tutto quello che c'è da sapere sull'amore è in questo episodio dei simpson

Buon San Valentino!

di Brian O'Flynn
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14 febbraio 2019, 2:28pm

"Si può persino individuare il momento preciso in cui il suo cuore si spezza a metà."

Questa memorabile frase viene pronunciata da Bart Simpson nel 15esimo episodio della quarta stagione di The Simpsons, coerentemente intitolato Io Amo Lisa e andato in onda per la prima volta nel 1993. Il cuore spezzato a metà in questione è quello di Ralph, che dopo aver dichiarato il suo amore per Lisa in diretta nazionale viene rifiutato con veemenza.

In soldoni, Bart ci sta dicendo che l'amore fa male.

Da decenni la satira di The Simpsons è una finestra sull'identità americana. Nello specifico, sulle contraddizioni della classe media di questo paese. In quella che oggi è conosciuta come l'Epoca d'Oro di questo cartone, cioè le prime dieci stagioni, si raccontano con maestria le paure più intime degli Stati Uniti.

Osservazioni taglienti e caustici sbeffeggiamenti dei classici stereotipi americani hanno reso The Simpsons un prodotto televisivo estremamente piacevole da guardare—ma a differenza di altri, con un commento sociale sempre puntuale e preciso. Ci abbiamo messo anni a capire quanto le sue sceneggiature fossero inquietantemente preveggenti; esiste addirittura una lista di tutti i momenti in cui la sitcom ha azzeccato un pronostico, come quella puntata in cui una Lisa del futuro sostituisce Trump come Presidente degli Stati Uniti. Insomma, con intelligenza e ironia, The Simpson si è sempre fatto beffa di tutto e di tutti, dalla lotta di classe (l'episodio in cui Marge cuce e ricuce un tailleur Chanel rimarrà per sempre nella memoria collettiva) all'inabilità dei governi a far fronte ai cambiamenti climatici, passando per qualcosa di molto più personale. L'amore.

Io Amo Lisa è stato il primo episodio di The Simpsons dedicato a San Valentino ed è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per afferrare il senso della festività senza nessun senso preferita dal capitalismo. La puntata si svolge a San Valentino appunto, e si apre con una canzone tipica di Halloween trasmessa dall'emittente radiofonica KBBL. Il presentatore, Marty, cerca di nascondere il suo errore dicendo che anche questo brano ha un senso nel giorno dedicato all'amore, ma è un tentativo tanto imbarazzante quanto vano. Cerca di far stare a tutti i costi i sentimenti nel contenitore metaforico sbagliato, e più passano i minuti, più ci rendiamo conto di essere davanti a una cinica parodia della delusione che tutti proviamo nelle relazioni, mentre cerchiamo di soggiogare al nostro volere persone che desiderano solo scappare.

Nella scena successiva, Abe Simpson bolla San Valentino come "un'altra festa escogitata dai cartolai per vendere cartoline"—salvo poi chiedere all'amico di regalargli la busta del biglietto d'auguri che ha appena ricevuto. In questi pochi secondi c'è tutto quello che vedremo successivamente: San Valentino è una finestra spalancata sull'abisso dei desideri conflittuali che regolano il modo in cui ci relazioniamo alle altre persone. Sappiamo che l'amore descritto dai cultori di questo giorno non esiste ed è solo l'ennesima trovata capitalista che dovremmo ignorare. Eppure, l'unica speranza che ci tiene in vita nella terrificante ombra della morte incombente è quella di non arrivarci senza nessuno accanto.

L'amore, ci dice The Simpsons, è poco più di questo. Un sintomo della nostra disperata paura della solitudine.

"Ralph continua a fare le sue avance, e Lisa continua a indietreggiare. Noi, intanto, capiamo l'asimmetria che sta alla base di ogni relazione: tutti arriviamo da background sociali diversi, e non importa se ce la mettiamo tutta o no, trovare un compromesso tra le nostre esperienze personali e quelle della persona che abbiamo davanti è quasi sempre un'impresa destinata al fallimento."

A questo punto inizia la trama vera e propria inizia a prendere forma. Siamo nella classe di Lisa e Ralph, dove la maestra Hoover chiede ai bambini di costruire delle cassette in cui riporre i loro biglietti di San Valentino. "Una perdita di tempo," sottolinea Lisa, e l'insegnante non può che darle ragione. L'attività lascia però Ralph in lacrime, perché il numero di biglietti d'auguri che ha ricevuto in questo difficile giorno ammonta a zero. Lisa si impietosisce, così gli dà il suo. L'affetto che il regalo esprime fa a pugni con l'indifferenza totale di Lisa verso Ralph, rendendo la scena dolorosa per gli spettatori. Chi non si è mai accorto di essersi illuso sui sentimenti di un'altra persona? Lisa, come tutti noi facciamo a volte, ha "indossato" finti sentimenti come fossero un costume di carnevale, giusto per l'occasione. L'insegnante le ha dato un compito, e nell'ossessione di rispettare le regole imposte dall'autorità esegue gli ordini senza fiatare. Poco importa se l'ordine impartito coinvolge la sfera sentimentale.

