborazione arriva in un periodo tumultuoso per entrambe le parti. Nel febbraio 2011, Galliano è stato registrato mentre faceva commenti anti-semiti da ubriaco con un gruppo di persone sconosciute fuori da La Perle di Parigi. Per questa ragione è stato licenziato da Christian Dior e dal suo marchio omonimo, ed è stato l'inizio di un'aggressiva caccia alle streghe contro Galliano, che era già entrato in un rehab americano. In un'intervista con Charlie Rose lo scorso anno, lo stilista ha fatto un bilancio della sua esperienza a Dior e ha detto che i suoi commenti erano lo sproloquio di un ubriaco provocato da degli attaccabrighe.

Su un livello meno compromettente per la carriera, ma sicuramente molto significativo, le rigide regole di Maison Martin Margiela sull'anonimato di tutti quelli che lavorano nel loro team sono state infrante quest'estate, quando Suzy Menkes ha pubblicato il nome del loro designer, Matthieu Blazy, su Vogue.com edizione inglese, insieme a una foto che aveva fatto di lui dietro le quinte. Maison ha rilasciato una dichiarazione dicendo che le regole non sono cambiate a Margiela Inc, e Blazy se n'è andato il 1° ottobre per lavorare in un'altra casa di moda importante. Solo una settimana prima, allo show menswear della Maison, l'evidente cambiamento della direzione creativa ha fatto spettegolare gli editor sulla assunzione di un cult designer, che fino a quel momento era ancora senza nome. 

Ovviamente, l'uscita di Blazy da Margiela può anche essere stata innescata dalle voci sulla assunzione di Galliano alla Maison, di cui si vocifera da tempo dopo aver visto Galliano aggirarsi per la Central Saint Martins, dove il designer stava sicuramente facendo dei colloqui per trovare nuove persone per il suo team. La moda è così volubile, e Galliano potrebbe trovarsi di fronte un'industria diversa da com'era tre anni fa. (Ha passato un breve periodo da Oscar de la Renta la scorsa stagione, ma non da protagonista.) Non ci sono più la teatralità e l'opulenza, marchi di fabbrica di Galliano durante i suoi epici tredici anni da Christian Dior, sostituiti invece da un non meno costoso, ma molto minimale, be', minimalismo. Questo è ciò che ora è ritenuto di buon gusto, ed è ciò che Galliano dovrà reinventare se vuole conquistarsi una seconda era di dominazione della moda.

C'è un posto a Parigi dove la gigantesca personalità di Galliano pervade i muri e gli abiti che ancora portano il suo nome: la casa di John Galliano e il suo flagship store in rue Saint Honoré, di proprietà di LVHM - i suoi capi a Dior - e progettato dal suo ex braccio destro, Bill Gaytten. Forse a incuriosire più dell'arrivo di Galliano a Maison Martin Margiela e di tutto quello che potrebbe accadere, è il suo rientro a Parigi, una città in cui due volte all'anno si svolgono delle sfilate a suo nome senza che lui abbia nulla a che fare con esse. La moda ama il gioco della sedia, ma i suoi concorrenti raramente sfilano nella stessa città a soli tre giorni di distanza. 

Per Galliano, nascondendosi dietro la maschera di Margiela per un po' di tempo potrebbe fornire un porto sicuro per questo talento fuori dalla norma, prima di riprendere il posto di comando sul campo di battaglia. Bentornato, signore.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Sean Ellis [Dal i-D No. 199, The Heartbeat Issue, July 2000]

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