jeremy scott vuole che la moda sia un luogo di divertimento per tutti

Puoi fare uno stage in un’azienda e finire per diventare il direttore creativo. Puoi crescere in una fattoria e vestire le pop star più famose del mondo. Jeremy Scott è un ribelle della moda in un mondo di abiti aziendali, tranquilli e noiosi.

di Dean Kissick
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24 giugno 2015, 1:00pm

"Miley ha un maiale che era un piccolo maialino ed ora è un maiale grande e grosso" dice Jeremy Scott. "Gli dipinge le unghie e lo pettina. Devi tenere delle patatine o dei carboidrati a portata di mano, per farla stare lì mentre la pettini." Questa storia riassume il mondo del designer in poche parole: un universo fatto di superstar del pop, animali buoni diventati cattivi e il glamour estremo di Beverly Hills.

Incontro il designer nel suo studio nascosto da qualche parte vicino a Hollywood, un edificio stranamente scialbo, le sue parti esterne grigie non rivelano nulla delle luminose collezioni luccicanti al di là del muro. Jeremy ed io siamo uno di fronte all'altra su un divano rococò dorato, e il suo braccio destro, Pablo, mi porta dell'acqua in un bicchiere di Daffy Duck. Jeremy è sorprendentemente gaio, quasi rifulge, considerando che è appena tornato da un weekend al Coachella. Come sua tradizione, ha dato il suo after party per l'ottavo anno, e ha anche vestito Madonna per la sua apparizione a sorpresa sul palco con Drake e la loro orma nota limonata.

Jeremy non è solo il direttore creativo di Moschino e del suo brand cult, ma anche un maestro dello spettacolo pop, uno showman sul palco a neon. Quest'anno ha già lavorato con la sua migliore amica Katy Perry ad una meraviglia fantasmagorica, il Super Bowl più visto di sempre, in cui lei faceva piroette attorno a degli squali nel suo costume da cheerleader, e cavalcava una sfinge fatta di specchi nel suo vestito da discoteca con le fiamme. Tutto quello che fa Jeremy è esagerato. Con i mondi della moda e delle celebrità più uniti che mai - con postar che si esibiscono in passerella, o che stanno sedute in prima fila, o che aprono anche le loro case di moda - è diventato il sommo designer della cultura pop, aiutando a creare spettacoli esplosivi che si rivolgono a un pubblico così vasto da tutto il mondo che le sfilate tradizionali non possono eguagliare. Ora con una casa di moda internazionale che produce i suoi lavori, e un'agenda di contatti luccicante di star che li indossano, le sue idee possono diffondersi in tutto il mondo.

Da ragazzino Jeremy è stato cresciuto in una fattoria (così è stato anche per J.W. Anderson, e, più o meno, anche per Stella McCartney) ma dall'età di 14 anni ha seguito lezione di francese perché il suo cuore era già a Parigi, e tra gli sfarzi e il glamour dell'industria della moda. "E' dove si trovava la mia passione," ha spiegato animatamente. "Mi imbucavo alle sfilate, mi imbucavo alle feste, volevo anche essere parte di tutto ciò." Solo 7 anni dopo, avendo concluso una laurea in design e una internship a Moschino, ha preso il volo così i suoi sogni sono diventati realtà. Ora racconta storie sull'infilarsi nel mondo segreto della moda parigina, come la giovane Eva Herzigova, o "una piccola Stella Tennant durante la sua prima stagione, anello al naso e non parlando con nessuno", con ragazze che aveva visto sulle pagine dei giornali e trovato vagando per le strade, perse, mentre cercavano le loro sfilate. Senza inviti, ha trovato la sua strada vicino alle passerelle dei suoi eroi - come John Galliano, Jean Paul Gaultier e Helmut Lang.

Con le collezioni di Jeremy - la sua prima, nel 1997, si ispirava a incidenti d'auto, costruita con vestaglie di carta dell'ospedale, e presentata in un bar a Bastille - ha attirato molti sostenitori dell'industria. Solo dopo pochi show, Karl Lagerfeld ha annunciato che Jeremy Scott era l'unico al mondo che avrebbe mai potuto soppiantarlo da Chanel. Ha attirato anche molti hater, ma non gli importa: "Vivi solo una volta e non voglio lasciare un'eredità di merda noiosa nel mondo. Preferisco essere controverso."

