ma la jersey si può indossare anche fuori dallo stadio? risponde matilde gioli

Ovviamente, sì. Il perché ce lo ha spiegato in questa intervista.

di i-D Staff
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11 marzo 2019, 1:37pm

Domenica 17 marzo sarà un giorno importante per chiunque s’interessi di calcio. Alle 20:30 inizierà infatti il derby di Milano, e per l’occasione l’Inter scenderà in campo con una maglia speciale. Si tratta di quella che vi abbiamo presentato giusto la settimana scorsa qui su i-D con un editoriale ad hoc scattato a Porta Venezia. Era uno dei primi pomeriggi primaverili dell’anno, e infatti il risultato è una luce naturale calda, vibrante e morbida.

Ma che la Nike abbia creato una nuova jersey in edizione limitata con l’Inter non è una notizia che ha fatto esultare di gioia solo i tifosi, anzi. A gasarsi di più sono stati in realtà i cool kid che non si perdono per nessun motivo al mondo i drop delle collaborazioni di streetwear del momento. Nike x Inter compresa.

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La conferma di questa duplice attrattiva arriva all’evento ufficiale di lancio della maglia. Siamo da Slam Jam e il menù du jour prevede un talk tra Matilde Gioli, uno dei volti della campagna, due calciatori simbolo dell’Inter, cioè Marco Materazzi e Dejan Stanković, e due membri della redazione di i-D e VICE, ovvero la nostra editor-at-large Gloria Maria Cappelletti e Tommaso Naccari. Tema dell’intervento: 20 anni di collaborazione tra Nike e Inter, viste dal punto di vista dell’atleta che indossa i capi, ma anche degli insider del settore moda che di quei capi studiano l’evoluzione.

Appena finito il talk incontriamo Matilde per farle qualche domanda. È ancora emozionata, ci sediamo e intorno tutti sgomitano per una foto insieme a lei. L’unico punto affollato quanto quello in cui ci troviamo noi è la cassa, dove le 50 jersey vendute in anteprima sono già finite. A chi è rimasto a bocca asciutta non resta altro da fare che lasciare il proprio nominativo e incrociare le dita in vista del secondo drop (ah, adesso è disponibile sul sito e in negozio, no worries).

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Insomma, l’entusiasmo c’è e si percepisce benissimo, sia sul palco che tra le persone. Le chiediamo subito com’è andata, dato che per l’evento Slam Jam era così affollato che per un po’ vediamo solo le spalle e gli iPhone di chi ci stava davanti, e Matilde ha ancora gli occhi che brillano mentre dice: “Sai, io seguo Materazzi e Stankovich da quando sono bambina. Non li avevo mai conosciuti prima di stasera, quindi immaginati l’emozione di incontrare i tuoi idoli nella vita reale!” Non ha ancora processato il cocktail di adrenalina e gioia di poco fa, e lo ammette senza troppi problemi. “Non so spiegarti a parole quello che è appena successo perché non riesco a realizzarlo. Mi sento un po’ come sospesa tra lo shock e la felicità.”

Come accennavamo, Matilde è qui per due motivi: è una tifosa sfegatata dell’Inter, nonché uno dei volti della campagna scattata da Tony Brugnoli per il lancio della jersey. Inevitabilmente, la nostra chiacchierata prosegue parlando dello stadio, luogo in cui prendono vita a primi ricordi di Matilde legati alla maglia nerazzurra. “Non ricordo con precisione la prima volta in cui sono andata a vedere l’Inter giocare a San Siro, perché sicuramente ero troppo piccola,” racconta. “Però ho questa immagine di una domenica allo stadio con tutta la mia famiglia, come nella migliore delle tradizioni, e quando siamo saliti dal basso per affacciarci e mi sono ritrovata davanti tutta l’enormità della struttura mi è mancato il fiato. C’era qualcosa di sublime in tutto ciò, e quell’energia continuo a riviverla ancora oggi, ogni singola volta in cui metto piede a San Siro. Poco importa che io abbia visto centinaia di partite lì ormai. Quella meraviglia è rimasta intatta, torna sempre a farmi visita.”

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Poco prima dell’inizio dell’evento, chiacchieravamo con una collega stylist a proposito della maglia da calcio nel guardaroba dei non-tifosi. Lei ci dice che se la mette tranquillamente anche per uscire, perché è un oggetto bello e “di culto,” al di là della propria fede calcistica. Quando ne parliamo con Matilde, lei è totalmente d’accordo: “Assolutamente! La metterei ovunque!” dice senza pensarci su neanche un secondo. “Jeans, maglietta dell’Inter e felpa funzionano praticamente in ogni situazione della vita di tutti i giorni, ma questa è così figa che la metterei anche con una gonna a vita alta e stivali neri.”

Prima di salutare Matilde, la sincerità con cui risponde alle nostre domande ci spinge a farle un’ultima domanda. Vogliamo sapere perché lo sport ha un ascendente così forte su di lei. “Per quanto possa sembrare retorico, credo che senza lo sport la mia vita sarebbe stata completamente diversa,” risponde. “Ho fatto nuoto sincronizzato per moltissimi anni, perché amo le discipline di squadra e il concetto di collaborare con altre persone al raggiungimento di un obiettivo comune. Quella complicità che avevo con le mie compagne non l’ho mai ritrovata in nessun’altra situazione della vita. E non vale solo per gli sport che pratico, ma anche per quelli che guardo!” Come non darle ragione?

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Dai un'occhiata anche a un altro editoriale che abbiamo realizzato negli ultimi tempi in collaborazione con Nike, quello per l'uscita delle Air Max più alte di sempre, le 720:

Crediti


Intervista di Amanda Margiaria
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

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