Pubblicità

due sognatori a milano, e oltre

Abbiamo intervistato Martilde e Marco, due giovani creativi che rappresentano la voglia di cambiamento, raccontandola tra passioni e lavoro.

di i-D Staff
|
26 maggio 2017, 10:00am

"Perché aspettare che le cose cambino, quando posso essere io il cambiamento?" Un'affermazione forte, ma in cui tutti ci riconosciamo. Abbiamo deciso di essere noi stessi il cambiamento che aspettavamo, e per farlo usiamo lo strumento che conosciamo meglio: il digitale. Facebook, Instagram, Twitter e tutti gli altri social media sono diventati piattaforme su cui sentirsi liberi di esprimere la propria creatività, grazie ai quali ognuno di noi può raccontarsi e raccontare senza paura. E c'è chi ha fatto di questa voglia di cambiamento il proprio lavoro, proponendo nuovi modelli di rifermento positivi e divertenti. Voglia di sperimentare e di uscire da percorsi già tracciati, esplorando nuovi territori e lasciandosi guidare dalla propria creatività sono le nuove regole del gioco, riscritte da una generazione che ha voglia di cambiare, ma senza prendersi troppo sul serio. Abbiamo intervistato Martilde e Marco proprio per questo: perché hanno dato il loro contributo creativo in ambito professionale con freschezza e voglia di novità, ed è proprio quello che stavamo aspettando.

Martilde, 25 anni, Milano 

Di cosa ti occupi? E cosa ami particolarmente del tuo lavoro?
Lavoraro nell'industria della moda, e questo mi ha dato la possibilità di esprimere la mia creatività, esplorandone limiti e confini. Un esempio è il progetto VIRGO a cui ho collaborato di recente: si tratta di un evento settimanale che si tiene ogni venerdì sera, ma è prima di tutto uno strumento per esprimere il lato artistico dei partecipanti. VIRGO vuole infatti celebrare la femminilità e il femminismo, è un mezzo di empowerment grazie al quale le donne possono sviluppare la loro autostima e la loro sicurezza in sé stesse. Basta inibizioni, basta pregiudizi, basta paure. Celebriamo invece la diversità e i difetti che ci rendono uniche. Anche l'estetica a cui VIRGO fa riferimento mi ha appassionato, rendendomi fiera del mio lavoro e facendomi conoscere meglio l'universo erotico degli anni '70, un'epoca di liberazione dei costumi sessuali e uno dei periodi più intensi nella lotta per i diritti delle donne.

Qual è la cosa che preferisci di te?
La mia capacità di adattarmi a situazioni diverse. Posso essere catapultata in qualsiasi contesto e in compagnia di con qualsiasi genere di persona, ma cercherò sempre di cogliervi qualcosa di speciale. Magari non mi divertirò, ma sono sicura che scoprirò qualcosa e mi farà riflettere.

Come descriveresti il tuo carattere?
In 5 parole: gentile, lunatica, fisica, self-confident e generosa.

Cosa ti fa sentire sicura di te?
Trasferirmi a Milano mi ha aiutata molto in questo senso: qui ho conosciuto nuove persone che sono diventate la mia seconda famiglia.

Come descriveresti il tuo stile?
Mi piace immaginare di vivere in un'altra epoca usando capi iconici. Talvolta mi basta un foulard tra i capelli per sentirmi un'attrice hollywoodiana a bordo di una decapottabile negli anni '60 oppure rispolverare il piercing all'ombelico per tornare al trash dei primi anni 2000. Mi interessa sperimentare, ma senza prendermi troppo sul serio.

Come ti descriverebbero i tuoi amici?
Scherziamo sempre sulla mia arrendevolezza, perché spesso dico di non voler uscire, ma poi basta un "dai" e torno a casa dopo 2 giorni. Mi piace circondarmi di molte persone. Riguardo ai "social friends," le cose più belle che mi siano state dette recentemente dai miei follower su Instagram sono state: "you're like a girl they make movies about" e "easily could place you in any Botticelli's painting!"

Come descriveresti Milano a qualcuno che non ci è mai stato?
Milano è una città che non ti conquista da subito, nessuno viene a Milano e se ne innamora immediatamente. Infatti c'è chi dopo un annetto scappa, ma se invece passi la prima fase, fai il curioso e hai degli interessi, allora troverai il tuo posto ideale. Poi c'è una fortissima scena underground e creativa che attrae artisti di vario genere. Io qui mi sento a casa come neanche a Venezia mi era mai successo i miei primi 18 anni di vita.

