Fotografia di Stephen Shames 

"Per 7 anni ho fotografato la quotidianità delle Pantere Nere, ma non come immaginate voi"

Huey P. Newton, Angela Davis, Kathleen e Eldridge Cleaver, Fred Hampton e Stokely Carmichael: Shames è stato il fotografo ufficiale delle Black Panther.

di Maxime Delcourt
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30 giugno 2020, 11:42am

Fotografia di Stephen Shames 

1967. Stephen Shames aveva solamente 20 anni quando ha conosciuto Bobby Seale, il fondatore delle Pantere Nere, il quale gli ha chiesto di documentare la quotidianità del movimento, introducendolo così ai suoi membri più influenti: Huey P. Newton, Angela Davis, Kathleen e Eldridge Cleaver, Fred Hampton e Stokely Carmichael. Per sette anni, Shames è stato il fotografo ufficiale di questa organizzazione politica. Diversamente da altri fotografi che hanno documentato le Pantere, come Ruth-Marion Baruch o Pirkle Jones, Shames è riuscito ad entrare nella sfera intima di quello che fu considerato dall'allora direttore dell'FBI, John Edgar Hoover, come "la più grande minaccia per la sicurezza interna agli Stati Uniti."

In occasione della mostra Power to The People a Lille, tenutasi presso la Maison Folie de Moulins dal 29 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, abbiamo incontrato Seale per parlare di resistenza, dell'importanza della documentazione fotografica e della mamma di 2Pac.

foto pantere nere stephen shames
© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery

Come sei entrato in contatto con le Pantere Nere?
Nell'aprile del 1967 c'è stata una marcia contro la Guerra del Vietnam. Ero uno studente della UC Berkeley, e partecipando alla marcia ho conosciuto Bobby Seale. Gli sono piaciute molto le foto che ho scattato quel giorno, e così siamo diventati amici, e poi mi ha permesso di passare molto più tempo con le Pantere Nere. Era una sorta di mentore per me. E allo stesso tempo era il leader dell'organizzazione, così mi ha fatto conoscere tutti quanti. Al tempo non me ne rendevo conto, ma ero l'unica persona al di fuori dell'organizzazione a cui era permesso entrare nel loro mondo. Ovviamente, al giorno d'oggi, tutti possono avere accesso ai documenti pubblici che mostrano le Pantere in situazioni di dimostrazioni o manifestazioni, ma al tempo nessuno aveva accesso alle vite private dei membri dell'organizzazione. Per sette anni, ho speso la maggior parte del mio tempo documentando le Pantere, immortalando la loro quotidianità, come si comportavano con le loro mogli e i loro bambini e con che mezzi tornavano a casa propria.

foto pantere nere stephen shames
© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery

Hai percepito di star facendo parte di qualcosa di storico oppure volevi solo fotografare delle persone a cui tenevi molto?
Vorrei specificare che avevo appena 20 anni quando ho conosciuto il Partito delle Pantere Nere, dunque non avevo un obiettivo preciso e non ero abbastanza cosciente da poter adottare un approccio più intellettuale. L'idea era quella di far parte di un movimento. Non pensavo che un giorno queste immagini sarebbero apparse sui muri di un museo... Pensavo soltanto a me stesso come un rivoluzionario il cui obiettivo era quello di mostrare chi fossero le Pantere Nere dall'interno, non semplicemente documentando le loro battaglie o manifestazioni. Al tempo, come accade ogni tanto anche oggi, quasi tutti i media erano focalizzati su questo aspetto e cercavano sistematicamente la controversia. Comunque, a differenza di loro, io volevo documentare quello che accadeva nella loro quotidianità, rivelando quello che stava succedendo dietro alle quinte, proponendo una visione completa sul movimento. Certamente erano tutti rivoluzionari convinti, ma quello non li rendeva meno delle altre persone, e continuavano a vivere con le loro famiglie proprio come qualsiasi altro essere umano.

Perché era nell'interesse delle Pantere lasciarti fotografare le loro vite personali o i loro raduni?
Le Pantere non erano un gruppo di protesta, ma un partito politico che si era accorto che l'America è un posto dove tutto si basa sulla comunicazione. Avevano capito che le immagini erano un mezzo essenziale per mantenere la propria reputazione e per la promozione delle proprie idee. Guardando indietro, ho realizzato che questo ha fatto luce sulla natura avant-garde del partito. Al tempo, loro organizzavano dei grandi raduni per distribuire cibo, provvedendo una grande quantità di sostentamenti per le famiglie e i bambini. Faceva parte dei loro principi, erano coscienti che non si potesse studiare a stomaco vuoto... È interessante far notare che quando il Presidente Johnson ha finalmente implementato quello stesso programma che le Pantere avevano inizialmente ideato, il cibo offerto dall'agenzia governativa era decisamente di qualità peggiore, e certe persone hanno paragonato il formaggio da loro offerto a un pezzo di cartone.

foto pantere nere stephen shames
© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery

Hai accennato la percezione malsana dei media rispetto al partito delle Pantere Nere. Cosa ne pensi invece dell'FBI, che ha cercato più volte di distruggere l'organizzazione?
Non voglio giocare la carta del razzismo, ma è chiaro che tutto ciò era stato fatto per presentare un'immagine negativa delle Pantere, ritraendoli come un gruppo violento e potenzialmente molto pericoloso per il benessere della società. È anche ovvio che un'immagine di un uomo nero armato ha sempre scioccato di più che una rappresentazione simile di un uomo bianco. Ancora più assurdo se si pensa che le Pantere volevano una cosa soltanto -- eguaglianza. E per ottenerla si svegliavano alle 4 del mattino, preparavano la colazione per i bambini del quartiere, pubblicavano un loro giornale, e ideavano pieni specifici per guidare la loro lotta e dare un senso ai loro sacrifici. Bisogna ricordare che Bobby Seale ha fatto una campagna per essere eletto al Oakland City Hall, ed è arrivato al secondo posto con più del 40% dei voti. Era un uomo molto intelligente, che sapeva gestire l'organizzazione e permettere alla Pantere nere di trionfare.

