le fotografie di jean-francois carly ci mostrano che nudo e sesso non sono sempre collegati

Scivoliamo tra le lenzuola con Jean-Francois Carly per parlare del suo progetto fatto di persone ritratte nelle loro camere da letto, nudi come mamma li ha fatti.

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05 marzo 2015, 12:10pm

Surrender After: 50 black and white portraits non ha un tema scontato come potrebbe lasciar intendere il titolo. Nella sua ultima mostra, il fotografo belga, ora residente a Londra, Jean-Francois Carly chiede alle sue muse di spogliarsi nella riservatezza delle loro case. I soggetti di Carly, che siano amici, familiari o gente incontrata nei bar in East London, abbandonano le loro insicurezze e uno alla volta si spogliano, tutto in nome della fotografia. È bello vedere la vulnerabilità che diventa forza in un'epoca di revenge porn, in cui i contenuti privati di iCloud finiscono a destra e a sinistra e in cui la tua tv ti sta probabilmente ascoltando. 25 ragazze e 25 ragazzi fotografati meravigliosamente in un arco di tempo di tre anni danno forma all'ultimo progetto di Carly.

Da dove nasce l'idea per questo progetto?
È iniziato tutto a Londra quattro anni fa. Volevo esplorare la mia passione per i ritratti e fare qualcosa di diverso dai servizi di moda che faccio di solito. Da allora ho incontrato molte persone davvero stimolanti durante le serate e le uscite notturne, soprattutto in East London. Ero affascinato dalla loro energia positiva e volevo renderle omaggio fotografandole.

Come hai scelto chi fotografare?
Si inizia con un "recontre", spesso improvvisato e non pianificato. Può essere alquanto casuale, ma dopo aver incontrato i miei soggetti ancora un paio di volte, voglio fotografarli senza maschere. Questi 50 ritratti, 25 di ragazzi e 25 di ragazze, sono solo una piccola selezione. Avrei voluto farne ancora ma andare in 50 camere da letto diverse è lunga!

Come ti dissoci dalle connotazioni sessuali che spesso sono associate ai nudi?
Le persone che ho scelto di ritrarre sono persone che amo, che ammiro per la loro personalità e aura, ma non le vedo sotto un aspetto sessuale. Credo che sia chiaro dalle fotografie che non voglio rappresentarli in modo sessuale. C'è un rispetto dell'individualità, del momento fragile condiviso. Le foto sono scattate su pellicola, non sono digitali e sono stampate a mano. Scatto velocemente. Inizio dal scattare varie polaroid per controllare l'inquadratura e l'esposizione, poi passo subito alla pellicola, i soggetti decidono le pose. Cerco di non dirigerli troppo. Cerco di ritrarre l'essenza della loro personalità, e cerco di essere veloce a scattare prima che s'imbarazzino troppo. Ho notato che c'è un "momento di timidezza" quando le persone si spogliano davanti a me. Spesso mi giro o vado in un'altra stanza. Ma poi si tranquillizzano e scompare la timidezza, la maggior parte delle persone sono a proprio agio. Le pose sono rilassate, non sono frontali o provocatorie. Surrender After rappresenta il momento di fiducia e abbandono di se stessi alla macchina fotografica.

Perché in bianco e nero?
Perché è la scelta migliore per questo tipo di ritratto intimo, la stanza e gli altri elementi nello sfondo non distraggono, provo a catturare l'anima, la persona, il suo volto. Inoltre scatto in la pellicola Ilford HP5 (medio formato) per la sua grana sexy! Preferisco la luce naturale per mantenere l'intimità/occhi rivolti alla macchinetta fotografica/ nessun ritocco.

jfcarly.com

Crediti


Testo Felicity Kinsella
Foto Jean-Francois Carly