@martilde.f

Marco, 25 anni, Milano

Cosa fai nella vita?
Studio nuove tecnologie dell'arte, faccio video, fanzine, fumetti e vado in skate

Quali sono le tue passioni?
Faccio un sacco di cose, come girare video, leggere fanzine o fumetti e andare in skate. Lo skateboard è forse la mia passione più grande: ho cominciato che ero ancora un bambino, quando mia mamma non mi lasciava andare in piazzetta con gli amici e quindi passavo i pomeriggi nel cortile di casa. Crescendo ho conosciuto alcuni skater del mio quartiere e stando con loro ho imparato i primi trick, ma dopo un infortunio alla caviglia mi sono dovuto fermare per un paio d'anni. In quel periodo mi sono appassionato a cose nuove, soprattutto fanzine e fumetti, forse perché strettamente legati all'ambiente degli skater da cui provenivo. Il punto di svolta è stato il trasferimento a Milano, dove ho rispolverato la tavola e l'ho trasformata in un'attività quotidiana. Vado in Centrale, dove c'è una scena di skating florida e in espansione, ma ho sempre con me qualche vecchio fumetto.

Come ti descriveresti?
Entusiasta, umile, romantico, curioso, sognatore. Sicuramente mi sento forte quando riesco a mettere insieme tutte le mie migliori qualità in occasioni differenti, da progetti personali a rapporti interpersonali, ma il romanticismo è la chiave che mi fa sentire più forte. Sempre.

Come descriveresti il tuo stile?
Non ho grandi interessi per la moda, nel senso che mi piace parlarne e discutere il lavoro dei diversi stilisti, ma non a tal punto di desiderare e comprare determinati pezzi. Preferisco andare in giro per i mercati di milano e pescare i vestiti più fighi che la gente butta o pensa che siano vecchi, quindi riciclo il vecchio, lo rendo fresco e creo così il mio stile.

Come ti descriverebbero i tuoi amici?
Non saprei, probabilmente folle. Potremmo chiedere a loro! So che mi vogliono bene e che hanno fiducia in me, magari un giorno gli chiederò come mi descrivono, ma fino a quando c'è amore non servono descrizioni.

Descrivi Milano a qualcuno che non l'ha mai vista...
Milano è una bellissima città che offre molte opportunità alle persone entusiaste, che sanno apprezzarla anche al di fuori dal contesto "cool", dai luoghi comuni. Per quanto riguarda la scena creativa, è una ruota che gira continuamente fatta di stimoli, stile, novità e realtà sempre nuove. È un ciclo continuo in cui c'è sempre gente va e che viene portando esperienze diverse da posti diversi. Non è stagnante. Diciamo che è un grande piccolo puntino sulla mappa del mondo.

Cosa la rende diversa dalle altre città?
La differenza è che riesce a essere aperta alle molte influenze esterne ma mantiene la sua cultura e l'essere italiana nel profondo.

Dove esci di solito?
Per l'aperitivo Porta Venezia, per fare l'amore Porta Venezia (ciao baby!) e per fare festa Macao che è il mio posto preferito dove uscire il sabato sera.

Dove trovi ispirazione?
Oltre che fare ricerca e guardare cose interessanti su internet, prendo anche ispirazione da tutto ciò che mi circonda. Specialmente il contrasto tra natura e città non smette mai di affascinarmi.

Qual è la cosa migliore dell'essere giovani nel 2017?
Abbiamo la fortuna di vivere un'epoca in cui la tecnologia si evolve di giorno in giorno, permettendoci di entrare in contatto con realtà di tutto il mondo e quindi creare connessioni, lavorative o non.

Che consigli daresti alla prossima generazione di giovani adulti?
Seguire i propri sogni sempre, a qualsiasi costo. Il mio sogno è quello avere una casa studio/atelier al mare e di viverci insieme alla ragazza che amo. Sto provando a inseguirlo. Svegliarmi la mattina guardando l'oceano, fare colazione in spiaggia, surfare qualche ora, tornare a casa e produrre tanto e bene. Good luck to me!

@colmar.1991

Crediti


Foto Guglielmo Profeti
Moda Yosephine Melfi
Creato in collaborazione con Converse