In questo modo, Lisa è una metafora di tutti noi a San Valentino: sì, è un'occasione inventata dal capitalismo per vendere stupidi acchiappapolvere, ma anche per farci credere nella grande menzogna dell'amore incondizionato e spingerci a pensare che tutti possiamo ambire a qualcosa di simile, prima o poi. L'unità fondamentale del capitalismo, dopotutto, è proprio il nucleo famigliare: un piccolo motore che permette ai genitori di continuare a fornire la loro manodopera al sistema e, contemporaneamente, insegnare alla loro prole a fare lo stesso. A San Valentino, proprio come capita a Lisa, ci viene ribadito a più riprese quanto bello sia l'amore tradizionale, così che anche noi prima o poi ci trasformeremo nella metà di una coppia produttiva e servizievole. Utile.

Lisa è bravissima a far felici gli altri. Ma per quanto buone siano le sue intenzioni, altro non esprimono che una perfetta simbiosi tra lei e il ruolo della donna nel capitalismo, cioè fornire sostegno emotivo all'uomo e rassicurarlo. Questo è un concetto reso famoso da Arlie Hochschild nel libro The Managed Heart (1983), in cui viene teorizzato che il capitalismo spinge le donne a ricoprire un ruolo che richiede la vendita delle loro emozioni. Fare la baby-sitter, l'hostess o l'insegnante, ad esempio, richiede una sensibilità non indifferente, simile a quella che porta Lisa a fare del suo meglio per tirare su il morale a Ralph. Quando però si renderà conto delle conseguenze delle sue azioni, Lisa sarà inorridita dalle sue stesse azioni, tornerà sui suoi passi e si rimangerà quanto detto in precedenza.

Ma anche Ralph non si comporta in modo sincero. Sceglie Lisa non perché sente una connessione con lei, ma solo per la mancanza di alternative. Lei è l'unica che sembra disposta a tollerarlo, e lui non vuole farsela scappare. I suoi tentativi di interagire con l'oggetto (perché di oggetto si tratta, in fin dei conti) del suo amore sono patetici. Tornando a casa da scuola le chiede: "Allora... Ti racconto... Qualcosa?"—indice di come a preoccuparci sia la prospettiva di non avere nessuno accanto in futuro, trovare il partner giusto, quello con cui il capitalismo ci chiede di mettere su famiglia insomma, e non invece scoprire uno spirito affine al nostro che possa arricchire le nostre vite.


Successivamente, mentre Lisa cerca di convincere Ralph sulla totale assenza di sentimenti nei suoi confronti, il padre di Ralph lo rassicura: le donne vogliono essere inseguite—altra bugia del mondo patriarcale in cui viviamo. "Trovati un compagno a tutti i costi," sussurra con fare seducente il capitalismo all'orecchio maschile.

Ralph continua a fare le sue avance, e Lisa continua a indietreggiare. Noi, intanto, capiamo l'asimmetria che sta alla base di ogni relazione: tutti arriviamo da background sociali diversi, e non importa se ce la mettiamo tutta o no, trovare un compromesso tra le nostre esperienze personali e quelle della persona che abbiamo davanti è quasi sempre un'impresa destinata al fallimento. Altri episodi di The Simpsons esplorano questo tema, sia attraverso la lente del gender che quella di classe. Quando Lisa si innamora di Nelson nell'episodio 160, i suoi tentativi di addomesticarlo e renderlo più acculturato sono un buco nell'acqua. Nell'episodio 122, invece, Lisa si fa leggere il futuro da una cartomante e ha una visione di come sarà il suo futuro fidanzato: un universitario snob e aristocratico che non riuscirà ad accettare le umili origini di lei. Anche quando The Simpsons ci racconta una storia che superficialmente sembrerebbe funzionare, come quella di Homer e Marge, in realtà sta dissezionando le bugie su cui è fondata. In quell'episodio in cui Lisa vuole plasmare Nelson a suo piacimento e chiede consiglio alla madre, Marge le conferma che anche lei ha dovuto lavorare non poco sulla personalità di Homer per farlo diventare una persona migliore. BUGIA che tutti sappiamo essere una BUGIA. Marge, come Lisa, sta semplicemente recitando il ruolo che il capitalismo si aspetta lei reciti, continuando a stare con un uomo che prosciuga le sue energie e cercando di tenere unita la loro famiglia su un'ideale di inesistente felicità.

E così torniamo a quel momento iconico in cui il cuore di Ralph si spezza in diretta televisiva. Questo è il miglior destino di chi cerca di sottostare alle regole patriarcali ed eteronormative del capitalismo che San Valentino riassume alla perfezione: un dolore straziante dentro al petto. Esatto, il miglior desino a cui si può aspirare sotto questo sistema socioeconomico. Il peggiore? Rimanerci intrappolati dentro, senza possibilità d'uscita.

Nell'arco delle millemila puntate di The Simpsons, Lisa sogna (o meglio, fa incubi su) il matrimonio con Ralph, Milhouse e Nelsen, ma sa che c'è qualcosa di peggio che un cuore spezzato: vivere con qualcuno per cui il tuo cuore proprio non può spezzarsi. Forse, questo futuro infernale è la vera trama su cui l'intera sitcom è costruita, cioè il matrimonio tra Homer e Marge.

Più di 25 anni dopo la messa in onda dell'episodio, questa cinica visione di San Valentino e delle limitate alternative che il capitalismo ci offre è ancora una delle interpretazioni più precise di cos'è l'amore nel 2019.

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