Hai divagato un pò dalla domanda...
Sì, scusa [ride]. Le Pantere, come tutte le persone o i movimenti che hanno cercato di ottenere dei cambiamenti sociali veri, hanno sempre creato delle reazioni di scontentezza e di sfiducia. Basti guardare quello che è successo a Martin Luther King: lui parlava di pace, eppure le persone lo odiavano. Oggi è una leggenda, ma al tempo le persone si rifiutavano di ascoltare i suoi comizi. Alcune persone volevano ucciderlo e alla fine ci sono riusciti. Le Pantere hanno sofferto lo stesso destino: figure importanti come Fred Hampton sono stati uccisi mentre dormivano e l'FBI ha creato COINTELPRO, un programma atto a neutralizzare i gruppi politici percepiti come minacce alla sicurezza. Sai, purtroppo non era una cosa rara che le Pantere venissero uccise negli scontri con la polizia, e non per niente hanno ideato un sistema di rifugio per i propri figli. L'hanno fatto perché così loro non diventassero vittime degli attacchi dell'FBI nelle loro stesse case. Questo era essere parte del Partito: essere nel costante pericolo da parte dell'autorità e dei loro attacchi razzisti.

foto pantere nere stephen shames
© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery

Prima hai parlato della tua amicizia con Bobby Seale. Cosa puoi dirmi di Huey P. Newton e Angela Davis?
Non ho mai conosciuto bene Angela Davis, l'ho fotografata un paio di volte, ma è stata parte delle Pantere Nere solo per sei mesi. Dopo di che è entrata nel Partito Comunista Americano. Huey, invece, con lui ho passato molto tempo. Era un ragazzo di talento, molto intelligente e carismatico. C'è una ragione per cui ha preso il controllo del partito con Bobby Seale. La loro forza stava nel circondarsi di persone veramente intelligenti, che esprimessero al meglio la loro causa: Stokely Carmichael, George Jackson, o Fred Hampton. Se non fosse stato ucciso dall'FBI, credo che avremmo sentito parlare di lui anche oggi.

Il Partito della Pantere Nere aveva una visione molto progressista, fino al punto di dare grosse responsabilità alle donne in un momento in cui l'ineguaglianza tra i sessi era ancora molto prevalente...
Non posso dire che ci fosse una vera e propria eguaglianza tra le donne e gli uomini, ma questo era a causa del contesto sociale globale del tempo. Nonostante ciò, le donne avevano un ruolo molto importante all'interno del Partito. Come hai detto, le Pantere erano uno dei movimenti più progressisti degli Stati Uniti, in particolare nel rispetto dei diritti alle donne e della comunità LGBT. Non era una posizione facile da promuovere al tempo, e non lo è nemmeno ora, in realtà. Devi pensare che la maggior parte della popolazione nera negli Stati Uniti va a messa regolarmente ed è molto conservatrice. Ma è chiaro che donne come Kathleen Cleaver o Ericka Huggins avevano abbastanza carisma per farsi valere all'interno di un movimento prettamente maschile.

foto pantere nere stephen shames
© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery

C'era anche Afeni Shakur, la madre di 2Pac.
Ho avuto l'occasione di incontrarla solo una volta. Non eravamo nello stesso stato o sezione. Ma era una donna molto impegnata per la causa ed era molto vicina ad una mia cara amica, Jamal Joseph, anch'essa un membro delle Pantere.

Hai mai voluto abbandonare la tua macchina fotografica, per ottenere un ruolo più decisivo all'interno della lotta?
Sai, quello che ho provato a fare fuori dalla fotografia ha sempre avuto un impatto minore, rispetto alle immagini che potevo catturare. Facevo parte della campagna di Bobby Seale per l'Oakland City Hall, ho protestato contro la Guerra del Vietnam, ero un membro del Berkeley Barb, un giornale alternativo, ma le fotografie per me sono sempre rimaste il mezzo più efficace per far prendere coscienza. E alla fine sono ciò che è rimasto.

Nel 2018, e anche nel 2020, abbiamo avuto e abbiamo l'impressione che le cose non siano cambiate molto per la popolazione afroamericana.
È assolutamente vero. Molte delle problematiche indirizzate dalle Pantere esistono tutt'ora. Bobby Seale ha detto che le sitcom nere hanno aiutato la comunità nera ad essere accettata dal pubblico generale, ma la disoccupazione degli afroamericani rimane comunque il doppio di quella tra le persone bianche, e uno su quattro tra i bambini neri vive al di sotto della soglia di povertà. E non sembra che la presidenza di Donald Trump si stia impegnando per cambiare le cose. Le Pantere Nere dicevano che non bisognava ascoltare nessuno che avesse più di 30 anni, e io credo che Trump sia un ottimo esempio del perché avevano ragione. Quello che lui afferma, quando parla con il pubblico, non fa altro che alimentare l'odio all'interno del paese.

foto pantere nere stephen shames
© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery
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© Stephen Shames courtesy di Steven Kasher Gallery

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Questa storia è apparsa originariamente su i-D France

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