Forse la cosa più interessante di Jeremy è che disegna vestiti non tanto per l'industria della moda, ma per coloro che stanno ai suoi margini, cercando di trovare le sue botole e le entrate segrete, abbigliati per i club, le cui regole alla porta sono sempre state più severe di quelle per le sfilate. Perché anche lui era un club kid. "Quando stavo emergendo, si trattava di comunicare con il tuo essere fisico," dice. "Mi trovo in linea con questo perché è da dove provengo. Madonna veniva anche lei dai club, quindi c'è sempre una parte di lei che ha quell'atteggiamento dance, da club, da strada." Ora sta facendo vestiti per le blogger pazze e mostri delle feste DIY, quel tipo di studenti sognatori che stanno fuori davanti alle sfilate, che certi fashion editor faranno di tutto per schivare. Con aplomb Jeremy spiega che molte di quelle persone indossano cose molto più entusiasmanti di quelle in passerella. "Non capisco perché le altre persone non lo vedano e non pensino, 'Hey, non sono solo ragazzini eccentrici che cercano di attirare l'attenzione.' Hanno milioni di followers e fanno milioni di dollari, alcuni di loro. Incontrano il favore di un pubblico più ampio ma la moda a volte è troppo piena di merda e non vede che le persone vorrebbero avere cose più divertenti e più esaltanti."

Nel 2001, Jeremy si è spostato a LA, milioni di km distante da qualsiasi fashion week. "Penso a me stesso quasi come a un contadino qui," dice a proposito della sua decisione contraddittoria. "Coltivo le mie verdure, le mie zucche premiate, i mie bellissimi pomodori, e poi vengo a raccoglierli per portarli nei mercati per condividerli e venderli. E' così che è il mio rapporto con New York e Parigi, o qualsiasi capitale della moda. Posso partecipare, ma non mi blocco lì. Penso che se fossi lì tutto il tempo, non coltiverei. Non ci sarebbero verdure."

Poi, descrivendo la sua fattoria in cui è cresciuto in Missouri, Jeremy ricorda, "Mia cugina aveva un agnello come animale domestico, e l'agnello entrava solo in casa e poi usciva a pascolare. La cosa divertente è che agnelli e maiali e cose simili crescono molto, specialmente quando gli dai gli avanzi in tavola…" Parti della sua vita potrebbero essere testi di canzoni da fattoria surreali. Aveva una pecora in casa. Non c'era nessun maiale di Miley che si diverte a pettinare. Ora appare in una delle copertine di i-D con Bugs Bunny e un orsetto con tre occhi.

Jeremy Scott dà speranza a chiunque voglia farcela ad arrivare in alto. Puoi fare uno stage in un'azienda e finire per diventare il direttore creativo. Puoi crescere in una fattoria e vestire le pop star più famose del mondo.

"Voglio che la moda sia un luogo di divertimento per tutti," conclude quando cerco di fargli dire cosa pensa davvero dell'industria. La mia passione arriva da quell'epoca in cui c'erano Mugler e Montana e Gaultier e Moschino e Lagerfeld, tutte queste personalità differenti. Ora, puoi guardare 15 sfilate e sembrano tutte la stessa. E' troppo aziendale, troppo tranquillo, troppo noioso! Non mi importa se comprate i miei vestiti o no, voglio solo che li amate. Voglio passare alla storia per aver toccato l'anima delle persone." @itsjeremyscott

Crediti


Testo Dean Kissick
Fotografia Alasdair McLellan
Moda Benjamin Bruno
Capelli Malcolm Edwards at Art Partner
Make-up Lynsey Alexander at Streeters London utilizzando Estée Lauder
Unghie Jenny Longworth utilizzando Chanel S2015 & Body Excellence
Ritocco Output Ltd.
Modella Stella Tennant at Viva London
Stella indossa pantaloni Moschino. Scarpe Christian Louboutin

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